Presentato il libro “Recanati in età moderna” di Marco Moroni

RECANATI. Ieri pomeriggio in un’Aula Magna gremita, Marco Moroni ha presentato il suo ultimo libro Recanati in età moderna. Presenti il Sindaco Antonio Bravi, l’assessora alle culture Rita Soccio, il presidente della BCC di Recanati e Colmurano Sandro Bertini, i quali hanno espresso molta soddisfazione per il lavoro svolto dallo storico in un anno e mezzo. “E’ stato un periodo molto impegnativo e vissuto intensamente!” ha dichiarato Moroni, lamentandosi dell’apertura dell’archivio comunale ridotta a un giorno a settimana, ed è per questa ragione che la sua ricerca ha subito forti rallentamenti.
Lo studioso ha affrontato studi nuovi e originali arricchendo gli articoli scritti in 40 anni.

Questa non la storia di Recanati ma una storia di Recanati” ha precisato “e mancano alcuni temi, come l’arte, perché per affrontare questo discorso servono competenze che non mi appartengono”.
L’epoca moderna per lo storico inizia a fine ‘400 e ha scelto il 1815 come fine epoca, evitando di analizzare la vicenda leopardiana. Lo schema di questo volume è identico al libro precedente (Recanati in età medievale).

La Prima Parte riguarda l’aspetto politico amministrativo con l’inserimento di alcuni capitoli accattivanti come l’incursione dei pirati turchi – evitando di parlare dei templari “perché bisogna smetterla di parlarne” ha detto – e l’assalto dei banditi a fine ‘500; lo scontro con Loreto che vuole organizzare una fiera al pari di quella recanatese e la guerra con Ancona. Recanati pur essendo parte dello Stato Pontificio governa una diarchia; le famiglie si organizzano in patriziato ed emerge  una nuova classe dirigente che dominerà per tutta l’epoca moderna. Il capitolo si chiude con un dato demografico con la ricerca dello Stato delle anime (i registri delle parrocchie), le trasformazioni urbane  con la costruzione o trasformazione di chiese. Nella fase del neoclassicismo si rifanno molte facciate e delle tracce di età medievale resta ben poco.

La Seconda Parte tratta del territorio e del volto del paesaggio che viene modificato, disboscato e messo a coltura. Si costruisce il bel paesaggio “che non appartiene solo alla Toscana“. Un profondo intervento sarà effettuato sulla costa; gli scossicci, terre scosse, saranno messe a coltura. Nel 1570 si verificherà un problema climatico chiamato “piccola età glaciale”. Il freddo brucia le colture provocando una tremenda carestia. Dal 1590 al 1597 un’altra drammatica carestia colpisce la popolazione. Per affrontare le crisi si provvederà ad aprire il cosiddetto ufficio dell’abbondanza.

La Terza Parte tratta delle manifatture e del commercio. La  Fiera continua ad essere ben presente fino a scomparire a fine ‘700. Si parla delle merci, dei marcanti e da dove provenivano, delle tre fonderie e della ceramica, delle tintorie, i mulini con le gualchiere, che permettevano agli impianti un movimento alternato, pettini in corno, fino alla Scuola di filatura e tessitura di Mazzagalli che finirà con la morte del maestro.

La Quarta Parte tratta della realtà sociale; per questa ricerca, visto il poco materiale a disposizione, sono stati utili i vecchi catasti. Due capitoli presentano novità come il Sistema assistenziale, o meglio interventi promossi non dal pubblico ma da privati, dalla chiesa, dalle confraternite, per aiutare i malati e a favore dei più poveri, bisognosi o meritevoli. Nascono tanti piccoli ospedali, ricoveri per gli orfani, vedove e zitelle povere. A metà ‘500 i piccoli ospedali si uniscono nel nome della confraternita Santa Lucia, nome tuttora utilizzato dall’odierno Ospedale. Il capitolo sulla cultura mette in risalto la scuola pubblica di rilievo poichè Recanati investe molto chiamando personaggi importanti. Molto noti i librai e il tipografo Antonio Bravi il quale ha stampato gli statuti di Iustissima Civitas. Si organizzavano spettacoli teatrali e musicali (ripresi dagli studi di Paola Ciarlantini). Il ‘600 si rivela un secolo vivace ricco di artisti e letterati.

La Quinta Parte riguarda la religione. Con l’applicazione del Concilio di Trento i vescovi tridentini si muovono per rafforzare le parrocchie e formare i parroci, controllano le confraternite e i monasteri femminili. Quando il papa toglie Loreto a Recanati si parla di “territorio dismembrato”. Il Santuario diocesano viene trasformato in cappella pontifica tanto da istituire nel 1576 un apposito giubileo. Con le offerte si acquistano terre nelle zone limitrofe e Loreto diventa una potenza dal punto di vista economico.

In ultimo uno studio dedicato alle confraternite, ormai un fossile del passato, ma fondamentali per il loro vivace associazionismo. I vescovi proveranno a controllarle; alcune di loro si piegheranno al loro volere, altre, come la fraternita di Santa Lucia e di Castelnuovo, lo faranno dopo duri scontri. Anche i monasteri ebbero i loro problemi con i Vescovi che vollero riportare la clausura; con le Cappuccine nessun problema mentre le Oblate dell’Assunta non l’accettarono. Dopo una forte disputa nel 1711, difese dalle nobili famiglie, riuscirono ad ottenere ragione. Con la complessa età napoleonica finisce l’antico regime e termina il libro.

Ogni città dovrebbe conoscere la propria storia – ha concluso Moroni – Spero che questo libro diventi occasione per fare memoria e capire la storia di Recanati oggi. L’ho dedicato alle mie nipoti e a tutti i cittadini che diventino consapevoli di vivere in una città ricca di arte, di storia, di cultura e non in un borgo selvaggio.

N.C.

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Nikla

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