Paola Ballesi: Premio Pannaggi per un futuro Sistema dell’Arte Marchigiano

Un premio per non lasciare soli i giovani artisti che sono costretti ad andare fuori dalle Marche per avere delle opportunità.” Con queste parole Paola Ballesi, durante la celebrazione di conferimento della Prima Edizione del Premio Pannaggi/Nuova Generazione andato a Marco Cingolani, ha auspicato che possa risorgere un Sistema dell’Arte Marchigiano dove il binomio Arte-Impresa possa realmente trovare la sua ragion d’essere, apportando benefici ad entrambe le parti.

La cerimonia si è svolta ieri nello storico Palazzo Ricci, sede della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata dove è conservata una delle più importanti e particolari collezioni di arte moderna nel panorama del collezionismo privato di origine bancaria, iniziata con l’acquisto del dipinto ‘Treno in corsa’ del pittore futurista maceratese Ivo Pannaggi. “Quale sede migliore, dunque, per questa prima edizione, poiché palazzo Ricci è la casa di Ivo Pannaggi” ha detto Rosaria Del Balzo, Presidente della Fondazione Carima. Il Premio nasce dall’esigenza di sostenere e valorizzare le attività legate alla diffusione e allo sviluppo dell’Arte Contemporanea e per questo motivo Stefania Monteverde assessore alla cultura e vicesindaco di Macerata fin dall’inizio ha creduto e incoraggiato questa importante iniziativa culturale che attualizza un personaggio come Ivo Pannaggi, un artista che si è aperto alle avanguardie europee e ha inseguito il nuovo in tutto il mondo. In 4 punti la Monteverde ha riassunto le potenzialità di un territorio che grazie a iniziative come queste, tra tradizione e innovazione, sviluppa la crescita del valore sociale ed economico.  “Non ho paura di essere retorica parlando di “rete” ma il progetto MaMa con oltre 50 comuni e imprese che aderiscono al distretto turistico della Marca Maceratese  stiamo investendo sullo sviluppo fondato sulla cultura per rilanciare un’immagine  stimolante e creativa.” Non poteva mancare Marco Pannaggi, il figlio dell’artista futurista e animatore del Centro Studi Pannaggi, il quale già conosceva le opere di Cingolani e ne rimase affascinato. Non è mancato in saluto via mail anche da Nino Ricci, socio onorario di Amici di Palazzo Buonaccorsi.

Il premio prevede un riconoscimento in denaro che è stato consegnato da Nando Ottavi della Simonelli Group main sponsor di questa edizione e una personale, dal titolo Projections and Visions, a cura di Paola Ballesi presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi che insieme alla Regione Marche, al Comune di Macerata, Macerata Musei e alla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, ha promosso l’evento. Molto soddisfatta anche l’assessore alle culture di Recanati Rita Soccio che conosce molto bene l’artista essendo di Recanati dove vive e lavora. Inoltre hanno partecipato insieme alla 54° Biennale di Venezia.

Motivazione del premio

La commissione del Premio Pannaggi/Nuova Generazione, Prima edizione 2018, composta da Paola Ballesi, Katiuscia Cassetta, Nikla Cingolani, Paolo Gobbi, Loretta Fabrizi, Marina Mentoni, Luigi Ricci, ha assegnato il prestigioso riconoscimento all’artista Marco Cingolani con la seguente motivazione:

Il giovane artista crea opere raffinate ed installazioni con materiali di ferro ed ottone portando le sue sculture al limite dell’equilibrio e oltre la soglia della stabilità allo scopo di sondare nuove possibilità costruttive e immaginative. Sculture, grafiche ed installazioni che esplorano il vuoto e catturano energie cosmiche e psichiche in esili e fluttuanti architetture ambientali piene di potenziali vitali e inaspettate suggestive visioni.

La curatrice Paola Ballesi ha infine spiegato l’affascinante percorso espositivo dove “appaiono come per incanto ologrammi di figure umane che ricordano la nascita della scultura moderna inaugurata sul far del secolo scorso dalle forme aperte e il modellato vibrante e sciolto nella luce di Medardo Rosso. Tra la selva di frammenti vettoriali e linee-forza materiali aggiornate secondo i più recenti paradigmi scientifici ma sorprendentemente sulla lunghezza d’onda delle sintesi plastiche di Ivo Pannaggi, la scultura di Marco Cingolani in gara con la scienza sonda il reale per consegnare ancora una volta all’arte il primato della “visione”, quello straordinario spettro immaginativo, quell’unica, insondabile e incalcolabile potenza divinatoria capace di rendere visibile l’invisibile.

Biografia: Marco Cingolani (Recanati, 1985) dopo aver compiuto gli studi artistici, nel 2004, si è iscritto alla scuola di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Conseguito il diploma di primo e secondo livello, entrambi con il massimo dei voti e la lode della commissione, ha svolto l’attività di cultore della materia presso la cattedra di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Macerata presieduta dal professore ed artista Franko b. Nel 2011 frequenta il T.A.M., scuola di alta formazione nel Trattamento Artistico dei Metalli, presieduta da Arnaldo Pomodoro. Ha svolto attività seminariali come docente presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Attualmente ricopre l’incarico di coadiutore tecnico di laboratorio presso gli indirizzi di Scultura e Grafica d’Arte, nell’Accademia di Belle Arti di Macerata.Vive e lavora a Recanati. Tra le sue esposizioni più significative Talenti di Marca alla Mole Vanvitelliana di Ancona, la 54° biennale di Venezia.  Citato nel libro di Lucia Cataldo “Dal museum theatre al digital storytelling. Nuove forme della comunicazione museale fra teatro, multimedialità e narrazione”, ed. Franco Angelo, 2011.

A raccontare la mostra, che rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2019, il catalogo bilingue.

 

Nikla Cingolani

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