Sandy Skoglund “la vendetta del pesce rosso”

Apre al pubblico il 24 gennaio 2019 negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, a Torino, La mostra “Sandy Skoglund. Visioni Ibride”, la prima antologica dell’artista statunitense Sandy Skoglund (1946), curata da Germano Celant.

Chiunque abbia affrontato per la prima volta le opere fotografiche dell’artista americana Sandy Skoglund, è attratto dagli effetti trompe l’eil delle sue installazioni minuziose dove si distinguono pesci rossi, scoiattoli, gatti, cani o bambini e altre persone. Una volta che gli spettatori si rendono conto che le scene sono scenografie fantastiche, situate da qualche parte tra realtà e finzione, realtà e artificio, inevitabilmente indagano sui processi tecnici e artistici che impiega. In particolare le sculture sono realizzate in cartapesta, gesso o poliestere. In altre parole, Sandy Skoglund è responsabile di tutti i passaggi creativi coinvolti nel suo lavoro; sviluppa le sue idee e costruisce i suoi mondi nel suo gigantesco studio di Soho situato nel cuore del quartiere artistico di New York. Qui disegna e modella le sue figure da motivi fotografici che ha estratto da riviste e altri stampati; lei controlla lo sviluppo della sua ‘scena’ attraverso lo schermo di messa a fuoco, organizza l’illuminazione – e poi scatta la sua fotografia.

Secondo la sua stessa definizione, Sandy Skoglund non è né scultrice, né pittrice, né fotografa. Lo storico dell’arte Douglas Crimp una volta denotava il fenomeno del suo lavoro come “ibridizzazione” delle arti. Più precisamente Skoglund appartiene alla generazione di artisti che applicano le abilità accademiche acquisite originariamente nei settori della scultura o della pittura ed è diventata una delle interpreti più importanti e originali della staged photography. Dietro ad ogni scatto si cela un lavoro meticoloso e paziente. Set teatrali scolpiti e dipinti nel minimo dettaglio, vengono costruiti attraverso un lavoro di precisione maniacale che può durare settimane, al fine di immortalarne l’essenza con la macchina fotografica di grande formato.

Le opere stupiscono per lo straordinario equilibrio fra la realtà e fantasia tra le forme e i colori. Attraverso l’introduzione di elementi irreali o insoliti in una scena ordinaria e la complessa ricerca di ambienti tipici domestici, la fotografa riproduce un mondo costruito dagli uomini che appare in opposizione e lontano dal mondo della natura.

La vendetta del pesce rosso, il più dolce degli incubi

 

La composizione è centrata in una stanza da letto. Un bambino è seduto, sveglio, sul bordo di un letto dove dorme un’altra persona. L’uniformità monocromatica della stanza blu-verde e dei mobili gioca sull’idea dell’intera scena come un acquario. Il dettaglio, la varietà e il colore arancione brillante dei 120 pesci rossi sono la parte più vivida dell’immagine. Skoglund, in preparazione per scattare questa fotografia, ha scolpito ciascuno dei pesci in terracotta. Mentre i pesci rossi sono animali poco pericolosi, il titolo trasforma quello che è già uno scenario misterioso in qualcosa di vagamente minaccioso, con i personaggi che non si accorgono della presenza dei pesci che fluttuano, giganteschi, nell’ambiente invadendo ogni spazio privato come il letto e i cassetti. L’ironia, usata per intravedere concetti complessi, apre sui lati oscuri e irrazionali della vita.

N.C.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet