Solo, senza fidel governo et molto inquieto de la mente. Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi

LA MOSTRA

Ci sono artisti che devono attendere secoli per essere compresi, e questo per certi versi è la misura della loro resistenza, la capacità di non esaurirsi nel tempo in cui sono vissuti, ma è anche la dimostrazione che l’avanzamento della ricerca aggiunge qualcosa alle opere rispetto a quello che esse apparivano o sono state.

Lorenzo Lotto, come Caravaggio, è stato pienamente compreso nel Novecento. La sua ora coincide con l’ora di Sigmund Freud e con l’inizio della psicanalisi. Se n’era accorto in maniera compiuta un coetaneo di Freud, Bernard Berenson, che, nel 1895, pubblicò un’innovativa monografia sul maestro veneziano. Ciononostante, occorrerà aspettare la seconda metà del secolo scorso per vederlo esposto in una serie di mostre che innalzano la sua personalità alla gloria che gli compete, da quella di Ancona nel 1950, che presentava alcuni dei suoi quadri più affascinanti – e all’epoca del tutto sconosciuti – nelle Marche, alla memorabile monografica del 1953 in Palazzo Ducale di Venezia, curata da Pietro Zampetti, il quale, più tardi, nella prolusione al convegno che ad Asolo (18-21 settembre 1980) celebrava il quinto centenario della nascita dell’artista, si domandava: “A che punto siamo con Lorenzo Lotto?”. In quella occasione si erano analizzati i suoi rapporti con Dürer e con la grafica nordica, la sua presenza a Roma negli anni e nel cantiere vaticano di Raffaello, gli incroci e le tangenze stilistiche con Pordenone, con Correggio, con Tiziano. Ma, su tutto, dominava l’interesse per il profilo esistenziale, spirituale e psicologico del pittore. La sua vicenda biografica e la sua personalità risultavano infatti molto affascinanti perché congeniali alla sensibilità moderna.

Di lui interessavano l’inquietudine e il nomadismo, il girovagare per i paesi e le parrocchie dell’Italia minore, le committenze marginali ed eccentriche, il suo ritiro, negli anni estremi della vita “solo, senza fidel governo et molto inquieto de la mente” come fratello laico nella Santa Casa di Loreto, città dove Lotto morì negli ultimi mesi del 1556.

Poco lontano, a Recanati, il 29 giugno 1798, nacque Giacomo Leopardi, tra i massimi scrittori della letteratura italiana di tutti i tempi. Nella sua opera risulta centrale il tema dell’infelicità costitutiva dell’essere umano, intesa come legge di natura alla quale nessuno può sottrarsi.

Nondimeno, nel suo “pensiero in movimento”, Leopardi tocca i principali ambiti dell’indagine filosofica: dalla riflessione sulla scienza e sulla conoscenza a quella sul linguaggio, sulla religione, sulla morale, su rilevanti problemi antropologici, sociali e politici. Sulla traccia di una concezione radicalmente pessimistica dell’esistenza, confermata dal suo capolavoro in prosa (Operette morali), egli anticipa molte delle idee che saranno al centro del pensiero filosofico del Novecento europeo. Intelletto complesso, vasto e tormentato quello di Giacomo Leopardi, poeta della solitudine e primo pensatore moderno, che, in occasione di questa mostra, nella sua città natale, dove trascorse buona parte della sua breve vita, dialoga idealmente con Lorenzo Lotto, “mente molto travagliata”, per sua stessa ammissione, e “primo pittore italiano a essere sensibile ai mutevoli stati dell’animo umano” (Bernard Berenson). Lotto è il pittore che più di tutti ci rivela la sua anima, attraverso personaggi (sopratutto nei ritratti) che mostrano fragilità, debolezze e turbamenti, giovani e meno giovani che ci comunicano la loro solitudine quasi per chiederci la complicità di uno sguardo, di una parola, quasi per chiamarci a un rapporto di amicizia, per essere ascoltati. In questo senso il viaggio nell’opera di Lorenzo Lotto consente la scoperta di una sensibilità sorprendentemente affine a quella espressa dalla poesia moderna.

Non è una singolare coincidenza che Lotto lasci alcuni dei suoi capolavori a Recanati, dove si tormentò e si espresse Giacomo Leopardi, manifestando uno spirito improvvisamente nuovo, aperto all’infinito della natura. A ripensarne le vicende umane e le singolari esperienze estetiche, è come se per entrambi ci fosse un passaporto che va oltre il loro tempo. Lotto, come detto, è finalmente “compreso” nel Novecento, ma anche Leopardi sarà interpretato compiutamente soltanto in tempi recenti, con le moderne letture de La ginestra, de Il tramonto della luna, delle poesie della piena maturità e dello Zibaldone. Anche questo può essere uno stimolo: sentire insieme i due artisti, il pittore e il poeta, che tra l’altro poteva vedere in casa un’opera di Lotto acquistata dal padre Monaldo.

Entrambi, a Recanati, hanno lasciato il loro segreto.

 

L’allestimento:

Progetto_nuovo allestimento Villa Colloredo Mels Recanati

Le opere:

ELENCO OPERE_Recanati_LottoLeopardi

SEZIONE GIACOMO LEOPARDI

 

SPECIALE SCUOLE

In occasione della mostra è riservata alle scuole una speciale offerta didattica per un viaggio nell’universo artistico e umano di Lorenzo Lotto e Giacomo Leopardi nel segno della creatività.

 Laboratorio

Ogni proposta include una visita alla mostra strutturata per durata e contenuti in base all’età dei partecipanti.

 Scuola dell’Infanzia / LA POESIA DEI 5 SENSI

Esploriamo attraverso i 5 sensi l’affascinante mondo della poesia di Giacomo Leopardi… dalla lettura animata di alcuni passi de Il sabato del villaggio immaginiamo emozioni, colori e sensazioni da tradurre nel nostro libro tattile: il Libro delle Poesie Illeggibili!

Scuola primaria e secondaria di I grado / MULTI-RITRATTO IN CORNICE

Lotto e Leopardi ci insegnano che esistono tanti modi di raccontare se stessi e gli altri: parole, immagini e oggetti ci sanno rivelare anche i lati più nascosti del nostro essere! Partendo dal nostro ritratto fotografico costruiamo, strato dopo strato, segno dopo segno, un racconto di noi stessi fatto di emozioni, espressioni, interessi… un multi-ritratto che saprà davvero parlare di noi!

 Scuola primaria e secondaria di I grado / UN PROFILO, SONO IO!

Uno spazio vuoto… a guardarlo bene sembra il profilo di un volto… la pizza, il nuoto, il libro, ma quello sono proprio io! Partendo da alcune riflessioni sulle opere di Lotto e Leopardi in mostra, tracciamo il profilo del nostro volto e ricopriamolo di parole e immagini fino a farlo diventare un originale autoritratto contemporaneo.

 Scuola secondaria di I-II grado / I GIOVANI FAVOLOSI

Noi come Giacomo. Ragazzi come lui. Pieni di emozioni contrastanti e mille pensieri da esprimere. Dopo la visita alla mostra, prendiamo in prestito tecniche dell’arte contemporanea e sperimentiamo, attraverso esercizi e attività, l’uso delle parole per raccontare noi stessi. Costruiamo infine il nostro ritratto contemporaneo con materiali non convenzionali, per capire che spesso quello che vediamo da fuori è diverso da quello che sta dentro di noi.

 VISITA GUIDATA

Scuola primaria e secondaria di I-II grado

Un’occasione speciale per conoscere due grandi personalità, uomini condannati a essere infelici e in possesso di un talento straordinario per la pittura e la poesia che hanno saputo mettere la loro anima all’interno di capolavori di tutti i tempi.

 

 INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Musei Civici di Villa Colloredo Mels tel. 071 7570410 – recanati@sistemamuseo.it

Call Center tel. 800 961993 Per chiamate da cellulare 0744 422848 (dal lunedì al venerdì 9-17, sabato 9-13, escluso festivi) – callcenter@sistemamuseo.it

 

Galleria immagini

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet