Viaggiare a Km zero camminando l’arte: dalla storia alle storie

Recanati 6 luglio 2019. Alcune classi dell’Istituto Comprensivo Badaloni ieri pomeriggio hanno presentato al pubblico un percorso di conoscenza tra arte, musica e tradizione artigiana di Recanati, toccando alcuni luoghi storici della città. Scopo del progetto PON “VIAGGIARE A KM ZERO CAMMINANDO L’ARTE: DALLA STORIA ALLE STORIE”, è di “camminare il patrimonio”, come afferma lo storico dell’arte Tomaso Montanari, promotore del paradigma del “chilometro zero”, cioè dell’educazione a guardarsi intorno per accorgersi che la città è un “museo diffuso”.

L’idea, citata a suo tempo dal prof. Paolo Coppari durante la presentazione del libro dedicato al palazzo Antici Mattei (leggi l’articolo), si è concretizzata grazie all’impegno delle docenti esperte in didattica del patrimonio Antonella Chiusaroli e Antonella Maggini, insieme alle tutor Luisa Leoni, Carla Quercetti e Paola Scorcella che le hanno affiancate. Il PON – Programma Operativo Nazionale “La Scuola per lo Sviluppo” – finanziato dai Fondi Strutturali Europei e vinto dall’I. C. Badaloni, è stato realizzato negli anni scolastici 2017-18 e 2018-19, ha coinvolto oltre 70 studenti dell’Istituto ed ha beneficiato del contributo e del patrocinio di Enti e Istituzioni, primo tra tutti il Comune di Recanati, e della collaborazione di numerose imprese del territorio che da sempre sostengono la scuola.

Alla presenza dell’assessora alle Politiche Culturali Rita Soccio e della Dirigente Annamaria De Siena, le alunne e gli alunni del Badaloni hanno presentato le varie installazioni e consegnato loro dei libriccini con copertine molto creative realizzate durante il corso; un progetto complesso che li ha visti impegnati a compiere video, manifesti, manufatti artistici fino a creare un QRcode per consentire al pubblico l’accesso al materiale di riferimento. Le installazioni tematiche esposte presso il cortile del palazzo Massucci Della Stella (artigianato) il cortile di Palazzo Venieri (arte) e nei pressi di Teatro Persiani, sede anche del Museo B. Gigli (musica), hanno dimostrato come il progetto, di durata biennale, abbia avuto il merito di coniugare tradizione ed innovazione, perseguendo obiettivi specifici legati alla ricerca, allo studio e alla promozione del patrimonio locale con il ricorso a nuove metodologie didattiche, a piattaforme tecnologiche e a sistemi di comunicazione digitale.

Così, pur guardando ad una città che diventa “Smart” per chi la vive e la transita, la cura del territorio e la sua promozione sono state affidate ai giovani cittadini, i veri protagonisti della vitalità dei luoghi.

L’esposizione più suggestiva che rimarrà esposta per un certo periodo è nel cortile del palazzo Massucci Della Stella con delle shopper bag in carta decorate con le immagini di artigiani recanatesi e i loro prodotti, appese sul filo con mollette da bucato. Bello anche il lungo tappeto “armonico” di carta – come un rigo musicale – dove le immagini di Beniamino Gigli vivevano tra le note, compresi i poster con, oltre alle foto, anche gli esperimenti di narrazione con le emoji dei miti rappresentati nei dipinti.  (Da ricordare Francesca Chiusaroli docente UNIMC di Linguistica dei media e autrice di “Pinocchio in emoji”).

