TAKE ME (I’M YOURS), quando il tempo è relativo

Milano – “Questa non è la fine della mostra” è stato il commento di Hans Ulrich Obrist durante il finissage di “Take Me I’m Yours”, la mostra collettiva ideata da lui con Christian Boltanski presentata per la prima volta alla Serpentine Gallery di Londra nella primavera del 1995.  Il progetto, pensato per rinnovarsi e rigenerarsi nel tempo, è stato riproposto a Parigi, Copenaghen, New York, Buenos Aires, ed ora anche in Pirelli HangarBicocca a Milano a cura di Christian Boltanski, Hans Ulrich Obrist, Chiara Parisi e Roberta Tenconi.

La collettiva, con i lavori di 58 artisti, ribalta le regole dell’arte incitando il pubblico a fare tutto ciò che di norma è vietato in un museo. Ogni visitatore, infatti, all’interno della mostra diventa protagonista di una libera performance, dove è invitato ad agire nello spazio e modificarlo, intervenendo su alcune opere. Per la prima volta, si può entrare in un esposizione d’arte dove toccare e interagire con i lavori, prenderli, mangiarli, modificarli, scambiarli con oggetti di nostra proprietà, riempire una bella busta in carta da pacco firmata Boltanski con cui creare la propria collezione e portarla a casa. Tutto ciò che è andato a ruba, viene regolarmente ri-messo in circolazione, per non correre il rischio di realizzare quell’intento ideale che vorrebbe vedere, alla fine, uno spazio effettivamente vuoto.

Con la frase “Sono tuo” è l’oggetto artistico che, per mutua donazione degli artisti, si concede a chi vuole prenderlo. Secondo Obrist la mostra continuerà il suo giro del mondo. Tuttavia il senso di interminabilità dell’esposizione è dato anche dal fatto che ciascun visitatore possa in qualche modo prolungare la mostra come meglio crede. La mostra di Milano chiude con oltre 110mila visitatori che, come ha dichiarato la Tenconi “sono collezionisti che possono ricreare la mostra in casa propria e rifarla ovunque vogliano, in qualsiasi momento, anche solo con una selezione di opere.

Mai come in questa mostra l’arte è stata alla portata di tutti. Il 14 gennaio, in occasione del finissage della mostra, si è tenuto presso l’Hangar Biccocca l’evento “Generosity/Generosità”, una giornata di conversazioni, musica e performance. Tema della giornata è stata la generosità, centrale nel concetto della mostra, che ha tra i suoi testi ispiratori il libro di Lewis Hyde Il dono, una riflessione sul ruolo dell’opera d’arte e della sua circolazione nel mantenere vivo il valore della generosità nella società contemporanea.


Il dialogo ha preso inoltre spunto dalla continuità tra gli artisti presenti in “Take Me (I’m Yours)” e la figura di Lucio Fontanala cui mostra “Ambienti/Environments” è presente contemporaneamente negli spazi di Pirelli HangarBicocca – che ha rappresentato un punto di partenza per una generazione di artisti più giovani. La mostra a cura di Marina Pugliese prosegue fino al 25 febbraio. Per la prima volta dalla scomparsa dell’artista prendono nuovamente vita i suoi Ambienti Spaziali più suggestivi. Il lavoro pioneristico di Lucio Fontana ha anticipato le ricerche ambientali delle generazioni successive e ha posto le fondamenta per quelle stesse istallazioni che hanno animato l’Hangar milanese con i giochi spaziali di Philippe Parreno o il  luna-park esperienziale di Carsten Holler.

Foto e video di Federica Amichetti

 

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Nikla

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