Mission “Impossible”

Mission “Impossible”
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Maurizio Galimberti il celebre maestro dell’istantanea qui nelle Marche per ritirare il Premio Ghergo alla carriera, consegnatogli da Vittorio Sgarbi (Leggi articolo)

Una serata imperdibile al Teatro La Rondinella di Montefano, dove Maurizio Galimberti ha realizzato in una live performance il ritratto dal vivo di Sabrina Colle, madrina della serata. Dopo aver ricevuto il premio alla carriera, inizia la performance precisa che userà la pellicola “Impossible”. In pochi minuti entra in sintonia con la modella e, appoggiandole la Polaroid al viso, compie il suo fantastico ritratto.

Galimberti E’ velocissimo. Scatta senza sosta mentre Alessandro Scattolini, premio come miglior giovane talento, diventa per pochi minuti il suo assistente. A lui il compito di prendere le pellicole appena escono dalla macchina. Il ritratto, una volta composto e con la pellicola ancora in corso di sviluppo, è stato collocato nella cornice vuota in una sala dello Spazio Ghergo dove è stata allestita la mostra.

Ad un occhio allenato come quello di Vittorio Sgarbi non è certo sfuggito di come la struttura di quest’opera sia stata cambiata rispetto alle altre. Infatti, si è accorto, immediatamente che, a differenza della maggior parte dei ritratti, quasi sempre sottoposti ad un moto centrifugo, questo abbia un movimento centripeto, che consegna all’immagine un’interessante composizione “a farfalla”.

E’ difficile dare una definizione a Maurizio Galimberti. Fotografo, artista, photo designer, meglio conosciuto come “Instant Polaroid artist”, è famoso per i suoi “mosaici” composti con una serie di singole Polaroid allineate come tessere e incollate secondo una precisa sequenza. Sia nella visione di città, sia nella realizzazione di ritratti, le sue scomposizioni e ricomposizioni sono uniche non solo per stile. Nell’epoca della riproducibilità tecnica crea pezzi unici e irripetibili che hanno ridotto la fotografia ad un ossimoro, riconsegnando all’opera d’arte la sua aura e perciò la sua unicità. Per la fotografia “la questione della stampa autentica non ha senso”,[1] ma ora, con Galimberti è tutto diverso perché, dell’opera, c’è una sola copia.

Solo la tecnica è la stessa: prima inquadra ogni singola porzione di ciò che ha davanti – per i ritratti si appoggia al viso della persona girandole intorno – e poi sistema le istantanee secondo la precisa sequenza di scatto. Durante l’assemblaggio il mazzo di pellicole non viene mescolato, non viene fatto nessun cambiamento. Inizia a disporre le “carte” sul ripiano come in un solitario  dove la sorpresa è data dall’autosviluppo. Tutto il resto è esattamente progettato e ricostruito secondo l’immagine corrispondente alla sua precisa visione concettuale. La ricerca di dinamismo si fonda sull’arte futurista di Bragaglia, Boccioni e Duchamp (Nudo che scende le scale). Il ritmo “musicale” delle immagini suggerisce la vivacità e l’energia delle emozioni. Un pittore della fotografia, si direbbe, che costruisce architetture con elementi ritmici, montati in forme geometriche e poetiche, perchè, come nel disegno tecnico, la poesia permette di eseguire un’astrazione.

E con la pellicola “Impossible” non sbaglia un colpo. E’ certamente diverso da Ethan Hunt/Tom Cruise, ma compie sempre la sua “Mission” e la porta a termine con grande professionalità e determinazione.

 

[1] Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi, Torino, 2000, pag. 27


Durante il corso dell’inaugurazione Fabio Marianipresidente dell’associazione Obiettivo per tutti Le Grazie e consigliere nazionale FIAF, ha donato a Galimberti alcune copie del calendario “La nostra Terra” contenente un’immagine del maestro raffigurante un angelo tratto dagli affreschi della Chiesa di San Nicola a Tolentino.

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Nikla

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