Rinnova la tua visione del mondo con la nuova opera di Olafur Eliasson

Da lungo tempo Eliasson utilizza l’arte per attirare l’attenzione del pubblico sulla crisi climatica. In onore della Giornata della Terra ha ideato una serie di immagini con nove viste diverse sulla Terra, accompagnate da alcune istruzioni che invitano a fissare un punto fisso sui globi dai colori vivaci, quindi spostare lo sguardo su una superficie bianca e osservare le immagini complementari dei suddetti globi. Il lavoro di Eliasson fa parte dell’iniziativa Back to Earth della Serpentine Gallery, un progetto pluriennale che comprende oltre 60 campagne ambientaliste guidate da artisti, scienziati, architetti, musicisti e altro per la realizzazione di lavori che rispondano all’emergenza climatica.

la sua opera Earth Perspectives, si può sperimentare seguendo i prossimi passaggi :

Per creare una nuova visione del mondo …

1. Fissare il punto sulla Terra per circa dieci secondi.

2. Quindi allenare la messa a fuoco su una superficie vuota (bianca).

3. Un’immagine secondaria appare nei colori complementari della visuale di Eliasson.

4. Hai proiettato una nuova visione del mondo.

Le nove vedute della terra includono diversi luoghi come la fossa delle Marianne, la Grande Barriera Corallina, il fiume Gange, Chernobyl, la calotta glaciale della Groenlandia, per cercare di indurre lo spettatore a ricalibrare il suo rapporto con il modo in cui vede il mondo.

Al centro della vista terrestre c’è la Grande Barriera Corallina, al largo della costa del Queensland, in Australia. Questa è la struttura più grande del mondo realizzata interamente da organismi viventi ed è il sistema, di barriera corallina, più esteso del pianeta. È anche l’ecosistema biologico più diversificato del mondo, sede di specie vulnerabili e in via di estinzione, molte delle quali non si trovano da nessun’altra parte. La barriera corallina è stata a lungo significativa sia culturalmente che spiritualmente, per le popolazioni australiane aborigene e per le isole dello Stretto di Torres; quindi segna un’importante intersezione tra fragili patrimoni culturali e biologici.

Questa “Grande barriera” non è solo una soglia fisica nell’oceano, ma rappresenta anche una soglia ecologica di cui gli umani stanno spingendo i limiti. Attualmente sta affrontando il suo terzo evento di sbiancamento di massa in cinque anni. La Grande barriera corallina potrebbe già essere a un punto di non ritorno e le proiezioni avvertono che il riscaldamento globale potrebbe distruggerla interamente entro il 2050. Per frenare la prognosi del crollo catastrofico, il programma Reef Restoration and Adaptation (RRAP), ha valutato le proposte di metodi per ridurre la temperatura dell’acqua locale bloccando la luce solare, ad esempio con la nebbia prodotta dall’uomo, con “schiarimento delle nuvole” e coprendo la superficie dell’oceano con uno strato di carbonato di calcio denso di molecole.

Mentre queste misure potrebbero farci guadagnare tempo prezioso, gli esperti sottolineano che nessuna di queste tecnologie sostituisce l’unica soluzione veramente efficace: una legislazione ambiziosa per la riduzione globale delle emissioni.

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Nikla

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