Recanati, il Polo Bibliotecario intitolato a M. A. Bonacci Brunamonti

La decisione di intitolare il Polo Bibliotecario, che riunisce la Biblioteca Comunale, Biblioteca Benedettucci, Archivio Comunale e Mediateca, alla poetessa Maria Alinda Bonacci Brunamonti si è rivelata una scelta eccellente, accettata con entusiasmo da tutti. E non poteva essere che così. La storia spesso non è grata ai suoi personaggi migliori e la nostra poetessa, purtroppo, è stata in parte dimenticata. L’obiettivo con questo omaggio è di illuminare con una nuova luce questa figura di donna intellettuale eclettica, difendendo l’eredità che ci ha donato attraverso le sue opere e cercare di assegnarle la giusta valorizzazione. Non era così semplice nell’Ottocento – in molti casi anche oggi – in un mondo di uomini, accogliere e ascoltare una voce femminile. Quella potente e melodiosa di Alinda certamente risuonò e fu apprezzata dai maggiori letterati del tempo. I suoi interessi spaziarono dalla storia dell’arte alle scienze naturali, dalla musica al disegno. Trovò il coraggio di cimentarsi nel mettere in versi l’attualità, anche politica: sfida singolare per un poeta di sesso femminile. Si ricordi che “il 4 novembre 1860 – nella stessa giornata in cui Carlo Leopardi (fratello del più noto Giacomo) si presentò al seggio per esprimere il proprio voto contrario all’annessione al Regno sabaudo – venne ammessa al voto dalla commissione elettorale del luogo e si espresse in favore del processo che, similmente alle altre consultazioni di quell’anno, venne ratificato da poco più del 63% dei marchigiani. La Bonacci avrebbe poi rievocato quell’atto inusuale e solenne in alcuni suoi versi di modesto spessore poetico, ma di grande significato storico, visto che attestano la sua presenza all’appuntamento elettorale, 46 anni prima che dieci maestre dell’Anconetano, in virtù della celebre sentenza Mortara, divenissero – ancorché per pochi mesi – le prime, autentiche elettrici della storia italiana.” (da Memoria e Memorie di Marco Severini).

Cerimonia d’intitolazione

Nella mattinata di sabato 12 aprile si è svolta la cerimonia d’intitolazione, organizzata dalla testata giornalistica CronacheCult, con lo svelamento della targa alla presenza delle autorità cittadine – Sindaco Francesco Fiordomo, vicesindaco Antonio Bravi e assessora alle culture Rita Soccio. Di seguito un incontro con gli interventi di Donatella Fioretti – Università di Macerata, Antonella Maggini – UNIPER “Don Giovanni Simonetti”, Denise Tanoni responsabile della Biblioteca Benedettucci e Museo Diocesano di Recanati. La Fioretti ha concentrato il suo discorso sul ruolo sociale della biblioteca e della sua evoluzione.  Il modello di pubblica lettura basato sullo schema anglo-americano caratterizzato dalla centralità dei servizi, quali la catalogazione, la consultazione e il prestito, non è più in grado oggi di rispondere alle esigenze dell’utenza e, pur rimanendo ben saldo, sta lasciando spazio a nuove soluzioni aperte a una maggiore diversificazione dei servizi quali accedere ad Internet, effettuare mostre tematiche, frequentare corsi di formazione non professionale, trovare un posto amichevole e accogliente dove potersi incontrare e partecipare ad eventi culturali. Sono queste le esigenze non secondarie di chi oggi frequenta la biblioteca.“La biblioteca sta diventando sempre più un luogo sociale, un punto d’incontro ma questa non è una novità perchè a Roma circa 250 anni fa le biblioteche termali, rappresentavano un fenomeno culturale di alta civiltà, che rivestivano un ruolo centrale nella vita quotidiana dell’epoca con costruzioni frequentatissime e popolari.”

“Ci voleva una sensibilità del tutto femminile per animare questo luogo di cultura” ha dichiarato Denis Tanoni, curatrice della mostra “Maria Alinda Bonacci Brunamonti nel fondo librario delle Biblioteche Comunale e Benedettucci”, ringraziando pubblicamente Rita Soccio per aver rivitalizzato questo contenitore di sapere con progetti e laboratori.

“Se gli studi su Alinda sono andati avanti è sato grazie a Giovanni Alpini che ha messo a disposizione i manoscritti della poetessa, parte della sua collezione” ha ricordato Antonella Maggini la quale, oltre alla biografia di Alinda, ne ha messo in risalto le varie doti non solo di intellettuale ma, con sorpresa, anche di etnomusicologa, intervallando con le note del M° Massimo Marconi virtuoso dell’organetto mentre Maria Magi recitava il sonetto scritto in vernacolo dal conte Augusto Mazzagalli dedicato alla poetessa. La Maggini si sta occupando da molto tempo della figura di Alinda attraverso la pubblicazione di articoli, discorsi, interventi e proponendo lezioni specifiche all’Università d’Istruzione Permanente di Recanati.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo si dipana attraverso le opere del Primo Periodo con i canti dedicate alla Madonna di cui era molto devota. Le Opere Politiche (1860 – 1875) con inni nazionali e un libro di Franco Foschi, introvabile se non in Biblioteca, in cui scrive apertamente che andò a votare con i 239 giovani. Il Periodo Umbro con gli studi di estetica, storia dell’arte e la copia anastatica del libro “Fiori di campo amici miei” acquistato grazie alla dirigente Angela Barbieri. Seguono le fotocopie di lettere manoscritte con deliziose caricature appartenenti alla collezione Giovanni Alpini e messe a disposizione da quest’ultimo per perfezionare gli studi sulla poetessa. Per l’occasione è esposto temporaneamente il ritratto a matita eseguito dai nipoti con dedica autografa, per gentile concessione dell’Istituto Compresivo Nicola Badaloni.

