San Nicola Remade presentato al Politeama di Tolentino

TOLENTINO 26 ottobre 2017. “Se questa sera andrete a casa con un’emozione in più, io sarò felicissimo”. Con queste parole un emozionato Alberto Marcelletti, accolto con un lungo e caloroso applauso, ha salutato il pubblico nella sala Politeama di Tolentino durante la prima proiezione di San Nicola Re-made, il film del regista Luca Giustozzi e Massimiliano Sbrolla andato in onda su Sky Arte il 26 settembre. Marcelletti, da poco nominato cittadino dell’anno, ha ideato e finanziato il progetto con coraggio e umiltà, caratteristiche di un visionario che ha realizzato un sogno mentre e a noi regala un’inedita dimensione di una delle opere più identitarie della Regione Marche. La pellicola documenta in 30 minuti il lavoro dell’artista fotografo Maurizio Galimberti, mentre ritrae gli affreschi del Cappellone della Basilica, oggi chiusa per il sisma. Un progetto iniziato nel 2013, molto prima del terremoto, che oggi assume un significato più profondo: San Nicola Remade, rifatto dall’artista e rifatto dopo il sisma. Marcelletti per realizzare il progetto ha acquistato le ultime pellicole Polaroid originali e le pellicole Impossible con cui Galimberti ha portato a termine la sua Mission con un totale di 9000 scatti.

La serata, coordinata da Luca Romagnoli, è stata l’occasione per presentare il prezioso volume curato da Federico Mininni, art director di Silvana Editoriale. Per Maurizio Galimberti questo progetto è uno dei più importanti realizzati finora. Il suo sguardo annientato dal terremoto, come lui stesso ha detto, ha saputo cogliere particolari di grande impatto dove traspare una profonda attenzione sulla natura di una religiosità libera da dogmi, incentrata piuttosto sulla sperimentazione di una spiritualità non solo individuale ma sociale, o meglio, collettiva. Il film e il libro saranno opere che, come mattoncini, costruiranno la storia della fotografia e spero che siano d’impulso per far riaprire la Basilica ha affermato Galimberti.

Il docufilm, infatti, ha saputo cogliere in maniera efficace lo splendore degli affreschi e la bellezza del paesaggio condensati nei “click” dell’artista e nel racconto di Marcelletti. L’aspetto creativo e stimolante del montaggio ha raggiunto il suo apice in un passaggio dove appare la facciata della basilica intatta e, un secondo dopo, è impacchettata dall’impalcatura. Le due situazioni sono unite dall’effetto speciale della pellicola che si sta distruggendo, un particolare che ha sbigottito il pubblico. Il libro ha un formato importante scelto per immergersi nelle foto ha spiegato l’editore Pietro Della Lucia. Sfogliandolo, infatti, si può provare l’orrore di un silenzio assordante lasciato dal terremoto, la stessa emozione provata da Galimberti, mediata dalla sublime bellezza dei Mosaici Polaroid, dove i visi e i corpi si frantumano e si ricompongono in un continuo movimento e mutamento, cercando di conservare la sacralità dell’immagine; dove le “sinopie” create con le pellicole volutamente fatte scadere, indagano la parte più nascosta dell’affresco alla ricerca del segno primario eseguito sull’arriccio, carico di quella spontaneità e vitalità molto simile al modus operandi di Galimberti-artista; dove stupisce il linguaggio contemporaneo unito a un capolavoro del 300 che, come ha detto il redattore fotografo Denis Curti, riporta le attuali rappresentazioni nell’eco della storia e nell’arte del passato; dove le immagini 50×60 cm scattate con una rarissima Polaroid Giant Camera – la stessa usata da Warhol, Greenaway, Basilico – mettono in risalto la bravura di Galimberti-fotografo, con inquadrature e tagli particolari, luci suggestive e dopo un tempo di esposizione di 1 minuto e mezzo, 2 minuti per lo sviluppo si possono veder nascere le immagini sotto gli occhi.

Alcune di queste Polaroid sono state esposte al Politeama come anteprima della mostra che si terrà il 17 novembre prossimo nella prestigiosa Villa Reale di Monza, sede di esposizioni a livello internazionale, tra cui la Triennale di Milano con la speranza che il progetto possa oltrepassare i confini nazionali.

Il docufilm scelto dalla Regione Marche come esempio di rilancio di un territorio ferito, veniva proiettato in contemporanea al teatro Le Muse di Ancona, come ha precisato il Sindaco Giuseppe Pezzanesi.

Infine S. Em.za il cardinale Gualtiero Bassetti ha confessato di aver assistito ad una  “bella ora di religione”, dopo aver pronunciato parole di ammirazione verso il film e verso Galimberti, “perché grazie agli artisti possiamo vivere l’impossibile.”

 

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Nikla

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