UNIPER Recanati inaugurato l’Anno Accademico 2021-22

“…nessuna parola si perde nel vento. Pronunciata vive e cresce a seconda di chi l’ascolta. Se custodita si fa verità e bene…” è la frase di apertura dell’evento dal titolo “Gli sguardi infiniti di Don Giovanni Simonetti, i suoi diari per conoscerlo e conoscerci meglio” che sabato 6 novembre ha inaugurato l’anno Accademico dell’UNIPER e reso omaggio a uno dei fondatori dell’Università di Istruzione Permanente di Recanati, oggi intitolata al suo nome.
Aurora Mogetta, rettore Uniper, ha ricordato la cospicua donazione da parte della famiglia di un migliaio di libri divisi per sezione e due quadri. Fanno parte della donazione gli interessantissimi Diari con le “cronache quotidiane” che mettono in evidenza il profilo di Don Giovanni come uomo di grande cultura e dai molteplici interessi. “Era un uomo di fede sempre sorridente – continua Mogetta – Alla base dei sui pensieri non vi è un sostanziale pessimismo ma solo il Vero ed è a questo che bisogna adattarsi. Della morte ne parla come “l’incontro con il desiderato”. La vecchiaia per lui è una condizione cui “bisogna adattarsi senza parole inutili ma nel silenzio e nella riflessione”. Nei diari c’è un fortissimo sentimento verso la famiglia e le tradizioni. I genitori vivi o morti li definisce “nostri benefattori e guardiani.” Altra parola che usava spesso è: magnifico. “Magnifico” come un tramonto, la natura, la visione dei Monti, il sogno in cui vede la mamma bella e sorridente poco prima di morire. Le sue visioni sono verticali ma anche orizzontali, molto attente a ciò che succede nel mondo come la Guerra del 2003 in Irak, gli annegati di Lampedusa, la tragedia dei profughi, delle donne abusare sfruttate e uccise, la crisi economica, la fame. C’è il dolore ma non è mai pessimista. Infine è curiosa la sua passione per la meteorologia, soprattutto per i venti, con annotazioni precise dettate da accurate osservazioni.

Il Sindaco Antonio Bravi lo ricorda come suo insegnante di filosofia: “Non era proprio facile seguire le sue lezioni ma era molto comprensivo. Il suo metodo d’insegnamento era difficile da seguire ma era frutto di una conoscenza approfondita e poliedrica che a lui veniva del tutto spontaneo spiegarla a noi allievi, infatti, il libro di testo era un optional. Conosceva le specie vegetali che amava raccogliere. Spesso la sua Simca  1000 verde si trovava parcheggiata a ridosso dei terreni mentre cercava le erbe. Ricordo i suoi approfondimenti di filologia: secondo lui non si doveva dire Germania ma Tedescheria.”

L’assessora alle culture Rita Soccio si rammarica di non averlo potuto conoscere: “Mi sono persa una grandissima personalità di Recanati, ma se Recanati è città della cultura è grazie a personaggi come Don Giovanni, alle varie associazioni e all’UNIPER per aver capito con molto anticipo quanto la cultura crei benessere. Quando si manifestano le difficoltà il welfare culturale, progetto pilota in Italia della rete regionale Marche, si attiva e si possono fare tante attività per stare bene.

Durante l’incontro si sono svolte le letture di frammenti dei suoi diari, a cura dell’Associazione “Don Giovanni Simonetti Recanati Castelfidardo” e di Uniper. “Carissimi tutti … ” così avrebbe detto don Giovanni.
Chi lo ha conosciuto ne serba un ricordo molto vivo e i loro pensieri sono stati raccolti in un fascicolo messo a disposizione del pubblico.

Gli intervalli musicali sono stati eseguiti dal M° Gianfilippo Fancello alla chitarra con rivisitazione e arrangiamenti in chiave Fingerstyle dei brani Pop”Stop this train” di Joh Mayer, “Forbidden colours” di Ryuichi Sakamoto, (endorser di Eko Guitars) e dal “salotto musicale tra ‘700 e ‘800″ a cura del M°  Lucia Andreani al flauto e M° Lucia Galli all’arpa. Musiche di Mozart, Bizet, Donizetti in collaborazione con Civica Scuola di Musica “B. Gigli” di Recanati.

-Nikla Cingolani

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