Sentieri

Immagine di copertina: Giovanni Fattori, “Uomo nel bosco”, 1880.

Sanno sempre dove portano.
I sentieri portano sempre a qualcosa,
se ci sono è perché è sono stati percorsi
tante volte prima.
Ci sono gli stessi alberi
che trovano soluzioni nell’immobilità,
non scuse tra fasci di abitudini.
I pini alti, dritti come le chiese scure,
le querce che sembrano giganti che,
pur mantenendo l’aspetto gentile,
si adattano a qualsiasi cosa.
C’è la sacralità della concretezza silenziosa,
del cambiamento della ripartenza continua,
nel lasciare andare ciò che non serve
pur rimanendo fedeli alla terra.
Qualche dio che ama
questi  coraggiosi miracoli verticali
ce ne rende parte,
è lì che ci si sente a casa, nella lentezza,
nell’ascolto, nel passo che pesta la terra,
in ciò che rimane e cresce.
Chi passa la vita come un secolo invernale
muore di un lungo sonno incompiuto.
C’è un’immutabile felicità nel sentiero,
tra alberi immobili e silenziosi,
nei passi che vanno avanti.

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Nikla

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