“Ussita – Monti Sibillini. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti” una guida sentimentale

Presentazione a Recanati sabato 5 settembre alle ore 17.30 a Palazzo Venieri. L’incontro sarà coordinato da Lidia Massari, referente dell’associazione “,e quindi il monte” insieme a Paolo Coppari dell’Istituto Storico di Macerata.  Interverranno Chiara Caporicci, Patrizia Vita e Marta  Zarelli dell’Associazione “C.A.S.A” e Paolo Piacentini, presidente nazionale Federtrek ed esperto Cammini MIBACT.

Se è vero che un’immagine parla più delle parole, la copertina della guida Ussita – Monti Sibillini. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti, dice moltissimo su un nuovo modo di vedere l’escursionismo. L’animale in primo piano, un sorprendente incrocio tra una pecora e un lupo, è una perfetta ipotesi di armoniosa coesistenza tra preda e predatore tanto da poter essere l’allegoria del nuovo tipo di turista: un ibrido tra un “errante etico e consapevole” e un “cacciatore di esperienze” rispettoso dell’ambiente, con l’inclinazione a far parte della cultura del posto. La guida stessa è una forma di ibridazione tra un manuale e opera letteraria. Dalla forma simile al leggendario taccuino usato dagli artisti e intellettuali degli ultimi due secoli, è l’ideale partner per iniziare ad esplorare e comprendere un territorio dove le ferite del sisma sono ancora evidenti.
Pubblicata da Ediciclo Editore per la collana Le Guide Nonturismo, a cura di Riverrun hub e Sineglossa, si avvale di una pluralità di apporti grazie alla coordinazione dell’associazione C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo), intercettata dopo l’incontro tra Paolo Piacentini, presidente nazionale Federtrek ed esperto Cammini MIBACT, con i Sineglossa, una realtà marchigiana che unisce l’arte contemporanea a contesti non propriamente artistici.
C.A.S.A. ha saputo entrare nel tessuto del contesto sociale creando una sorta di redazione di comunità abile nel rielaborare in modo avvincente i racconti legati ai luoghi e alla loro storia, curiosità e ricette.  Al centro di tutto, quindi, vi è la comunità del territorio. La Casetta Ruggeri, situata nei giardini di Ussita, diventa il luogo d’incontro e confronto tra studiosi, artisti, creativi, economisti, botanici, ospiti delle residenze negli spazi C.A.S.A. e gli abitanti convolti nella narrazione e nelle immagini che li rappresentano. Come l’ha definita un’ussitana, questa è una guida sentimentale, che custodisce parte della memoria di un luogo in cui qualcuno è nato e qualcun altro è arrivato da altrove (pag. 11).
I testi, ricchi di dettagli e dal design tipografico creativo e accattivante, restituiscono lo spirito autentico dei luoghi completando l’immaginario collettivo con immagini composte con collage surreali e particolari sovrapposizioni di foto d’epoca, in cui emerge costantemente il tempo passato che significa vocazione del territorio e conoscenza delle risorse dove trarre linfa per progettare il futuro.
Nascono così l’Itinerario 1 “Vivere qui” con otto percorsi che vanno da un minimo di 3 a un massimo di 7 chilometri, facili per terreno e percorrenza, e l’Itinerario 2 “Dalla valle” con quattro percorsi A/R che vanno da un minimo di 3,6 a un massimo di 14 chilometri, di difficoltò variabile da T-Turistico a E-Escursionistico.
La guida, sia per la ricchezza di contributi letterari, documentaristici e fotografici grazie agli scrittori Alessandro ChiappanuvoliWo Ming 2, lo storico Augusto Ciuffetti, il fotografo Antonio Di Cecco, l’artista Giacomo Giovannetti autore degli artwork-collage, Chiara Caporicci, Mauro Pennacchietti, Marta Zarelli, Eleonora Rossi, Sara Sartori, sia per l’originalità, è stata inserita tra i 50 libri di viaggio consigliati  da “Dove Viaggi- Corriere”.  Rientra, infatti, in quel processo che ha a che fare non soltanto con la volontà di pubblicizzare o  promuovere una località valorizzandone anche gli angoli meno apprezzati, ma che ha radici ben più profonde, legate alla memoria collettiva, all’immaginario, alla storia di questo luogo particolare e alla sua rinascita. Un capitolo dedicato a tre Visioni racconta in modo affascinante i progetti che potrebbero far risorgere Ussita. Il fine è di accogliere il terremoto come uno degli elementi naturali e identitari del territorio da prendere in atto per rinascere, evitando di piangersi addosso.

La guida sarà presentata a Recanati sabato 5 settembre alle ore 17.30 a Palazzo Venieri. L’incontro, organizzato dall’associazione “,e quindi il monte”– Rete solidale dalla costa per la montagna”, sarà coordinato dalla referente dell’associazione  Lidia Massari e da Paolo Coppari dell’Istituto Storico di Macerata: La guida è stata costruita con il supporto della comunità, quindi non per la comunità ma con la comunità – afferma Coppari –  Per quanto riguarda Recanati nell’immagine della locandina abbiamo voluto appoggiare il libro su uno scoglio in riva al mare per rimarcare la vicinanza di carattere storico tra la costa e la montagna e per evocare il Porto di Montagna, come viene definita C.A.S.A. È del tutto stereotipata l’immagine di un appennino selvaggio e isolato.” Il profondo legame tra Recanati e i Sibillini si instaura sin dai primi decenni  del dopoguerra, quando numerosissimi boy scouts, bambini e giovani della diocesi di Recanati scelgono i campeggi e campiscuola in questi luoghi; successivamente tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso molte famiglie recanatesi acquistarono una seconda casa per le loro vacanze.
Solo per un giorno sarà allestito un piccolo ma significativo spazio espositivo, con materiali fotografici selezionati da  Fabio Buschi. Le varie sezioni comprendono il lavoro di redazione documentato da Moira Schitoni; foto provenienti dal ricco archivio di don Lamberto Pigini, messe a disposizione da Elisabetta Pigini, realizzate nella seconda metà degli anni ’50; una sezione è dedicata alla Colonia ODA, opera diocesana d’assistenza andata distrutta, grazie agli archivi privati e alla ricostruzione di don Giovanni Latini, animatore dei campi scuola; infine la sezione dedicata alle cartoline d’epoca.

Come ex presidente dell’Istituto Storico di Macerata Paolo Coppari sin da settembre 2016, già aveva lavorato sulla valorizzazione della storia ed economia dei luoghi del sisma contattando alcune scuole e iniziando il lavoro con alcune classi. Ricorda che dopo la catastrofe avvenuta a ottobre, le comunità furono trasferite nella costa. Alcuni comuni scelsero di non delocalizzare le scuole che furono sistemante in strutture di fortuna come supermercati o le vecchie case di legno del terremoto del ’97, freddissime d’inverno e caldissime d’estate. A fine 2017 nascono i “Cantieri Mobili di Storia”, progetto itinerante basato su incontri con le comunità appenniniche,  in cui la storia locale dialoga con il presente e i suoi problemi grazie alla presenza di storici, esperti dell’ambiente, dell’economia e della cultura. “C’è un lavoro di anni, frutto di frequentazioni con le comunità appenniniche e  con le associazioni che sono nate dopo i terremoti  del 2016. Il nostro obiettivo è di tenera desta l’attenzione sulla delicata e complessa fase di ricostruzione post-sisma e di valorizzare il nostro Appennino per i suoi giacimenti di bellezza e di storia , diffondendo le storie di resistenza delle comunità che vi abitano.” A Recanati sono stati presentati i libri “Le faglie della memoria” di Agata Turchetti, famosissima dirigente scolastica figlia di Peppina legata alla nota vicenda della casa di legno, “Appennino atto d’amore” di Paolo Piacentini, il blog Sibilla Online di Mario Sensini giornalista del Corriere della Sera e “Una yurta sull’appennino” dell’allevatore Marco Scolastici.
Dopo quattro anni – conclude Coppari – non si parla di ricostruzione e le macerie non dappertutto sono state rimosse. Gravissimi sono i ritardi per le opere pubbliche e le uniche scuole ricostruite sono quelle che hanno potuto usufruire di donazioni di privati. Tuttavia non ci sono solo persone rassegnate; ci sono persone che non si piegano; peccato che queste realtà associative non vengano intercettare e valorizzate dai centri decisionali.

Non resta che seguire le parole di Wu Ming 2 scritte nel racconto fantastico per la sezione Visioni: “La gente di un posto mica si orienta con le mappe. Si orienta con le storie ed esplorare i percorsi della guida, lungo i quali sarà possibile fruire e interagire anche con alcune installazioni artistiche.

-Nikla Cingolani

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