Les Alyscamps (F568) un probabile falso di van Gogh

COMUNICATO STAMPA DI ANTONIO  DE ROBERTIS in data 17 giugno 2020

È sicuramente una buona cosa che la Fondazione Van Gogh stia spostando i suoi maggiori interessi dal punto di  vista meramente commerciale a quello meno redditizio ma più importante della ricerca. L’acquisto di questa unica lettera esistente al mondo, (qui il link dell’articolo della CNN relativo della vendita all’asta della lettera) scritta a 4 mani da Vincent e da Gauguin è un buon inizio, sopratutto se collegato con la mia scoperta nel luglio 2014 dell’unica fotografia esistente di Van Gogh da adulto, scattata l’8 febbraio 1888 all’academie Julian, dove a meno di un metro si vede anche Gauguin, che Vincent aveva da poco conosciuto. Foto divulgata in modo virale da ADNKRONOS il 26 febbraio 2016. I primi frutti si vedono subito, all’occhio attento di un ricercatore puro come me.

Vincent nella lettera in questione dice di aver fatto prima una coppia  di dipinti size 30 sul tema degli Alyscamps e poi di averne aggiunto un altro completamente giallo. E qui si pone una doverosa domanda, che nessuno finora si è posto: ma perchè i quadri catalogati sull’argomento nel 1928 sono 4 se Vincent ne cita come eseguiti solo 3? Già nel 1997, nel corso di un’intervista con Geraldine Norman, in preparazione di un lungo documentario, andato poi in onda il 27 ottobre 1997 su Channel 4, lasciai alla giornalista inglese un elenco di 30 possibili falsi tra cui una delle 4 versioni degli Alyscamps, quella catalogata sotto F568 (mentre 2, F486 e F487, erano già nel primo catalogo della famiglia Van Gogh, redatto dal cognato di Theo, Andries Bonger nella primavera 1892, ed un terzo di proprietà di Ambroise Vollard risulta in una mostra del marzo 1901 da Bernheim). Questo dipinto è quello che più si discosta dalle indicazioni che Vincent dà in questa lettera, per stile e per colore. La presenza poi di un disegno/schizzo abbastanza brutto, segnalato come falso dal curatore De La Faille nelle ultime pagine del suo catalogo riparatore dal titolo LES FAUX VAN GOGH del 1930, da cui il quadro sarebbe derivato, non lascia tranquilli. Anche per il fatto che il primo proprietario del disegno fu Theodore Duret, spacciatore negli ultimi anni di vita, di parecchi falsi. Il disegno poi era stato abbozzato da un mediocre pittore locale di Auvers, tale Léon Giran Max, coevo di Van Gogh, colpevole di altri 9 disegni falsi, solo dopo il 1890 (mentre il quadro sarebbe stato fatto ad Arles nel novembre 1888!). Forse fu proprio lui a fare anche il quadro, perchè non avrebbe potuto inventarsi il disegno così dettagliato, senza avere l’accesso al dipinto, ammesso che fosse stato originale. Per dovere di cronaca il quadro non è mai passato nella collezione della famiglia Van Gogh, fin dall’inizio e la cosa naturalmente getta un’ombra sinistra a favore della sua non autenticità.

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Nikla

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