Inaspettato successo per il Caviardage

Inaspettato successo infine per il breve laboratorio di Caviardage, o l’arte della cancellatura, metodo di scrittura poetica che aiuta a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca ma da testi già scritti annerendo le frasi che non servono. Ai ragazzi della scuola media, accompagnati dalla loro insegnante Paola Scorcella, sono state fornite delle pagine di un libro destinato al macero, “Il regno delle fate” della Contessa D’Aulony scelto per alcuni aspetti del suo carattere simili a quello di Alinda. Marie Catherine Jumel de Berneville, contessa d’Aulnoy (1650 – 1705) fu una delle prime intellettuali, e scrisse un gran numero di racconti fantastici e romanzi, oltre a libri di viaggio e memorie. In ogni pagina ciascuno ha dato voce alle proprie emozioni. Una volta raccolte formeranno un “Libro d’Autore” collettivo che rimarrà in Biblioteca come memoria di questa particolare giornata.

Non sono mancati i saluti da Perugia nonostante il periodo pre-elettorale che ha impedito alle autorità perugine di intervenire ma hanno spedito una mail di saluto scritta dalla bibliotecaria dott.ssa Gaia Rossetti incaricata di rispondere per conto dell’assessore alla Cultura Teresa Severini e del dirigente Carmen Leombruni.

Il testo è il seguente:

 Le biblioteche del Sistema bibliotecario comunale di Perugia, portano il loro saluto alle biblioteche del Polo recanatese, augurando di intrecciare legami sempre più stretti di collaborazione e scambio per condividere spunti e realizzazioni di crescita condivisa. Le biblioteche costituiscono una risorsa da valorizzare e promuovere presso tutti i cittadini quali luoghi per il benessere e un rinnovato spirito di comunità.

Alinda Brunamonti ha vissuto ed operato a Perugia e la biblioteca Augusta conserva il suo carteggio, i manoscritti e il raffinato erbario. Speriamo dunque in collaborazioni specifiche, per valorizzare e far conoscere questa figura di intellettuale che ha saputo coniugare vita pubblica e interiorità, sviluppando appieno la sua femminilità. 

Per le biblioteche comunali di Perugia

dott.ssa Gaia Rossetti

Mantenere i rapporti tra la Biblioteca Augusta di Perugia  e il Polo recanatese è importantissimo poiché entrambi conservano documenti e carteggi rari o unici che fortificano la struttura di questo ponte intellettuale e mirano a valorizzare l’opera della poetessa.

M. Alinda Bonacci Brunamonti nacque a Perugia nel 1841 e morì nella stessa città nel 1903. Era figlia del recanatese Gratiliano Bonacci, insegnante nel Collegio della Sapienza di Perugia e da Teresa Tarulli di Matelica. Recanati è considerata la sua patria ideale. Il padre curò personalmente la preparazione della figlia, indirizzandola verso gli studi classici. A otto anni la bambina studiava il latino, il greco, l’ebraico, il francese e leggeva la Divina Commedia e i Sepolcri. Alinda cominciò a scrivere giovanissima dei versi d’ispirazione leopardiana. Nel 1860 la famiglia lasciò Perugia per trasferirsi a Recanati. Nel 1868 sposò Pietro Brunamonti di Trevi, docente di filosofia nell’Ateneo Perugino, e tornò a vivere a Perugia. Pubblicò diverse raccolte di versi e acquistò una certa fama. Godé dell’amicizia di intellettuali italiani come il poeta Giacomo Zanella, Terenzio Mamiani, Niccolò Tommaseo (è proprio a lui  che si deve il suggerimento di intraprendere la scrittura intima del diario), Francesco De Sanctis, Scipione Maffei, Vittoria Aganoor poetessa e moglie di Guido Pompilj. Carducci stesso andò a farle visita a Perugia, dove si trovava in veste di presidente agli esami di maturità presso il liceo classico. Frequentò anche Casa Leopardi, legandosi in particolare a Teresa Teja in Leopardi. Il suo impegno civile le consentì, unica donna, di votare per l’annessione delle Marche e dell’Umbria al Regno dei Savoia e di partecipare al saluto rivolto dalle donne perugine in occasione del passaggio della regina Margherita a Perugia l’11 novembre 1878.

 Nikla Cingolani

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