S. Nicola reMade ultimo step

TOLENTINO – Maurizio Galimberti, l’istant artist più famoso al mondo, è tornato questa mattina nella basilica di San Nicola, dopo ver concluso i fotomosaici una ventina di giorni fa (leggi articolo),  per completare l’ambizioso progetto ideato dal farmacista Alberto Marcelletti, suo collezionista e amico, “San Nicola reMade”. Il docufilm è la sintesi del lavoro svolto dall’artista iniziato 4 anni fa, quindi molto prima del terremoto, che dopo questo tragico evento ha assunto un nuovo significato: se prima si trattava di valorizzare attraverso 9000 scatti la bellezza della Basilica e di Tolentino, ora il progetto ha acquisito il valore sociale della ricostruzione di un’intera comunità. La troupe televisiva Zoofactory Film Production del regista Massimiliano Sbrolla, accompagnata dall’ing. Giancarlo Ruffini, responsabile della sicurezza ed Elvio Tedeschi, caposquadra dei vigili del fuoco, ha potuto documentare l’ultimo scatto di Galimberti creato grazie alla collaborazione del tecnico Loris Zambelli responsabile della prestigiosa Polaroid Giant Camera, rarissimo esemplare di banco ottico in grado di realizzare ritratti a sviluppo immediato ad altissima definizione in formato 50 x 60 cm. Naturalmente ogni pezzo ha un  notevole valore per la sua unicità.

La Polaroid Giant Camera può raggiungere i 2 metri di altezza e pesa oltre un quintale. E’ stata usata tra gli altri anche da Andy Warhol e Karl Lagerfield e ne esistono solo 3 esemplari: uno si trova a Praga, l’altro a New York e questo usato da Galimberti è di proprietà dell’agenzia Photomovie di Claudio Canova, fratello di Gianni il famoso critico cinematografico. Si è trattato perciò di un evento unico nel suo genere poiché l’uso di questa attrezzatura, oltre ad essere spettacolare per la messa in opera con risultato immediato (tempo di esposizione di un minuto e mezzo e due per lo sviluppo), ha una qualità altissima, tanto da essere stata usata nei vari festival europei (Venezia, Roma, Cannes, Berlino) per immortalare i divi cinematografici.

La vera star questa volta è stata la Basilica di San Nicola e i suoi suggestivi particolari, colti con estrema sensibilità dall’artista che ha saputo trasferire alle immagini la magia e la spiritualità del luogo ferito dal sisma. Così oltre alla statua del Bambino Gesù ridotta a pezzi depositata sull’altare a significare il sacrificio di una popolazione, o l’abbraccio di Maria ai piedi della Croce (un particolare degli affreschi) quale metafora dello stringersi nel grembo divino, anche una sedia diventa protagonista dell’ultimo scatto, per descrivere il vuoto della chiesa, ora abitata da calcinacci e polvere, diventata uno dei simboli del terremoto. Per l’artista queste immagini non sono barriere estetiche ma hanno volutamente una carica “d’imperfetto e di pathos”, come dice Roland Barthes, per accogliere lo spettatore e trasmettere il silenzio del luogo. Alcuni di questi sono stati realizzati in stampa Transfert su carta cotone per evidenziare al meglio la pittura degli affreschi. (Guarda il video)

Un silenzio che tuttavia attraverso “San Nicola reMade”, vuole dare la speranza di riportare il luogo al vecchio splendore, considerando che è la seconda basilica visitata dai pellegrini e turisti dopo quella di Loreto. Galimberti ha ringraziato Marcelletti per aver finanziato il progetto, l’amministrazione per averlo supportato e la signora Patrizia De Marinis, per aver comprato le pellicole (un blister di pellicola ha il valore di circa 400 euro a scatto), dedicando l’azione al padre Alfredo, sostenitore dell’artista. Infine spera che si realizzino due desideri: il primo la riapertura di San Nicola. “Ieri all’uscita della basilica ho incontrato una signora che mi ha chiesto “Quando riapre il mio san Nicola?” La sua riapertura significa far ripartire tutto il resto perché San Nicola porta turismo e quindi lavoro. Il secondo è che queste immagini saranno incorniciate e pronte tra 15 giorni per una mostra insieme ai fotomosaici, con la speranza che si trovi una sua sede prestigiosa che dialoghi con il discorso della riapertura.”

L’artista, che parteciperà alla prossima Biennale di Venezia con il progetto Luxury , nel Padiglione Italia a cura di Stefano Zecchi, si è detto felice di dare il proprio contributo esterno con la sua arte. “Sono stato adottato da piccolo e capisco cosa significa trovare una casa e il calore di una famiglia, ciò che ho trovato qui a Tolentino dai miei amici; per questo voglio dare una mano con il mio lavoro.” Per il Sindaco Giuseppe Pezzanesi quest’operazione è un’esaltazione dell’identità di un territorio che ha l’esigenza di ripartire al più presto. “Chiunque entri in basilica ha un sussulto profondo di fede. A Roma ho incontrato Vasco Errani, commissario per la ricostruzione, per sapere quando si potrà avviare il progetto che consiste nella ricostruzione di un’opera importante per ogni comune colpito dal sisma. Per Tolentino è San Nicola e secondo il commissario i tempi sono vicini.

Alberto Marcelletti ringrazia Galimberti “per averci fatto il regalo del Polaroid Giant Camera” e ricorda l’ex priore del convento Massimo Giustozzi “che ci ha guidato in questi anni ed ora si trova a Milano” il quale è stato ritratto da Galimberti come unico personaggio al di fuori delle immagini pittoriche.

Il docufilm a cura di Massimiliano Sbrolla e del fotografo Luca Giustozzi, andrà in onda su SKY ARTE a fine maggio inizio giugno. Entusiasta anche il direttore SKY Roberto Pisoni così come il Consigliere delegato alla cultura Alessandro Massi, il quale ha ribadito l’orgoglio per una grande operazione dal respiro europeo e dal messaggio eccellente che SKy Arte potrà divulgare in modo da porre l’interesse sull’entità del danno, ancora non compreso molto bene. “C’è da fare un lavoro immane non solo a livello strutturale ma anche a livello morale”.

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Nikla

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