Piccolo è bello. Gli ambienti in miniatura di Renzo Guardabassi

Gli ambienti di Renzo Guardabassi sembrano evocare Alice nel Paese delle Meraviglie dopo aver mangiato la torta che la fa crescere. Le piccole stanze, arredate con cassettoni, armadi addobbati con camice e piccoli vestiti, letti, poltrone con cuscini di stoffa, sono parte di una collezione di ambientazioni in miniatura molto singolare per la qualità della manifattura e per la ricostruzione.  Sono oggetti creati con passione e gusto, progettati e realizzati nei minimi dettagli. Tali creazioni richiedono, padronanza della tecnica, arte della decorazione e dell’arredamento, mentre per il cucito, il ricamo, i lavori a maglia etc…c’è la sensibilità, il tocco e l’abilità manuale di sua moglie Anna.

Il signor Renzo è un pensionato ed abita a Recanati nel quartiere di Castelnuovo. Ha iniziato a costruire le miniature  5 o 6 anni fa quando, per scherzo, realizzò un piccolo comò con cassetti contenenti una somma di denaro da regalare ai suoi figli per Natale. Successivamente talento e creatività prendono il sopravvento, così inizia la produzione di ambienti familiari con pezzi d’arredamento stile anni 50. Nascono stanze da letto, salotti, cucine, soggiorni, ambienti caldi e familiari costruiti con una cura maniacale e attenzione per i dettagli. Poi si concentra sulle attività e negozi: farmacia, cantina, gioielleria, bar e così via, fino ad arrivare agli studi di un notaio e di un marchese. Le sue miniature in mostra appaiono come la riproduzione di un grande salone di arredamento con i diversi ambienti da visitare. La precisione microscopica rende queste miniature dei veri e propri oggetti da ammirare a bocca aperta.

Photo courtesy ©PaoloFarina

La sua ultima opera non è più di fantasia ma dedicata al modellismo storico. Si tratta della riproduzione in scala 1:10 del coro ligneo della cattedrale di San Flaviano un lavoro del ‘600 progettato e d eseguito dal falegname Agostilio Vangelisti di Ripatransone. Dopo aver chiesto il permesso al parroco, Don Pietro Spernanzoni, ha fotografato e preso le misure ad ogni stato di avanzamento dei lavori, svolti in varie fasi e durato sei mesi. Ora il modello del coro del Duomo, perfetto nei suoi dettagli, è in bella mostra in una vetrina del centro di Recanati.

Qualche illustre esempio

Fin dal medioevo, tra gli artigiani del mobile, era diffusa l’abitudine di realizzare modellini in falegnameria, da mostrare al cliente, o a volte giocattoli per bambini. In architettura il modellismo è uno strumento utile per i progettisti poiché la rappresentazione fisica del progetto in scala è fondamentale per la narrazione di qualsiasi idea. Basti ricordare la cosiddetta “Torre Tatlin” il Monumento alla Terza Internazionale di Vladimir Tatlin del 1917 che non fu mai realizzato restando allo stadio di modello, mentre la sua carica innovativa scatenò molte discussioni e, nel tempo, è diventato un segno chiaro di evoluzione dell’umanità attraverso l’architettura.
Bellissimi e inquietanti i diorama in scala 1:12 di Frances Glessner Lee, prima donna nominata capo di polizia, con la ricostruzione delle scene di famosi crimini. Impressionanti per la qualità di realizzazione, sono utilizzati ancora oggi come strumenti per addestrare i giovani investigatori.
Anche un artista come Marcel Duchamp, padre assoluto dell’arte contemporanea, si è fatto sedurre da questa pratica con Boîte-en-Valise del 1941, un museo portatile di repliche di sue opere contenute in una valigia. Nell’edizione deluxe 20 valigie contengono, oltre alle riproduzioni in miniatura delle sue opere, un “originale” diverso per ogni valigetta, e differiscono tutte tra di loro per piccoli dettagli e varianti nel contenuto.
Il mondo della moda nel 1945, a guerra finita, lancia il Théâtre de la Mode che debutta al Museo delle Arti Decorative all’interno del Louvre. Le scenografie sono di Jean Cocteau, e al posto delle modelle ci sono dei manichini in scala ridotta, il corpo realizzato in fil di ferro e le teste di gesso. Una mostra itinerante che portava in scena le ultime creazioni delle maison più importanti di Francia.
Il modellismo è di tendenza. Lo dimostra l’ultimo video di Matteo Garrone, pluripremiato per film come Gomorra, Dogman e Pinocchio, per pubblicizzare la haute couture della maison di Christian Dior, avviata in piena quarantena. “le Mythe Dior” è una collezione chiusa in un baule che trasforma la storia in fiaba tra statue che si animano, ninfe e sirene affascinate dai piccoli abiti trasportati da due fattorini in livrea.
Una poetica della piccolezza che fa rima con bellezza.

Nikla Cingolani

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