A seguire i discorsi degli alunni e alunne per spiegare il progetto:

Noi siamo gli alunni del quarto modulo di un Progetto sul patrimonio che è iniziato due anni fa e che ha avuto come obiettivo quello di far conoscere e di valorizzare il patrimonio culturale della nostra città, costituito da beni materiali e immateriali. Il primo si intitolava “Nelle sale delle meraviglie” e si è concentrato sui dipinti a tema mitologico presenti nei palazzi nobiliari di Recanati: Palazzo Dalla Casapiccola, Palazzo Venieri e Villa Colloredo Mels. Il secondo è stato “Remusicanati”, che, come si può intuire dal titolo, ha messo in primo piano il patrimonio musicale legato alla nostra città. Il terzo si è occupato della tradizione artigiana locale, che è anch’essa patrimonio culturale ed è anch’essa arte. Il quarto, che è quello che ci vede protagonisti, ha avuto come obiettivo di far conoscere tutto questo alla cittadinanza, in modo tradizionale, con una mostra, e allo stesso tempo innovativo, perché grazie alla tecnologia abbiamo avuto la possibilità di amplificare ciò che è reale.

Nei nostri laboratori abbiamo usato occhi e mani per scoprire e sperimentare, ma abbiamo anche impiegato la tecnologia, come strumento per dare sfogo alla nostra creatività e per diffondere le nostre scoperte. Abbiamo creato, con varie applicazioni digitali, cartoline, manifesti, video e QRcode che vi permetteranno di accedere con il vostro smartphone ad una specie di realtà aumentata. Vi consigliamo, quindi, di scaricare sul vostro cellulare una qualsiasi app gratuita di lettura QRcode, che sarà la chiave per entrare nella dimensione virtuale che abbiamo creato per voi.

 Cortile palazzo Massucci Della Stella sede della storica SARTORIA LATINI

Questo punto espositivo è dedicato all’artigianato della nostra città e non a caso si chiama #Recanatifattoamano.

LETTURA DEL MANIFESTO

Il modulo di questo PON prende avvio dalla volontà di scoprire alcuni dei luoghi del lavoro artigianale del territorio, pertanto abbiamo vissuto un percorso di scoperta che, partendo dai manufatti e dalla loro evoluzione nel tempo, ha valorizzato la “resistenza del lavoro artigiano” e il suo pensiero progettuale. Abbiamo cercato di recuperare la manualità che si rischia di perdere, pur coniugando tradizione ed innovazione tecnologica. Siamo entrati con occhi curiosi ed in punta di piedi in varie botteghe artigiane ed abbiamo cercato di carpire i segreti del mestiere: il laboratorio di pipe Moretti, il laboratorio orafo il Crogiuolo, il laboratorio di ceramica “Terre d’autore”, la sartoria-pelletteria Latini, il negozio di Andrea Pompei che riesce a dare alle cose una seconda vita con il riuso artistico. A scuola è venuto a trovarci Fabio Perticarini, discendente di una storica famiglia di fabbri e ramai, che ha realizzato per noi un piccolo portafiammiferi in rame. Abbiamo analizzato e studiato le pubblicità raccolte in vecchi giornali recanatesi.

Dopo le visite ai laboratori, ci siamo divertiti a manipolare e a progettare i nostri prodotti, realizzando un nostro personale libro polimaterico, rigorosamente “fatto a mano”. Abbiamo, inoltre, sempre mappato i luoghi visitati. Insomma, si è trattato di un’esperienza unica nel suo genere, utile anche come orientamento nel mondo del lavoro.

Cortile Palazzo Venieri –  “Nelle sale delle meraviglie”

