MEMENTO un’opera per non dimenticare il sisma 2016

Oggi 24 agosto 2021 si ricorda il terremoto che cinque anni fa ha devastato il centro Italia. La sequenza sismica detta “di Amatrice-Norcia-Visso” è stata una delle più importanti e funeste che, in questo secolo, ha colpito il territorio nazionale coinvolgendo un’area di circa 8000 km quadrati, 140 Comuni e circa 600.000 persone. Per questo ho deciso di pubblicare un vecchio progetto dal titolo MEMENTO, mai realizzato, per non cancellare le tracce della quotidianità interrotta dalle scosse sismiche.

In quelle ore abbiamo vissuto momenti di disperazione, abbiamo visto vite inghiottite dalle macerie, case sventrate, paesi spettrali da brividi, ma il peggio doveva ancora arrivare: il 30 ottobre 2016 la scossa più forte di magnitudo 6,5 ha prodotto di nuovo numerosi crolli e preoccupanti effetti idrogeologici.

L’arte, grazie alle sue qualità etiche ed estetiche, può esorcizzare il dolore e aiutare a fronteggiare gli aspetti più negativi della vita, perché un terremoto devasta tutto, ma l’anima non crolla.

MEMENTO è un monumento pensato per Visso, città profondamente legata a Recanati poiché sede di Palazzo Leopardi, residenza estiva di parenti e familiari del poeta, e custode di cento manoscritti del poeta, tra i quali L’infinito e Alla luna.
Per la messa a punto del progetto è stato prezioso l’aiuto dell’architetto Matteo Cipolloni mentre per la grafica l’artista Federica Amichetti. Insieme, sotto il nome dell’associazione ISgallery, lo abbiamo presentato nel 2017 all’allora assessore alla cultura della Regione Marche, oggi sindaco di Loreto, Moreno Pieroni il quale si dimostrò entusiasta tanto da volerlo replicare in forme diverse anche in altri luoghi delle province marchigiane. MEMENTO non è stato mai finanziato né dalla Regione né dal Comune di Visso nonostante il coinvolgimento della Pro Loco.

L’installazione ricorda una colonna di un tempio (per i greci la colonna era simbolo dell’uomo ) lunga 6,5 metri (pari all’intensità del magnitudo), spezzata in 7 parti di ugual lunghezza, più uno di 40 cm, correlati all’orario (ore 7,40) della scossa più violenta. I frammenti, realizzati con gabbia in acciaio da carpenteria, sono riempiti con le macerie provenienti dai luoghi del sisma e raccolte sul posto. Importantissimo il coinvolgimento della cittadinanza per una raccolta delle “tracce del sisma”, conferendo oggetti simbolici da apporre tra le macerie utilizzate. I frammenti, posti su apposito basamento rivestito in acciaio corten, la cui forma ricorda una spaccatura del terreno ferito dal sisma , sono illuminati da un sistema a basso consumo energetico costituito da strip led disposti su basamento e spot led disposti a terra.

Marc Augè nel suo “Rovine e macerie. Il senso del tempo”, afferma che il fenomeno delle macerie appare come la prefigurazione di un mondo senza rovine, di un mondo in cui il tempo sarà azzerato e che, per tale ragione, non avrà più storia. Infatti, secondo Augé il tempo ci viene donato dalle rovine.
Accade il contrario con il fenomeno delle macerie che pongono subito dei problemi di gestione: come sbarazzarsene? Che cosa ricostruire?  “La storia futura non produrrà più rovine perché non ne ha il tempo”

L’affermazione di Augè trova nell’arte il modo per ritrovare il tempo e credere alla storia. Con l’opera MEMENTO le macerie diventano rovine per non dimenticare un passato che altrimenti andrebbe perduto.

-Nikla Cingolani

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