Garibaldi censurato

“Posizioniamo l’epigrafe di Cavallotti sul monumento di Garibaldi!” L’appello del dott. Sergio Beccacece è rivolto al Comune di Loreto responsabile di non aver mai risolto una controversia, diventata caso nazionale, provocata dal contenuto dell’epigrafe destinata al busto di Garibaldi, collocato nell’omonima piazza. Ad oggi, dopo 131 anni dalla sua inaugurazione, la scultura del generale è priva di iscrizione nonostante fosse stata scritta dall’onorevole Felice Cavallotti. Tutto ebbe inizio nel 1883 quando un gruppo di cittadini di Loreto costituì un comitato promotore per la creazione di un monumento a Giuseppe Garibaldi incaricando per l’epigrafe il politico radicale, nonché poeta, fondatore e capo carismatico dell’estrema sinistra, in più anticlericale, Felice Cavallotti, il quale scrisse:

Loreto

nota ai due mondi

per i miracoli della superstizione

qui con affetto

con orgoglio italiano

scrive il tuo nome

o Garibaldi

o liberatore

che terribile e buono

ai due mondi portavi

i miracoli

dell’amore armato

Aprile MDCCCLXXXXIV

 

La frase “Loreto / nota ai due mondi / per i miracoli della superstizione” fu mal tollerata dal Vescovo, l’allora mons. Tommaso Gallucci, il quale richiese di cancellare l’offesa di Cavallotti. La proposta fu discussa durante la riunione dello stesso comitato e venne respinta dalla maggioranza dei presenti. A questo punto fu chiamata in causa la prefettura di Ancona che in un primo momento non trovò motivo di censura, mentre dopo 18 giorni emanò un decreto di proibizione ritenendo la frase offensiva verso la città. L’argomento finì preda della stampa nazionale e infine fu discusso anche alla Camera dei Deputati. Qui Cavallotti mostrò persino la lettera di un sacerdote poco propenso a credere sulla traslazione della Santa Casa come evento miracoloso, e citò inoltre Monaldo Leopardi, il Vogel e altri personaggi.

La querelle continuò quando il prefetto di Ancona, rispondendo a una richiesta di precisazioni da parte del ministro dell’interno–presidente del Consiglio dei Ministri Depretis parlò, come se non bastasse, di “credenza religiosa della gente di campagna non capace di ragionare”. Depretis ci mise un po’ a calmare gli animi e alla fine il suo ragionamento si sviluppò su due temi: primo sulle convinzioni della massa che non vanno disprezzate perché si rischia di creare problemi di ordine pubblico; in secondo luogo, perché quelli che si chiamano “miracoli della superstizione” sono un riferimento essenziale di natura economica a sostegno degli interessi di quella popolazione. La decisione, quindi, fu rimandata al sindaco di Loreto Antonio Tassetti che invece di risolverla, si astenne da qualsiasi intervento.

Depretis sorvolò sul fatto che il municipio avesse abdicato a esercitare i poteri in rappresentanza della popolazione loretana; si concentrò invece sul pericolo per l’ordine pubblico cittadino che sarebbe derivato dalla collocazione dell’epigrafe di Cavallotti, il quale nella sua replica parlò di governo che cerca “l’assolutoria del Vaticano”. Sull’argomento intervenne, chiamato in causa da Cavallotti, il senatore jesino Teodorico Bonacci il quale si sbilanciò a favore di Cavallotti. Bonacci non apprezzò l’atteggiamento della giunta di Loreto che scaricò su altri le proprie responsabilità e competenze.

Di questo argomento ha parlato Lino Palanca, direttore della rivista Lo Specchio e recentemente nominato dal ministro Franceschini Membro della Deputazione Storia Patria delle Marche, durante l’incontro del 5 dicembre all’UNIPER nel corso Storie e Personaggi Recanatesi, diretto dal dott. Sergio Beccecece. Come scrive nel suo articolo “Garibaldi, la lapide nata muta”, questa “è una vicenda nata male, cresciuta a dismisura e il cui vero protagonista, il generale, attende ancora gli sia reso completo l’omaggio dovutogli. Il monumento a Garibaldi, opera di Ettore Ferrari, fu inaugurato il 4 aprile 1886. L’epigrafe di Cavallotti non vi apparve allora né mai più.”

Ecco allora l’appello del dott. Beccacece all’amministrazione comunale di Loreto che sollecita l’immediata sistemazione dell’epigrafe sul monumento dell’Eroe dei due Mondi, simbolo assoluto e universale di tutte le battaglie per la libertà: “Anche la Chiesa ufficiale non ha mai parlato di miracolo; quella della casa arrivata in volo a Loreto è una pia tradizione che non va assolutamente offesa, ma ora è tempo di porre rimedio a questo oltraggio storico e posizioniamo sul monumento l’epigrafe di Felice Cavallotti; altrimenti perché ci definiamo liberi e democratici ?”

Foto di Lino Palanca

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Nikla

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