Liceo artistico di Macerata: l’arte che produce benessere

Un ultimo giorno di scuola indimenticabile quello del liceo artistico Cantalamessa di Macerata con una festa divisa in due momenti: l’inaugurazione di un murales e la presentazione delle tele commissionate dalla Fondazione Pro Hospice di Loreto.

Dopo il saluto del preside Claudio Mengoni la parola è passata al dott. Alessandro Gambini da poco in pensione ma per 20 anni si è occupato di cure palliative che si mettono in atto quando il paziente è alla fine e si ha  cura delle loro famiglie. Il dottore si è detto entusiasta di aver raggiunto un obiettivo così importante come l’aver ricevuto le tele che andranno appese nei reparti per dare sollievo in un luogo di dolore: “Nel 500 gli ospedali erano tutti affrescati – ha detto Gambini –  e l’arte, oggi come allora, può dare conforto e così abbiamo contattato le scuole che producono l’arte .”

La professoressa Veronica Rossetti ha presentato il Murales “L’Uomo in misura con la Natura”.
Il progetto nato lo scorso anno, poi interrotto dalla pandemia, ha l’intenzione di rendere più accogliente e più intimo uno spazio all’interno della scuola. È un’area all’aperto molto piccola ma particolarmente preziosa perché qui i ragazzi si incontrano non solo a ricreazione ma anche nel cambio dell’ora e dopo le interrogazioni per rilassarsi. Una sorta di alcova che è un fulcro di energie. L’obiettivo mirava alla realizzazione di un lavoro dove superare l’individualità . “Mi interessava coinvolgere tutta la comunità scolastica – ha spiegato la Rossetti – ed è stato pensato ad un concorso. Dopo aver assegnato il tema “La Natura e Bellezza” è stato chiesto ai ragazzi di dare la loro lettura in chiave anche molto personale e poi soprattutto dare un significato alla parola bellezza che a volte rimane come un qualcosa di molto astratto. Le classi 3°f e 3°b dello scorso anno, oggi quarte, hanno ripreso in mano il progetto e una giuria di docenti ha selezionato i 5 lavori che sembravano più adatti al contesto e che sviluppavano meglio le tematiche che dovevano rappresentare. Questi 5 lavori sono stati utilizzati per un contest on line dove tutta la comunità scolastica, compresi ovviamente gli studenti, dovevano votare il loro bozzetto preferito. Scelto il bozzetto si è svolto il lavoro. Sono state chiamate 10 classi quindi anche le classi del biennio, classi prime e seconde, La quarta  classe di Architettura e ambiente  per i rilievi, e il risultato è un bel lavoro corale. Lo sfondo è molto particolare perché ogni studente ha potuto esprimere la loro personalità  lasciando il proprio segno pittorico”. Al progetto oltre alla Rossetti hanno collaborato i docenti Daniela Quagliatini, Nada Cingolani e Martina Pesaresi. Al murales vi hanno collaborato  130 ragazzi ed è stato iniziato a dipingerlo il 2 maggio e ultimato con l’aggiunta di una fontanella a forma di conchiglia scolpita in legno dal collaboratore scolastico Dino Nardi. Il murales è stato inaugurato venerdì 4 giugno, ultimo giorno di scuola.

A vincere è stata Letizia Bettucci con un risultato quasi unanime. “Sono stata ispirata dall’arte greca che mi appassiona moltissimo così ho pensato una statua da cui fuoriuscisse la natura perché l’uomo fa parte di essa e inevitabilmente ne è sottomesso. Volevo dare un senso di pace e armonia perché molte volte la scuola accende un po’ gli animi e spero di riuscire a comunicare questi concetti. Ho preferito concentrarmi più sulle emozioni che sul significato perché il murale si trova in un luogo di passaggio e molte persone lo vedranno sia adesso che in futuro.

Infatti l’opera rispetta i temi fondamentali della cultura greca che sono l’Uomo e la Natura indagata in ogni aspetto dove l’uomo è centrale e diventa misura di ogni cosa. Nel murales al centro in primo piano lo sguardo viene catturato dal frammento di una “venere” in rovina che si stacca dal resto del corpo e rimane sospeso in un tempo indefinito. Un piccolo dettaglio metafisico che diventa metafora del tempo sospeso vissuto durante il lockdown e rischia di perdersi in un fondale dove la natura prevale con i suoi colori, ma sta lì a ricordare la ferita fisica e sociale causata dalla pandemia che solo il vaccino dell’amore e della cura può rimarginare. A dare un senso di leggerezza ecco un paio di ali spuntare dietro la piccola scheggia e altre piume – simbolo di libertà che tanto è mancata in questo periodo – svolazzare tra i fiori.

-Nikla Cingolani

Letizia Bettucci davanti al suo bozzetto
Il murales “L’Uomo in misura con la Natura”
La fontanella
Le opere consegnate alla Fondazione Pro Hospice di Loreto. Al centro il dott. Alessandro Gambini
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Nikla

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