Restauro Messale Venirei: la datazione

Se nel primo post sul messale 1470 Venieri  il restauratore Giovanni Pagani affrotava il problema dell’attribuzione (puoi leggere qui il primo articolo)  in questo secondo post pubblicato sulla pagina Facebook #recanatibellezzainfinita si affronterà il problema della sua datazione.

Ha scelto di pubblicarlo in questo periodo poichè esso ha una forte correlazione con la Pasqua.
“Come già accennato nel primo post, non abbiamo una datazione diretta del manoscritto” scrive Pagani ” per intenderci, esso non riporta alcuna data scritta al momento della sua composizione. È tuttavia possibile avanzare ipotesi di datazione grazie alla presenza, nel foglio di pergamena utilizzato come guardia anteriore, di una tavola del calendario lunare in cui è esplicitamente detto trattarsi del calendario per gli anni dal 1470 al 1489. Va subito detto che tale tavola è, per motivi sia codicologici che paleografici, sicuramente posteriore al momento dell’allestimento del messale. È però un elemento estremamente importante in quanto stabilisce l’indicazione di uso del messale: essa infatti serviva a stabilire la data della Pasqua. Sarà necessario fare una digressione. È cosa nota che la Pasqua sia una festività cosiddetta mobile: la sua data varia di anno in anno perché è correlata proprio con il ciclo lunare: essa cade infatti la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Ovviamente l’osservazione diretta della Luna piena poteva dar luogo a errori e non si poteva prevedere in anticipo, quindi già dal quinto secolo si decise di fissare la Pasqua secondo una regola matematica prestabilita. Questa regola è basata sul calcolo della cosiddetta epatta, cioè l’età della Luna al 1º gennaio, vale a dire il numero di giorni trascorsi dall’ultima Luna nuova (questo numero può andare da 1 a 30). Il calendario lunare che ne deriva è a sua volta basato sul cosiddetto Ciclo Metonico.
Esso è fondato sull’osservazione secondo cui ogni 19 anni l’anno solare e l’anno lunare cominciano lo stesso giorno. In altre parole, dopo 19 anni, le lunazioni cadranno nella stessa data dell’anno solare – in realtà a complicare le cose ci sono gli anni bisestili, ma per i nostri propositi possiamo tralasciare ulteriori approfondimenti -, quindi anche l’epatta dovrà ripetersi dopo 19 anni affinché il ciclo del calendario si ripeta esattamente.
Per definire ciascun anno nel ciclo di 19, ad esso si attribuisce, poi, un numero, chiamato Numero Aureo.
L’applicazione di questo sistema al calendario ecclesiastico prevede un ulteriore passaggio: l’associazione di una lettera dell’alfabeto da A a G ad ogni anno. Questa è chiamata Lettera Dominicale. Per trovare la lettera dominicale di un dato anno, si fanno corrispondere ai primi sette giorni di esso ordinatamente le lettere da A a G, cioè al 1° gennaio la lettera A, al 2 la lettera B e così di seguito. La lettera dominicale dell’anno prefissato è quella che si trova a corrispondere alla domenica di quella prima settimana e, quindi, anche a tutte le altre domeniche, se l’operazione s’immagina proseguita per tutto l’anno.
Riassumendo, esistono vari sistemi di calcolo (antichi e moderni) che si applicano per determinare la data della Pasqua, ma in tutti è necessario mettere in relazione il Numero Aureo (a sua volta correlato con l’epatta), con la Lettera Dominicale.
Quello che in questa sede ci interessa è il fatto che tutti i libri liturgici (il messale appartiene a questa categoria) antichi e moderni, contengono il calendario liturgico necessario, si è visto, al loro uso per le feste mobili. In alcuni casi, nei messali, antichi è anche presente una “regola” per determinare la Pasqua. Il messale Venieri appartiene ad uno di quei casi. Al foglio 1verso è infatti presente una tabula correlata dalla spiegazione del suo utilizzo. Ne riporto la traduzione dal latino: “La regola di questa tavola è la seguente. Per prima cosa devi scoprire la lettera dominicale che vale per tutto l’anno. Poi il numero aureo di quell’anno, quindi traccia una linea fino all’altezza della lettera dominicale. Otterrai la Pasqua senza errore. I numeri in rosso si riferiscono a marzo e i neri ad aprile”.
Tornando al nostro quesito di partenza, la datazione del Messale Venieri, è possibile trarre alcune deduzioni interessanti mettendo in relazione tale tavola con quella lunare presente nella pergamena di guardia. Quest’ultima, infatti, abbiamo detto, copre i diciannove anni dal 1470 al 1489. Preso singolarmente questo dato ci fornisce una prima indicazione: il possessore ne prevedeva l’uso per quegli anni e per tale ragione è verosimile che abbia fatto comporre, o abbia lui stesso composto, al momento dell’entrata in possesso del messale, la tavola lunare necessaria al calcolo della Pasqua per quegli anni. È altresì verosimile che tale composizione sia avvenuta nel primo anno di quelli che la tavola prende in considerazione, vale a dire il 1470. Se così non fosse, non avrebbe, infatti, molto senso, data la funzione della tavola stessa (calcolare la data della Pasqua), inserire anni ormai passati. L’unico motivo plausibile che giustifichi l’averla composta in un anno successivo al primo riportato (il 1470), potrebbe essere la coincidenza di questo diciannovennio con un ciclo metonico intero di 19 anni. In altre parole se si ponesse il caso che il 1470 abbia coinciso con l’inizio di un nuovo ciclo metonico e che quindi lo si abbia voluto riportare per intero.
Pur ammettendo che questa motivazione sia improbabile, non posso tuttavia affermare che sia impossibile: le motivazioni di una scelta, seppur strana, possono essere varie e personali e come tali spesso insondabili.
Per escludere tale possibilità non serve però altro che determinare il numero aureo corrispondente al 1470:
essendo questo il numero compreso tra 1 e 19 fondato sul ciclo metonico, se il 1470 fosse il primo del ciclo, dovrebbe avere come numero aureo 1. Esistono vari metodi; il più semplice è il seguente: prendere il resto che si ottiene dividendo per 19 il numero dell’anno, più uno. Quindi 1470 : 19 = 77 resto 7, +1 = 8 (numero aureo per l’anno 1470). Quindi il 1470 non coincide con l’inizio del ciclo metonico e l’ipotesi è da scartare.
A questo punto possiamo utilizzare il 1470 come il termine probabile in cui è stata realizzata la tavola lunare che a sua volta determina l’anno di inizio d’uso del messale per il suo proprietario. In più il 1470 diventa per noi il terminus post quem non per la datazione del messale, ossia il momento dopo il quale non è possibile che sia stato composto.
Se poi incrociamo questi dati con l’ipotesi, affrontata nel precedente post, che il messale sia appartenuto al Cardinale Venieri, essa apparirebbe molto verosimile. Se consideriamo lo stemma Venieri come uno stemma vescovile (per la presenza della croce in asta dietro lo scudo), e consideriamo che Anton Giacomo fu vescovo dal 1465 e fu creato cardinale nel 1473, potremmo allora restringere al quinquennio 1465 – 1470 la commissione e la conseguente realizzazione del messale.”

Pagani conclude il post augurando Buona Pasqua e lasciando ai lettori curiosi il compito di rivelare la data della Pasqua nel 1470, così come essa viene determinata dalla regola nel messale riportata in foto:
“La regola di questa tavola è la seguente. Per prima cosa devi scoprire la lettera dominicale che vale per tutto l’anno. Poi il numero aureo di quell’anno, quindi traccia una linea fino all’altezza della lettera dominicale. Otterrai la Pasqua senza errore. I numeri in rosso si riferiscono a marzo e i neri ad aprile. Sappiate che la lettera dominicale è G e il numero aureo è 8.”

N.C.

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Nikla

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