Leggere, scrivere e…far di conto!

di Matteo Guidolin

La scuola negli anni ha subito molti cambiamenti sia nella forma che nei contenuti ma fa parte di un vissuto comune che tutti, giovani o meno giovani, abbiamo vissuto. La prima nostra esperienza di vita nella comunità inizia dalla scuola e lì si formano buona parte del nostro carattere, del nostro sapere, delle amicizie che durano da una vita. In fondo pensiamo sempre ai “bei tempi andati” di quando eravamo alle elementari e passavamo giorni spensierati, prima tra i banchi di scuola e poi a casa a giocare con i fratelli o gli amici.

Oggi vi vorrei far scoprire Egidio Guidolin, un antiquario curioso, alla continua ricerca delle cose antiche, ma anche affascinato da quelle vecchie, quelle che non si usano più, spesso dimenticate o accantonate in soffitta o nella cantina. La sua più grande passione è sempre stata la ricerca di tutto quello che riguarda la scuola elementare di una volta.

Nascono così le varie mostre organizzate sulla storia delle «elementari» italiane dall’Unità ai primi anni del secondo dopoguerra: grazie alla sua bellissima collezione privata accumulata in trent’anni di ricerca, catalogazione e conservazione di un patrimonio culturale importantissimo.

A riguardo basti pensare che il 14 Settembre 2017 a Macerata i professori universitari di dodici Atenei italiani hanno sottoscritto lo statuto e l’atto costitutivo della Sipse (Società Italiana per il Patrimonio Storico Educativo) durante la terza conferenza internazionale sulla Cultura materiale a scuola.

L’educazione scolastica e la sua storia sono quindi al centro delle più recenti ricerche universitarie e rimangono punto cardine per la formazione delle future generazioni di cittadini.

Egidio Guidolin nel presentare la sua raccolta dice: «Abitavo in una borgata di campagna, distante dal centro del paese e dalla scuola elementare un paio di chilometri. Quando si partiva al mattino, a piedi naturalmente, sia con il bello sia con il brutto tempo, eravamo una bella squadretta e mano a mano che ci si avvicinava alla scuola il gruppo s’ingrossava con l’arrivo dei bambini delle altre borgate. All’andata non ci si distraeva molto perchè bisognava arrivare puntuali al suono della campanella. La scuola era un edificio degli anni ’30. L’ora della ricreazione era la più attesa, la merenda povera, ma era più importante fare capannello e confrontarsi con le figurine per gli scambi.

Al termine delle lezioni, appena poco dopo il cancello, sul marciapiede sterrato c’era il cerchio disegnato per terra, dove si giocavano delle partite a biglie di vetro colorate, uno dei miei giochi preferiti. Il ritorno a casa serbava sempre novità e sorprese, e una delle cose che amavamo di più erano le “battaglie” a sassi tra contrade diverse, con le cartelle usate come scudi. Si davano e si prendevano, ma mai nessuno si lamentava, anzi. La strada che si percorreva era costeggiata da due belle siepi che nascondevano molti nidi d’uccelli, che noi non mancavamo di cercare… Eravamo davvero felici. Forse è per recuperare quei giorni che da tanto tempo raccolgo questi oggetti, questi ricordi, questi pezzetti di felicità».

Vi invito quindi a visitare il sito lascuoladiunavolta.altervista.org per rimanere aggiornati sulle ultime iniziative di Guidolin e per sfogliare il catalogo delle mostre (edito da Publileo con prefazione del giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella) e vi invito ad ascoltare lunedì pomeriggio su Radio Erre dalle ore 16:00 la rubrica “Appuntamento con l’Arte” condotta da Nikla Cingolani in cui sarò ospite. Parleremo della scuola di una volta e delle novità che si presentano per il 2018. Stay tuned!!

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Nikla

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