LETTURA DEL MANIFESTO

Il gusto della scoperta delle scene mitologiche e la necessità di far rinascere il ricco patrimonio di segni, storie e simboli di cui sono costituite, ci hanno accompagnato in questo avventuroso percorso culturale nelle “Sale delle meraviglie” dei palazzi storici della nostra città. Abbiamo aperto i nobili portoni e fatto uscire idealmente, dagli edifici in cui sono custoditi da secoli, gli antichi personaggi in essi dipinti, con le loro vicende ed i significati simbolici e metaforici di cui sono portatori. Si tratta di raffigurazioni risalenti al periodo compreso tra il 1700 e il 1800, epoca di ristrutturazione dei palazzi storici, caratterizzata da un ritorno agli stili architettonici e all’iconografia del mondo classico: ispirate alla mitologia greca e romana, queste opere ne offrono una mirabile versione figurativa. Abbiamo così scoperto il patrimonio culturale della nostra città, rivolgendo ad esso uno sguardo curioso, ne abbiamo riconosciuto il valore e siamo riusciti ad attualizzare i dipinti neoclassici (e le storie ad essi sottese) grazie ad un approccio originale ed innovativo, trovando elementi di continuità con il presente ed avvalendoci di nuovi linguaggi iconografici: le emoji. (Da ricordare Francesca Chiusaroli docente UNIMC di Linguistica dei media e autrice di “Pinocchio in emoji”). I soggetti tramandati dalla classicità greco-romana esercitano ancora oggi un grande fascino, perché raccontano di vicende appassionanti ed avventurose, di vendette e di amori tra dei e mortali, di trasformazioni e di rinascite, spiegano in modo fantastico e suggestivo fenomeni naturali come l’avvicendarsi del giorno e della notte, guidano alla scoperta dei valori universalmente condivisi (le virtù, la pace, la giustizia, la valorizzazione della natura e delle attività artistiche…), educano all’esercizio del pensiero, quindi a riflettere su temi esistenziali come l’amore, la nascita, la morte, l’ineluttabile trascorrere del tempo…

Contrastando sia l’utilizzo superficiale (spesso passivo) delle nuove tecnologie, sia gli atteggiamenti di scarsa consapevolezza verso il patrimonio culturale, il nostro laboratorio ha proposto un modo diverso di coniugare la ricerca storico-artistica con modalità innovative di narrazione e di illustrazione, così da creare percorsi culturali inusuali e sorprendenti, rivolti non solo ai giovani ma anche ai residenti e ai turisti.

Sui cartigli sono presenti, oltre alle nostre foto, anche i nostri esperimenti di narrazione con le emoji dei miti rappresentati nei dipinti. La lettura è facile e immediata, proprio come quella delle immagini dei bellissimi dipinti. Nella rappresentazione dei personaggi mitologici abbiamo utilizzato gli stessi simboli che li contraddistinguevano nella tradizione classica.

 Teatro Persiani  “#ReMusiCanati”.

LETTURA DEL MANIFESTO

Questo PON ci ha visti coinvolti in una originale “passeggiata musicale”. Abbiamo scoperto e conosciuto la nostra città in ottica rinnovata attraverso la valorizzazione del patrimonio musicale nel tempo e nelle sue diverse forme. Abbiamo creato una sorta di itinerario turistico fatto di luoghi musicali ideali e reali: il teatro Persiani, la casa del tenore Beniamino Gigli, la sua tomba, le lapidi, la Cattedrale di San Flaviano col suo organo, i luoghi della musica come la fabbrica degli organetti Castagnari, la sede attuale e quella storica della banda… le produzioni, gli artisti ed i musicanti. Abbiamo cercato di valorizzare al meglio le attività di conservazione e promozione del patrimonio culturale secondo un approccio volto al futuro orientamento professionale. Analizzando antichi documenti ed “interrogando” fonti di vario tipo abbiamo scoperto il mestiere del liutaio, abbiamo apprezzato l’eccellenza delle chitarre Eko ed abbiamo conosciuto personaggi della storia musicale recanatese, da quelli del passato come Basvecchi agli attuali, fino ad arrivare a Musicultura.

Abbiamo smontato e rimontato una fisarmonica grazie all’unica donna in Europa, forse, in grado di perpetuare quest’arte: Stefania Grassetti. Abbiamo fatto entrare a scuola il folk, con il saltarello e gli stornelli proposti dai Passeri Solitari. Ci siamo cimentati nella composizione di nostri stornelli attraverso il cooperative learning.

È stato un processo di crescita personale, un potenziamento delle conoscenze trasversali, attraverso nuove modalità di apprendimento laboratoriale supportato dalle nuove tecnologie e dalla mappatura di questi luoghi.

N.C.

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Nikla

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