Sold out per “Oltre il Muro: video racconti dal carcere”

“Chiudete gli occhi e immaginate la libertà:

la sentite? La vedete? Sentite il suo peso? Il suo colore?”

E’ un passo del monologo di Stefania, una detenuta del carcere di Rebibbia, protagonista insieme ad altre attrici-detenute di uno spettacolo teatrale che l’attrice regista Francesca Tricarico ha costruito insieme alle donne recluse nella sezione di massima sicurezza della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia. Lo spettacolo “Oltre il muro: video e racconti dal diario di bordo delle detenute del carcere di Rebibbia femminile” ispirato alla loro esperienza teatrale è stato presentato ieri sera, sabato 10 marzo nell’ex granaio del Museo Civico Villa Colloredo Mels.

Francesca Tricarico, davanti ad una sala gremita e attenta, nel suo spettacolo si è concentrata su parole come libertà e abbandono.

La libertà in prigione è un concetto che può rappresentare la speranza, le attese verso altre prospettive, ma nello stesso tempo è anche fonte di paura. “Abbiamo assistito con i colleghi alla paura della libertà” racconta Francesca “quando la libertà arriva come nell’esempio di Stefania, uscita dal carcere il 31 dicembre, fa paura perché libertà vuol dire dover scegliere. L’esempio secondo me rende l’idea della forza del teatro in carcere. Il teatro è una lente d’ingrandimento sull’uomo e sulla società. Se io voglio raccontare le gioie, i dolori, le passioni degli altri attraverso le storie, devo conoscere le mie, devo indagare, e il teatro mi permette di avere questa lente e raccontare quello che nella vita non possono rivelare. Il carcere mi permette di fare la stessa cosa. Quale lente migliore per andare a leggere quali sono le dinamiche del singolo, delle relazioni tra gli individui ma anche della società stessa se non il carcere?

Dopo la proiezione del docufilm, accompagnata dalle note di Eleonora Vulpiani con la sua preziosa chitarra-lira, l’attrice-regista ha recitato un passo struggente di “Didone”, toccando i temi dell’abbandono e della lontanaza, situazione vissuta costantemente dalle detenute.

Non è stato facile per il team della Tricarico affrontare le donne recluse “Quando siamo arrivati noi nel 2013 non c’era l’attività teatrale e sono state molte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, ma dopo aver superato la diffidenza iniziale, è avvenuto il miracolo. Sul palco, in quel tempo sospeso, non hanno più l’etichetta di detenute ma diventano donne e mamme”.

L’iniziativa è frutto dell’incontro tra l’Associazione Whats Art e l’associazione romana Per Ananke, entrambe attive nella promozione del valore terapeutico dell’Arte. Il progetto è stato appoggiato dall’Assessore alle Culture Rita Soccio e alla delegata alle pari opportunità Carlotta Guzzini del Comune di Recanati, che oltre a patrocinare l’iniziativa, hanno proposto di realizzarlo nel mese di marzo come tributo a tutte le donne.

 

Gli eventi dedicati all’8 marzo hanno avuto un grande successo. LOTTOmarzo Le donne nella vita e nelle opere di Lorenzo Lotto e “Oltre il muro: video e racconti dal diario di bordo delle detenute del carcere di Rebibbia femminile”, i due appuntamenti  pensati dalla società Sistema museo che ha in gestione i musei cittadini, hanno registrato il tutto esaurito confermando la vocazione culturale di Recanati.

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Nikla

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