Rione Castelnuovo: il futuro è lontano

di Nikla Cingolani

L’incontro di ieri sera Non ti scordar di me 2.0 “ritorno al futuro” appuntamento successivo a quello di maggio dove si chiedeva quale futuro per le Clarisse, è stato incentrato sulla possibilità di ristrutturare l’asilo Carancini per una prossima riapertura con una parte dedicata ad ambulatori e una parte dedicata ai residenti per le loro attività. Per la parte sanitaria è intervenuto il sig. Piero Gozzi con la proposta di un poliambulatorio di prevenzione oncologica con un apparecchio, già precedentemente esposto all’IRCER, chiamato Bioscanner® TRIMprob . Il dispositivo diagnostico, in possesso del marchio CE quale “sistema elettromedicale per la diagnostica non invasiva” e iscritto nel Repertorio dei Dispositivi Medici del Servizio Sanitario Nazionale, è capace di individuare tumori con dimensioni fino a 1 mm con elevata accuratezza. Il dott. Alfredo Moretti presidente della Fondazione proprietaria dello stabile, pur mostrandosi favorevole a qualsiasi suggerimento e disponibile a trovare una soluzione, ha confermato le dichiarazioni rilasciate nel Consiglio Comunale del 14 novembre scorso: “con il cda in scadenza parlare di futuro non è concretizzabile.” Sempre Moretti ha continuato dicendo che L’IRCER deve ancora superare l’iter per l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento delle strutture socio-sanitarie. Secondo i tempi della Regione Marche si arriverà al 2020 e poi passeranno ancora anni per il processo di valutazione, da parte dei servizi sanitari, di verificare il possesso di determinati requisiti strutturali, tecnologici, impiantistici, organizzativi e di funzionamento che influiscano sulla qualità dell’assistenza. Il dott. Sergio Beccacece, ex presidente IRCER, a suo tempo aveva aperto il cortile dell’asilo con i giochi per i bambini per dare inizio a qualcosa che poteva evolversi. Ma il vecchio parroco chiuse il cancello con il lucchetto ed ora l’area è invasa da erbacce. Il futuro per il rione è sempre più lontano e sembra vivere in un endemico presente di degrado sommato a degrado.

Il problema principale tuttavia è di ristabilire le relazioni tra gli abitanti del quartiere i quali, dopo anni di malcontento dichiarato inutilmente più volte, sono invasi da una sorta di apatia e rassegnazione. Mano a mano che l’attenzione si allontana da un edificio storico, diminuisce anche l’interesse dei cittadini verso il bene. Il Comitato di Quartiere sta lottando contro questa noncuranza cercando di organizzare iniziative culturali volte a riflettere su queste problematiche per cercare di risolverle. Il rione, situato in un contesto ad elevata valenza paesaggistica, è a rischio spopolamento iniziato anni fa con la chiusura delle Clarisse, ex sede dell’Istituto Musicale, e dell’Asilo Carancini con conseguente e successiva chiusura dei negozi. Chiusa al pubblico anche la Chiesa di Santa Maria Assunta dopo il terremoto del 2016, uno dei punti più importanti sia per l’aggregazione dei cittadini sia per il considerevole interesse artistico. A Castelnuovo i gioielli urbanistici ridotti a spazi abbandonati si trovano accanto a panorami mozzafiato e case vuote. Gli immobili si svalutano, non solo per colpa della crisi ma anche per mancanza di servizi.

Oltre al consigliere d’opposizione Antonio Baleani qualcun altro sarebbe contento di spianare tutto e spostare la cubatura dell’asilo in un altro luogo. Così ancora una volta al quartiere viene tolto qualcosa. Ancora una volta riducono. Togliere ciò che invece potrebbe essere un potenziale? Vincerà la ruspa?

Il Bioscanner® TRIMprob

Il dispositivo è costituito da una sonda cilindrica lunga 30 cm che emette una radiofrequenza e di un ricevitore posto a poca distanza, a banco, che rileva l’alterazione di segnale. L’alimentazione è a basso voltaggio (5V) fornita attraverso connessione USB con PC medicale dedicato. L’esame è assolutamente non invasivo e avviene senza alcun liquido di contrasto. L’effetto collaterale è 100 volte inferiore a quello di un cellulare. Questo dispositivo diagnostico ha una elevata sensibilità: può individuare tumori con dimensioni al di sotto di 5 mm con elevata accuratezza. Inoltre quando la risposta del dispositivo è negativa, significa che ulteriori indagini invasive non sono necessarie. Tutto questo comporta un grande risparmio per il S.S.N. e per il paziente che riduce di molto le tempistiche e l’ansia che inevitabilmente accompagna nelle lunghe attese. E’ indicato soprattutto per individuare neoplasie nella sola zona genitale (la prostata nello specifico). Invece dell’imbarazzante esplorazione rettale con ecografia prostatica trans rettale, come avviene di consueto (immaginiamo quanto più imbarazzante siano questo tipo di visite per gli anziani), in pochi minuti e con un costo accessibilissimo si può avere una diagnosi. Oltretutto, l’indagine con il bioscanner si può estendere a tutti gli organi del corpo senza nemmeno togliersi i vestiti.
La rivoluzionaria scoperta è per merito del fisico e ingegnere elettronico Clarbruno Vedruccio, che mise a punto nel 1985 per la Marina Militare una sonda a onde elettromagnetiche in grado di rilevare la presenza di mine antiuomo e in seguito per stessa intuizione di Vedruccio, applicata in medicina, la stessa sonda si è dimostrata capace di vedere qualsiasi infiammazione dei tessuti e di fare una diagnosi precoce per le neoplasie.

Le strutture sanitarie col bioscanner sono l’azienda ospedaliera Sant’Andrea e il policlinico Umberto I, a Roma, l’associazione salentina lotta contro il cancro di Lecce e l’ospedale Civile Masselli di San Severo a Foggia oltre che un consorzio campano di urologi facenti capo all’associazione dell’ospedalità a gestione privata. Infine, in Emilia-Romagna c’è l’Hesperia Hospital di Modena e, in Lombardia, il San Raffaele di Milano.

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Nikla

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