Terra Madre Sibilla: Una giornata a Gualdo con Slow Food

     Evento a sostegno dei piccoli produttori e della comunità colpite dal terremoto dello scorso anno che qui vogliono rimanere e continuare a vivere.

Nella giornata di domenica 8 ottobre a Gualdo di Macerata, durante la manifestazione Terra Madre organizzata da Slow Food Marche, si è alzata la voce delle comunità marchigiane colpite dal sisma. L’evento si è svolto all’aperto ed è stato premiato dal bel tempo per tutto il giorno. Il cielo azzurro ha stimolato tantissimi visitatori alla partecipazione di questa giornata, accolti nella piazza dove la sommità del campanile sta a terra come un guardiano silenzioso che vigila sulla comunità. A Terra Madre non potevano mancare spazi dedicati all’esposizione di prodotti tipici, alla degustazione di piatti tradizionali, a momenti dedicati alla riflessione alternati da break musicali con Folkantina, Marco Poeta e Roberto Licci, La Compagnia di Musicultura. Dopo il saluto del vice sindaco Claudio Belli e di un emozionato Giocondo Anzidei, membro del direttivo generale SF, sono seguite le testimonianze di chi ha vissuto quei momenti terribili con il racconto di come hanno affrontato il “dopo”. Come superare la devastazione fisica e psicologica di un evento così traumatico? Come abitare l’esperienza vissuta nei luoghi non più agibili? Come ricostruirsi per ricostruire? Maura Ghezzi, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Sarnano ha ricordato l’immediato sostegno del Giornale di Brescia per la ricostruzione della scuola. Marleen Tjdeman, olandese, ha aperto a Gualdo un B&B e non ha alcuna intenzione di chiuderlo. La signora Sunday, del New Jersey, ha messo in vendita la sua casa in America per continuare a vivere qui. Entrambe sono l’esempio di come questo luogo sia capace di accogliere l’identità di individui nati altrove e di integrarle a quella della collettività, facendole sentire a casa propria. Il Sindaco di Matelica Alessandro Delpriori ha evidenziato lo spirito tipico del piccolo produttore marchigiano che continua imperterrito il suo lavoro nonostante la catastrofe. Un principio ben descritto dall’allevatore Edoardo Batassa che ha ripreso la propria attività mettendo a disposizione il proprio laboratorio per aiutare a ripartire chi non lo aveva più. Ha terminato il suo discorso con un disarmante “Tutto qui. Niente di particolare”, come dire: ci vuole ben altro per distruggerci! Lo stesso vale per Marco Scolastici, produttore del Cacio Sopravissano, che con uno splendido sorriso ha raccontato come ha sconfitto il freddo senza abbandonare il proprio luogo, grazie ad un’associazione olandese che gli ha fornito una tenda Yurta, tipica dei popoli nomadi dell’Asia. Al fianco di Marco una sua amica allevatrice, il ritratto dell’ottimismo: “il bello del terremoto” ha detto “è che ha riunito tutta la comunità nel segno della rinascita”. Per trovare “il bello” in una catastrofe ci vuole il coraggio di chi non si ritira davanti a sfide difficili, anche se si deve convivere con difficoltà e disagi. Dopo Toni Montevidoni della COHO, la rete sociale che facilità la collaborazione tra cittadini ed imprese, e Cesarino Romani di “Agenda 21 & Turismo Sostenibile” per le strategie rivolte a migliorare la sostenibilità delle destinazioni turistiche, la testimonianza di un “terremotato da riporto”, così si è definito l’esuberante blogger Marco Costarelli. Appassionato di cucina e prodotti tipici, cita il Vissuscolo, il ciauscolo chiamato così da un piccolo produttore di Visso, per rimarcare come sia estremamente importante il fattore identitario. Marco ha ricordato il dramma di Peppina, la signora di 95 anni costretta a lasciare la sua casetta di legno considerata un “abuso edilizio insanabile”, una vicenda-simbolo delle illogiche dinamiche legali. Manuele Bernardini dell’associazione di volontariato IoNonCrollo creata dai giovani di Camerino, ha messo in luce le loro proposte di attività socio-culturali a sostegno delle comunità per cercare di alleviare il loro disagio. Commovente l’ultima testimonianza della giovane allevatrice Barbara Bonifazi la quale dopo il sisma di ottobre che ha lesionato la sua abitazione, per non abbandonare i suoi animali, ha dormito in macchina. Solo dopo un mese è arrivata una roulotte da un donatore di Chiaravalle e ancora oggi, con la sua famiglia, dorme sulle brande. Determinata a non lasciare il suo posto, ha nominato la sua azienda La Rinascita. Le loro testimonianze e la loro voce hanno superato notevolmente l’urlo del terremoto e saranno incancellabili per chi le ha ascoltate.

Sul futuro delle Comunità Appenniniche e sul loro mantenimento, si è parlato nel pomeriggio. Dopo il saluto di Massimiliano Grufi Presidente del Consiglio del Comune di Recanati è iniziata, davanti a un folto pubblico, la tavola rotonda con Sonia Chellini Vice Presidente Slow Food, Paolo Scaramuccia Responsabile Lega Coop, Cesare Spuri Direttore Ufficio Ricostruzione Marche, Massimo Sargolini Professore Ordinario in Urbanistica UNICAM, l’architetto Claudia Stefanelli, Ugo Pazzi Presidente Slow Food Marche e il magnifico rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini, moderatore dell’incontro. Dal dibattito sono emersi i soliti problemi legati ai ritardi per la ricostruzione: dal fallito dialogo tra ricostruzione edilizia e sviluppo delle comunità, alla mancata attenzione sul problema della comunità divisa dal proprio territorio. La macchina burocratica è un ingranaggio complicato senza memoria né sentimenti, che cresce mostruosamente diventando referente solo di se stesso, senza tener conto delle vere esigenze di cui queste persone hanno bisogno. Tuttavia i relatori a fine incontro hanno avanzato proposte e idee per trovare risposte che risolvano queste difficoltà con progetti concreti, con l’auspicio che si scardini l’attuale sistema per crearne uno nuovo più flessibile e umano.

Nikla Cingolani

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