Pio Monti ricorda Christo

Il gallerista marchigiano famoso per essere stato un pioniere dell’arte contemporanea, ricorda la sua amicizia con Christo, l’artista recentemente scomparso.

“Un Pio ricordo” potrebbe essere il titolo dell’articolo conoscendo l’ironia del famoso gallerista, uno dei primi a portare in Italia le opere di Christo.  La loro amicizia risale al 1968 quando l’artista bulgaro con la moglie Jean-Claude è a Spoleto in occasione dell’11esimo Festival dei Due Mondi. Il duo di artisti realizzò Wrapped Medieval Tower e Wrapped Fountain, iconiche installazioni in polipropilene bianco fissato con la corda che copriva antiche strutture trasformandole in nuove architetture. “Ci incontrammo in quell’occasione – ricorda Pio Monti – e da quel momento iniziammo a frequentarci. Nel 1974 tornò a Roma per l’impacchettando dei quattro archi di Porta Pinciana. Ci incontravamo in varie occasioni nei locali di Via Veneto con altri artisti amici, Ubaldo Bartolini e Gino De Dominicis, marchigiani come me.

Pio Monti è come un fiume in piena e racconta quando si sono incontrati l’ultima volta ad Assisi il 17 settembre 2017: “Christo era protagonista di un incontro nell’ambito del “Cortile di Francesco”. Per l’occasione ho fatto stampare delle T-shirt con una foto del 1978, ritratti mentre stavamo guardando una diapositiva, e la scritta “when we were old”. Mi sono presentato a sorpresa con un gruppo di amici. Tutti indossavamo la maglietta e Christo fu molto contento e divertito nel vederci, tanto da autografarle. Poi, prima di salutarci, il suo ricordo è andato ancora una volta a Jean-Cloude. Al ritorno la visione di un crocifisso, impacchettato per motivi di restauro, ancora una volta condusse il mio pensiero a loro e alla loro arte di dare risalto e cambiare il valore estetico di ciò che si vede attraverso l’occultamento. Tra di noi c’era una certa complicità e il suo nome sarà inserito nel libro che uscirà a fine anno, insieme a quello di altri famosi artisti di cui mi sono occupato, “OreCCHIO da mercante” il racconto dei 50 anni della mia attività .”

Poi ritorna indietro nel tempo e rammneta quando spesso andava a trovarlo nella sua casa a New York. “Una volta ci andai con Bartolini. Mi diede un quadro da regalare a mio figlio Gino. Si tratta dell’installazione lungo la valle di Rifle, in Colorado quando furono appesi 12.780 mq di nylon arancione. Lo invitai a Macerata con la moglie Jean-Claude che chiamavo confidenzialmente “Christina” poiché la coppia sembrava una sola cosa. Christo e Christina pensarono di impacchettare la torre con l’orologio astronomico in Piazza della Libertà ma, purtroppo, non ci furono le condizioni. Evidentemente i tempi a Macerata non erano maturi per accettare una simile installazione.

Christo, Valley Curtain, Rifle, Colorado, 1970-72, 70×100 cm. Proprietario Gino Monti

Pio Monti, gallerista visionario, sapeva perfettamente che il progetto di Macerata poteva essere il Wrapped Clock Tower delle Marche e avrebbe portato valore ad una regione ancora oggi lontana dall’arte contemporanea. E così la provincia marchigiana ha perso un’occasione, ma l’idea, come un sogno, rimarrà nella nostra immaginazione.

Nikla Cingolani

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