Sgarbi inaugura a Osimo la mostra su De Chirico

Osimo 31 maggio 2018. “Dopo il ‘700 e l’800 ci voleva qualcosa di frizzante!” Con queste parole il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni ha aperto l’incontro al Teatro La Nuova Fenice con gli organizzatori della mostra “Giorgio de Chirico e la Neometafisica” a cura di Vittorio Sgarbi, inaugurata a Palazzo Campana. Sul palco del teatro c’erano anche il presidente di “Metamorfosi” Giorgio Folena e il professor Riccardo Dottori della Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, l’assessore alla Cultura Mauro Pellegrini, Elisabetta Leonardi presidente della Fondazione Don Carlo, e il presidente della Asso Luigi Giacco.

Per la Leonardi la mostra è un’occasione per riscoprire il concetto metafisico grazie anche alla tenologia del QRcode con cui si può compiere un viaggio virtuale nelle opere. Giacco sposta il discorso sui tre aspetti della mostra: cultura, turismo e solidarietà con uno sponsor etico come il Filo d’Oro: “Osimo sarà visibile in tutto il mondo”. Per Folena, dell’associazione Metamorfosi la metafisica aiuta in questo mondo a interrogarci. Riccardo Dottori ha sostituito Piccozza, l’avvocato di De Chirico il quale ha convinto l’artista di creare una casa museo, una struttura che conservasse la sua opera e il suo pensiero. “Si sta portando avanti una grande ricerca perché De Chirico era anche filosofo, infatti, abbiamo trovato tre quattrocento documenti inediti.” Assente la co-curatrice Maria Letizia Ricco , la quale ha svolto un lavoro enorme.

Infine Vittorio Sgarbi, cittadino onorario di Osimo, ha iniziato il suo discorso con il Poeta di Recanati. “Con Leopardi inizia una sensibilità moderna”. Il critico si chiede fino a che punto si può dire contemporaneo? Cos’è moderno? Per Sgarbi tutta l’arte è contemporanea perchè ciò che è esistito continua a vivere. Descrive una foto emblematica di Claudio Abate scattata nel 1972 dove un Giorgio De Chirico dall’aria perplessa avanza lasciando alle spalle Gino De Dominicis dall’aria spavalda mentre sta godendo il suo momento di gloria. De Chirico fu un pittore molto discusso. Quando cambiò stile Longhi lo stroncò ferocemente. E’ stato disprezzato dai surrealisti deriso e maltrattato. Ha creato confusione e si screditò con i suoi “falsi autentici” e retrodatati perché il periodo metafisico era quello che tutti volevano. Poi arrivò Ceroli che reinterpretò la sua opera e da lì in poi De Chirico inizierà a divertirsi dipingendo silhouette nere e ombre sulla scena.

Sgarbi, che conobbe De Chirico nel 1976 a Venezia, ha raccontato tutto il suo percorso artistico e filosofico, dalla Metafisica tra il 1919 e il 1935 e la seconda fase degli anni ’60-’70 con la Neometafisica, rilanciandolo come precursore della popart moderna “Con De Chirico a Osimo vi divertirete», ha detto “Da Osimo la storia di De Chirico cambierà”.

La mostra rimarrà aperta dal 1 giugno al 4 novembre 2018.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet