Recanati: dalle origini longobarde allo stereotipo del borgo selvaggio

Lo storico Marco Moroni sabato 9 giugno nell’Auditorium del Campus Infinito gremito di pubblico, ha presentato il suo libro “Recanati in età medievale”. Questo volume è il primo di una trilogia che continuerà con la storia di Recanati in età moderna e infine in età contemporanea.

Il Sindaco Francesco Fiordomo non si è potuto trattenere perché doveva essere presente a Civitanova per la premiazione del progetto ‘Io Amo l’Acqua’ dove migliaia di studenti sono divenuti promotori diretti di un utilizzo corretto della risorsa idrica. “Ci tenevo a passare anche per un breve saluto perché quello che viene presentato questa sera è un lavoro prezioso e di grande valore che ha dato tanto in termini educativi. Questo libro è un lavoro importante che traccia un segno della grandezza storica della nostra città.” Il sindaco ha poi annunciato la nomina a Marco Moroni come cittadino benemerito che gli verrà conferito il giorno 15 giugno a Teatro Persiani.

Il libro diventerà un omaggio della città di Recanati da dare agli ospiti.

L’assessore alle culture Rita Soccio si è congratulata con Moroni per la sua attività nella scuola e per la sua collaborazione didattica. “Marco rappresenta a livello di studioso un caposaldo. E’ sempre disponibile e la benemerenza è anche questo offrirsi e darsi alla città.

Nelle 430 pagine di questa prima parte Moroni ha raccolto il lavoro che ha svolto negli anni. Infatti, dal 1975 scrive articoli su riviste culturali che si occupano della storia delle Marche che in questo libro sono rimescolati aggiornandoli e integrandoli.  “Quella che ho scritto io è una storia e non la storia di Recanati” precisa lo storico. Il libro esplora un periodo che va da dopo il Mille fino al 1492 (scoperta dell’America) ed è strutturato in 5 parti tutte interconnesse tra loro: la storia politica e origine della città, la storia del territorio, artigianato e fiere, la storia sociale e religione. Nel libro non si parla di arte e nemmeno di archeologia ma ci sono molte novità come le origini del Comune.

Le origini longobarde del Comune

Nella prima parte c’è una novità riguardo l’origine del Comune di Recanati che può sorprendere. “Le origini per me sono chiare” dichiara Moroni “Il legame con Helvia Recina romana è improbabile. Siamo in una zona di frontiera e restiamo una zona di frontiera. Tra il Potenza e il Musone ci sono a nord i bizantini e a sud i longobardi. La realtà che dà vita al centro di Recanati è la famiglia Gisleri abitanti a Monte Volpino. I Gisleri sono longobardi e noi siamo identità multiple. Questa è la mia tesi”.

Recanati prigioniera del mito leoardiano

Durante la presentazione ha mostrato avversione verso lo stereotipo leopardiano di Borgo Selvaggio, appellativo appartenente allo stato d’animo del Poeta che non ha nulla a che vedere con la realtà rappresentativa della città. Recanati, infatti, per Moroni non è un “borgo” ma è una città a tutti gli effetti come dimostra la storia. Per questo motivo è furioso con chi definisce Recanati un “paese” o peggio ancora “villaggio” ed è pronto ad entare in polemica con  Maria Ginatempo. Soprattutto trova scandaloso che un ordinario di letteratura italiana come Gino Bellini  pubblichi un libro edito dal Corriere delle Sera dove è scritto: “Nascere a Recanati nel 1798 significa nascere in uno degli angoli più depressi del depresso Stato della Chiesa”.

Infatti, uno degli obiettivi del libro e della trilogia, è quello di distruggere lo stereotipo leopardiano e liberare Recanati da una denominazione sprezzante che non le appartiene. Nell’introduzione l’autore scrive: “Recanati è ancora prigioniera del mito in cui l’ha rinchiusa una distorta interpretazione della poesia leopardiana. Per oltre quaranta anni ho lavorato intensamente per smontare gli stereotipi più diffusi. Sono stereotipi duri a morire che continuano a circolare anche in testi che dovrebbero essere scientifici, ma che spesso tali non sono.

Dedico questo libro ai miei nipotini e anche ai cittadini recanatesi perchè siano sempre più consapevoli di vivere non in un borgo selvaggio ma in una città ricca di storia di arte e di cultura.

Nikla Cingolani

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