Presentato il libro su Carlo Urbani di Ilenia Severini

“Carlo Urbani. Una vita per gli altri”, questo è il titolo del libro presentato ieri pomeriggio all’Auditorium Campus L’Infinito di Recanati, realizzato dall’insegnante Ilenia Severini nell’ambito di un progetto scolastico che ha portato all’intitolazione della scuola di Castelnuovo, dell’Istituto comprensivo Badaloni di Recanati, al medico ricercatore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che per primo ha annunciato al mondo l’esistenza della Sars, e che il 29 marzo 2003 è caduto vittima della stessa malattia mentre cercava di debellarla. Un impegno immenso riconosciutogli a livello universale. Per tutti valgano le parole dell’allora Presidente dell’Onu Kofi Annan all’indomani della sua scomparsa “Non sapremo mai quanti milioni di vite ha salvato”.

Il volume edito da “La Spiga”, racconta ai bambini la vita di uno dei medici più impegnati in missioni umanitarie in paesi “a rischio”, in Africa e in Asia. Marchigiano di Castelplanio lavorò anche per ‘Medici senza frontiere’ tanto  che nell’aprile del 1999, eletto presidente di Msf Italia, partecipa alla delegazione che ritira il premio Nobel per la pace assegnato all’organizzazione. Purtroppo all’epoca la notizia rimase in sordina a causa dello sciopero dei giornalisti. Amava coltivare molte passioni. Dalla poesia al volo in deltaplano, dalla fotografia alla cucina, nella sua vita ha rincorso sempre i suoi sogni. E proprio nella farse “Ho fatto dei miei sogni la mia vita e il mio lavoro” si è imbattuta la maestra Ilenia quando anni fa cercava su internet un’espressione da presentare agli alunni il primo giorno di scuola. “In questo libro ci sono due messaggi che Carlo Urbani ci ha lasciato – ha commentato la maestra – Il primo è l’attenzione verso gli altri e ai valori universali come la famiglia, il rispetto delle differenze, il dialogo tra culture, il coraggio di difendere i diritti delle persone. L’altro messaggio è il sogno. Il suo sogno era di garantire la salute a tutte le popolazioni, un impegno  che derivava dalla passione e dall’amore, tutte qualità che vanno trasmesse ai bambini.”

Le stesse parole vengono ribadite in un video messaggio del figlio Tommaso, 32 anni e presidente Aicu (Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus) che, mosso dalla stessa passione del padre, si trova in Nigeria nella sua terza missione internazionale con Intersos, l’organizzazione umanitaria in prima linea nelle emergenze  verso le donne e bambini vittime di violenza e di guerre. La moglie Giuliana ricorda le due missioni prima in Cambogia e poi in Vietnam e le difficoltà di adeguarsi a vivere in quei luoghi con i figli e la piccola Maddalena appena nata. “Carlo ci ha sempre seguito, ci portava con lui nelle capanne per metterci in contatto con gli abitanti del luogo. Alla fine è stata una bella esperienza.”

Ilenia Severini ci tiene a precisare che il libro è rivolto ai bambini a scopo pedagocico e scritto con un linguaggio semplice. All’opposto degli altri libri dedicati al medico, lei ha iniziato il racconto partendo dall’infanzia . Il volume, corredato dalle illustrazioni di Michela Meli, ha un potere evocativo e concreto per rendere il bambino un lettore attivo.

All’incontro, presentato dal giornalista RAI Vincenzo Varagona, era presente l’editore Michele Casali il quale ha affermato che un investimento del genere non è un’azione economica ma educativa, mentre l’assessora alle Culture Rita Soccio, orgogliosa del corpo docente delle scuole recanatesi, ha evidenziato come il nome di Carlo Urbani renda famosa la Regione Marche in tutto il mondo.

     

A sedici anni dalla sua scomparsa sono molte le iniziative dell’Aicu  per commemorare il microbiologo marchigiano: dal concorso giornalistico nato nella provincia di Fermo alla mostra documentaria con fotografie scattate dallo stesso medico; dal quarto bando per il Premio Carlo Urbani, rivolto a medici, biologi e infermieri realizzato in partnership con Unicam, all’idea di realizzare un museo, infine il libro di Ilenia Severini per portare la figura di Carlo Urbani e la sua storia di “straordinaria normalità” (definita così dalla moglie Giuliana) fuori dai confini marchigiani.

“Con questo libro – ha concluso la Severini – ho voluto accendere un focolaio, non brutto come quello della Sars, ma un focolaio di curiosità verso questa eccezionale figura di medico e di uomo”.

N.C.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet