Marisa Settembrini e il suo omaggio a Leopardi

Fino al 31 maggio nella Chiesa di San Vito si può ammirare l’installazione di Marisa Settembrini dedicata a L’Infinito di Giacomo Leopardi dal titolo “Nel silenzio degli spazi infiniti. Omaggio a Giacomo Leopardi”. La mostra è aperta tutti i giorni, il mattino dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 19, grazie alla collaborazione e disponibilità del Circolo Culturale Filatelico e Numismatico Recanatese.

L’installazione si presenta come un susseguirsi di teleri della stessa dimensione in cui sono rappresentati i principali temi dell’idillio come lo spazio, il silenzio e il tempo. Entrando nell’ambiente sacro della chiesa si ha come l’impressione di assistere ad una composta e silenziosa processione laica che avanza verso la direzione infinita dell’arte e il suo mistero. Scrive Rainer Maria Rilke “più indicibili di tutto sono le opere d’arte, misteriose esistenze, la cui vita, accanto alla nostra che svanisce, perdura.” L’arte riesce a trovare nuove domande e nuove idee sul tempo che scorre e si ferma all’infinito nell’arte.

L’esposizione è stata inaugurata venerdì 10 maggio alla presenza del Sindaco Francesco Fiordomo e dell’Assessore alla Cultura della Regione Marche Moreno Pieroni il quale ha ricordato il legame con il critico Carlo Franza, curatore della mostra, per le passate collaborazioni riguardo le sculture installate sulle rotonde della città quando era Sindaco di Loreto. Presente anche l’artista Bruno Mangiaterra.

Quando parlo della prof.ssa Settembrini mi sdoppio perché sono il marito” ha detto Franza che oltre ad essere critico e giornalista è professore ordinario alla Sapienza della scuola di specializzazione di Storia dell’Arte essendo stato allievo di Giulio Carlo Argan.

Nel suo intervento durante l’inaugurazione ha presentato le opere della Settembrini come un lavoro di stampo internazionale per il suo percorso artistico e per rientrare nell’anno delle celebrazioni per i 200 anni della stesura de L’Infinito.  “La mostra costruita appositamente per l’occasione” ha speigato Franza “è composta da 41 teleri suddivisi in 8 capitoli e attraversano il discorso del tempo dettato dai giorni, dai mesi e dagli spazi. Tanti artisti hanno lavorato sul tema dell’infinito. Il tema dell’infinito va letto in chiave filosofica. Quando Leopardi si avvicinò eravamo nel clima illuminista e lo spazio, a volte sereno a volte inquietante talvolta è spazio vuoto e porta verso un dramma profondo. Con la frase “io nel pensier mi fingo” Leopardi ha motivato questo senso umano e esistenziale del pensiero e per andare oltre in queste opere abbiamo il bosco invernale e il bosco vegetale con le parole che galleggiano in questo magma colorato. Poi c’è il tema della rosa, fiore che nasce e finisce, legato al tempo come la vita dell’uomo che si consuma.

N.C.

Clicca e ascolta l’intervista a Marisa Settembrini

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Nikla

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