Open Studio “IN DOMUM” a Braccano

Si è svolto venerdì 13 dicembre a Braccano – Matelica, presso il Centro Studi e Museo della Resistenza Don Enrico Pocognoni, il secondo open studio “IN DOMUM”, il progetto selezionato tra i vincitori del bando nazionale “Per Chi Crea” promosso da MIBACT e gestito da SIAE, presentato dall’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi e firmato dell’artista Adinda Putri Palma. All’incontro aperto al pubblico erano presenti il Sindaco di Matelica Massimo Baldini, l’assessore alla cultura Giovani Ciccardini e il Comitato di Quartiere di Braccano.

L’artista ha spiegato il suo percorso creativo e lo sviluppo dell’opera direttamente connessa al progetto di autocostruzione della propria casa lesionata dal terremoto, mentre l’architetto Giuseppe D’Altilia e l’ingegnere Renato Vincelli progettisti della casa dell’artista hanno centrato il loro discorso sulla bioedilizia, nello specifico le case in legno e paglia, tipologia costruttiva scelta dall’artista oltre per la motivazione etica anche per ridurre l’impatto ambientale ed il consumo energetico. L’opera IN DOMUM è il risultato di una riflessione sul concetto di casa e cultura dell’abitare in rapporto alle dinamiche sociali e ambientali, nata dall’esperienza di due eventi straordinari che hanno segnato la vita dell’artista: un viaggio in bicicletta dall’Inghilterra all’Italia e il terremoto. Nel 2016 da Bristol, dove ha lavorato come Pittore assistente presso SCIENCE (UK) Ltd lo studio di produzione dell’artista britannico Damien Hirst, il più controverso e quotato dei nostri tempi, decide con il suo compagno di andare verso casa – in domum appunto – in bicicletta. Nel frattempo il sisma sconvolge il territorio marchigiano. Da questo momento il viaggio diventa ricerca, incontro e partecipazione attiva con le realtà europee che si occupano di autocostruzione, molto diffusa in Europa, di case in bioedilizia con modalità alternative e innovative rispetto all’edilizia tradizionale in cemento armato anche considerato il minor impatto ambientale che queste tecniche implicano . Nel 2017 torna a Braccano e decide di realizzare la propria casa passiva in legno e paglia. Nella primavera di quest’anno avvia il cantiere di autocostruzione in collaborazione con “A.R.I.A. familiare”, l’associazione nazionale che ha creato un modello di organizzazione di cantiere facendo rientrare a pieno titolo nella normativa vigente l’autocostruzione familiare tuttavia considerata ancora una tematica borderline.

L’opera d’arte IN DOMUM è un volume ad arco, alto 3,6 m., largo 3 m. e profondo 1 m. costruito in legno e paglia, intonaco e pittura gli stessi materiali della casa, questo perché i materiali possano veicolare l’innesco al dibattito sui temi dell’edilizia sociale e a basso impatto ambientale nonché come risposta all’adeguamento sismico che queste tecniche costruttive offrono. La forma invece è ripresa dalla famosissima Annunciazione di Lorenzo Lotto conservata nel Museo Villa Colloredo Mels di Recanati. “Lorenzo Lotto in questo quadro – come ha spiegato l’artista – non ha utilizzato l’arco solo come elemento scenografico ma come un dispositivo simbolico perché proietta una circostanza soprannaturale all’interno dell’ambiente domestico della Vergine.” L’opera vuole essere un omaggio all’artista veneziano legato indissolubilmente alle Marche, con una lettura contemporanea di impronta tendenzialmente concettuale soprattutto per quanto riguarda la parte pittorica. Mentre una facciata sarà dipinta con una composizione di tasselli quadrati, frutto di una ricerca sulle opere del Lotto per creare un campionario delle scelte cromatiche lottesche, l’altra rimarrà a vista per evidenziare lo scheletro della struttura. L’artista non solo mette in pratica una metodologia di studio appartenente al Bauhaus, ma si misura con un percorso proposto da Damien Hirst e la serie di sculture anatomiche in cui mostrano il corpo per metà coperto dalla pelle e per metà i dettagli anatomici.

L’artista ha ritenuto opportuno organizzare un open studio aperto a tutti per mostrare una tipologia costruttiva che, in un contesto di emergenza ambientale, rappresenta un’ottima risposta all’azione sismica del terremoto e aprire così un dialogo con l’opinione pubblica. In conclusione ha affermato che l’autocostruzione rappresenta un esercizio di autodeterminazione e sfida contro l’immobilismo che attanaglia la sua generazione: “In questo stato di stagnazione volevamo fare la differenza, anche con il massimo sforzo, e allargare il discorso nell’ambito dell’architettura e delle possibilità che questa  pratica può dare.”

In questo modo le forme dell’architettura rispondono ad esperienze artistiche, libere da contenuti funzionali, ma cariche di significati simbolici ed espressivi, strettamente legati al “senso della vita” che guida un’epoca specifica o più semplicemente il singolo artista.

N.C.

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Nikla

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