“Togliete quei bidoni dal Chiostro!”

A lanciare l’appello è il dott. Sergio Beccacece reagendo davanti alla fila di cassonetti posti all’ingresso del Chiostro di Sant’Agostino, attiguo alla chiesa con il Portale recentemente restaurato. “Prego chi ha deciso di sistemare i contenitori in questo luogo, di provvedere ad una collocazione diversa per far in modo che i cittadini e i turisti possano godere di questo posto senza essere colpiti dai bidoni dei rifiuti.”

La chiesa realizzata nel XIV secolo su preesistenze romaniche, ha subito in seguito consistenti interventi di rifacimento. Tra gli elementi riferibili al periodo gotico, si segnalano tracce di monofore sul fianco sinistro della chiesa e, all’interno, significativi resti di affreschi, pervenuti fino a noi nonostante i lavori di rinnovamento eseguiti nel Seicento su progetto di Ferdinando Bibbiena, che ne determinarono l’attuale impianto ad aula unica. L’esecuzione del portale della facciata principale, recentemente restaurato, è in pietra bianca d’Istria e presenta affinità con quello di San Domenico. Risale al 1484 ed è attribuibile a Giovanni di Fiandra, su disegno di Giuliano da Maiano.

Il Chiostro di età tardo gotica, presenta volte a crociera impostate su pilastri ottagonali in cotto.  Su alcune lunette sono presenti frammenti di pitture ad affresco. La torre campanaria, chiamata Torre del Passero Solitario, risale al XIII secolo ed è citata nell’omonima poesia di Leopardi. Il poeta si immagina un uccello chiamato passero solitario (Monticola solitarius), che scruta la lenta e monotona vita della cittadella. Il poeta amerebbe essere esattamente come il passero, in quanto la sua specie gli permette di vivere sempre in solitudine, senza provare sentimenti di felicità o infelicità, assai sofferta da Leopardi. La torre è un simbolo per la “città della cultura” ed è per questo motivo il Chiostro è uno dei luoghi leopardiani più visitati di Recanati.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet