Ultimi giorni per visitare la mostra su Marina Abramovic

Firenze |C’è tempo fino al 20 gennaio 2019 per vedere la retrospettiva The Cleaner a Palazzo Strozzi. Un’occasione  da non perdere. Marina Abramovic, inimitabile e assoluta rivoluzionaria della performing art,  ha sempre occupato la scena con la forza di chi ha sempre tanto, tanto altro da dire ancora. Attiva da oltre cinquant’anni sulla scena dell’arte internazionale, l’artista serba da sempre rende ogni sua opera un evento da raccontare, o meglio da vivere, mostrando un  lavoro sempre coerente, poetico e indimenticabile.

Il corpo è al centro di tutto con la determinazione di testare i limiti: sono questi gli elementi chiave del lavoro di Marina Abramovic.  Limiti fisici, mentali e psicologici. I suoi e degli altri. Addestrata come un soldato dalla madre, la figlia ricevette una ben singolare educazione all’autodisciplina, dalla quale deriva il suo stoico e imperturbabile esporsi al pericolo e al dolore senza lamentarsi.

Un’esposizione ampia e rigorosa  che parte dagli spazi della Strozzina con un’interessantissima selezione di opere giovanili, fra cui alcuno sorprendenti dipinti dell’artista poco più che ventenne, per poi dipanarsi al primo piano del palazzo con le performances più celebri, molte con l’ex compagno Ulay, proposte in video e in diversi casi re-interpretate da un team di 35 tra artisti e ballerini che sono stati formati appositamente dallo studio di Marina Abramovic, in base al suo metodo della re-performance.

Cento opere  che offrono una panoramica sui lavori più famosi dagli anni Sessanta agli anni Duemila. Ad accogliere i visitatori nel cortile del Palazzo anche il celebre furgoncino Citroen sul quale, negli anni Settata, Marina Abramovic e il compagno Ullay hanno vissuto e hanno girato l’Europa arrivando anche in Italia.

Fotografie, dipinti, oggetti di scena e personali, installazioni e soprattutto le performance più celebri che ricreate ogni giorno dentro Palazzo Strozzi. Tra queste “performance replicanti” si segnala Imponderabilia, in cui il pubblico è costretto a passare, come attraverso una “porta umana”, nel poco spazio che rimane tra due attori nudi: quando Marina Abramovic e il compagno Ullay la misero in scena nel 1977 rischiarono di essere arrestati.

photo by Federica Amichetti

Negli spazi del piano nobile si incontrano le re-performance di “Cleaning the Mirror”, in cui Marina Abramovic nel 1975 ripuliva ossessivamente le ossa di uno scheletro umano, e “Luminosity”, durante la quale la performer è restata in equilibrio per trenta minuti su un sellino di bicicletta con i piedi sospesi dal suolo, mentre scendendo alla Strozzina si potrà assistere a “The Freeing Series (Memory, Voice, Body)”, una prova di resistenza ttraverso estenuanti azioni ripetitive di parole, suoni e gesti.

Photo by Federica Amichetti

Le re-performance vengono messe in scena solo in determinati orari e giorni, in base a un calendario prestabilito. Tutti i giorni, dalle 10.30 alle 19.30 (il giovedì fino alle 21.30) i visitatori sono accolti al piano nobile di Palazzo Strozzi da Imponderabilia. Sempre al piano nobile, tutti i giorni (ore 14.30-19.30 e giovedì 10.30-15.30, 16.30-21.30) un performer ridà vita a Cleaning the mirror (con uno scheletro umano in grembo l’artista cerca di pulire le ossa), mentre in altri orari (15.00-16.00) una performer resta in equilibrio, completamente nuda, su un sellino di bicicletta per Luminosity. Nei locali della Strozzina, giovedì e sabato dalle ore 14.00 la serie di perfomance che Marina Abramovic realizzò per “esorcizzare” il proprio contesto di origine prima di lasciare Belgrado: Freeing Series (il performer è seduto su una sedia e ripete ininterrottamente parole e frasi nella propria lingua), Freeing the voice (l’artista è disteso su un materasso con la testa rovesciata all’indietro e urla fino a perdere la voce) e Freeing the Body (sui ritmi di un tamburo africano il performer danza con la testa fasciata da una banda nera, fino a cadere a terra esausto).

Opere pittoriche inedite

La retrospettiva ripercorre le tappe principali della carriera dell’artista, fin dagli esordi a Belgrado, come pittrice figurativa e poi astratta. Di questa produzione giovanile sono esposte opere inedite come l’Autoritratto del 1965 e i dipinti delle serie Truck Accident (1963) e Clouds (1965-1970) in cui si ripetono ossessivamente violenti incidenti di camion e nuvole quasi astratte.

Due lavori di Marina Abramovic sono esposti dentro il Museo dell’Opera del Duomo in dialogo con capolavori come la Pietà Bandini di Michelangelo. Si tratta di una fotografia della Pietà (Anima Mundi) (1983/2002) e del video The Kitchen V, Carrying the Milk (2009). Nella prima Marina Abramovic reinterpreta l’iconografia sacra della Pietà e nella seconda rende omaggio alla mistica santa Teresa d’Avila.

Info:

La mostra è aperta tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 10 alle 20 (il giovedì apertura notturna fino alle 23) fino al 20 gennaio 2019. I biglietti per visitare Marina Abramovic – The Cleaner  a Palazzo Strozzi costano 12 euro (9,50 il ridotto, 4 euro per i ragazzi dai 6 ai 18 anni), sono disponibili anche online. È possibile acquistare inoltre un biglietto congiunto con il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze (16 euro intero, 6 euro ridotto).

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Nikla

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