PRECISAZIONI SULLA COLLABORAZIONE DEI MEDICI DI FAMIGLIA DI RECANATI

Nei giorni scorsi, in campagna elettorale, sono state fatte ingiuste accuse di mancata collaborazione nei confronti dei Medici di Famiglia di Recanati (ribadite in particolare dal candidato sindaco Antonio Bravi anche durante il confronto televisivo su ETV Marche di lunedì 3 giugno), pertanto è doveroso precisare quanto segue:
  • Il medico di famiglia lavora come libero professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale tramite uno specifico contratto, nel quale non esiste alcuna menzione di attività strutturate da svolgere all’interno di strutture ospedaliere o similari; ciononostante con tale ruolo è presente in maniera regolare e assidua presso tutte le strutture residenziali (RSA, IRCER, SRR, OASI AVE MARIA, CASA DI RIPOSO DI MONTEFANO, ecc.) ove sono degenti i propri assistiti.
  • Peraltro, i medici di Famiglia di Recanati da tantissimi anni hanno sempre collaborato con il Servizio Sanitario Territoriale al fine di trovare soluzioni adatte per una adeguata e sana collaborazione all’interno di quelle oggi giorno definite “Cure Intermedie”; collaborazione ancora in atto, nel rispetto dei loro impegni contrattuali, e che si avvale anche di periodici e costanti incontri di equipe territoriale.
  • L’attività pratica di medico addetto ai posti letto dell’Ospedale di Comunità è invece regolata da una distinta convenzione di lavoro; pertanto l’adesione a queste ulteriore attività lavorativa parallela è prettamente su base volontaria dei singoli professionisti e risponde anche alla effettiva disponibilità temporale che il singolo medico può dedicare ad un lavoro extra.
Quindi il non aver sottoscritto un secondo contratto di lavoro non può e non deve essere valutato come scarsa volontà collaborativa; peraltro dei circa venti (20) medici presenti sul territorio, solo sei (6) professionisti hanno sottoscritto il secondo contratto, e li ringraziamo per la loro scelta. Gli altri non devono però essere demonizzati o accusati di nulla, poiché tuttora continuano a garantire una costante collaborazione gratuita verso la nostra Sanità Territoriale. La loro distinta scelta nasce infatti da molteplici motivazioni tra le quali in particolare la mancanza, da parte della ASUR, di chiarezza organizzativa e di valide garanzie rispetto alla presenza di un adeguato personale e di adeguate strumentazioni diagnostiche dedicate alle cure intermedie. Pertanto, la gran parte dei medici, non avendo avuto tali essenziali garanzie, non ha ritenuto opportuno sottoscrivere un parallelo contratto di lavoro che avrebbe messo a rischio il già affollato operato professionale, a discapito soprattutto dei pazienti.
Dott. Marco Buccetti
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