Le fiere medievali, la fiera di Recanati e la nascita del diritto commerciale

Com’erano organizzate le fiere nel medioevo? Quanto era importante la fiera di Recanati? Quali le regole per disciplinare i rapporti commerciali?

A rispondere è lo storico Marco Moroni  il giorno del Patrono di Recanati durante l’incontro dal titolo “Le fiere medievali, la fiera di Recanati e la nascita del diritto commerciale”. La conferenza si è tenuta presso il Salone del Popolo ed è stata seguita da un folto e interessato pubblico.

La nascita delle fiere

Dopo l’Anno Mille inizia la rivoluzione commerciale con una significativa ripresa economica. Fra l’XI e il XIV secolo all’ impetuoso incremento demografico si associa un ulteriore ampliamento delle aree coltivate, accompagnato da sensibili progressi tecnici in agricoltura e soprattutto la riapertura su larga scala dei traffici mediterranei, che vede protagonisti i mercanti italiani. Sul Mediterraneo orientale si impone l’egemonia di Venezia, che già dal IX secolo valica i confini dell’Adriatico esportando in Oriente legno e ferro in cambio di oro, che sarà poi impiegato sulle piazze bizantine per l’acquisto di beni di lusso (spezie, pietre preziose e tessuti). Nel corso dell’alto Medioevo si assiste a una progressiva integrazione fra le due principali aree economiche delineatesi, quella nordica e quella mediterranea. Entrambe, a loro volta, entrano in relazione economico-culturale con l’Oriente asiatico, determinando una sorta di prima mondializzazione. Formidabile esempio di questo complesso processo saranno le grandi fiere del tardo Medioevo, in primis quelle della Champagne, tutt’altro che una mera esposizione di mercanzie, ma piuttosto veri e propri eventi dalla durata di mesi tanto che a Lanciano nacque un detto riportato dal vocabolario della Crusca: «tu non giungeresti a tempo alle Fiere di Lanciano, che durano un anno e tre dì». Siamo di fronte ad un modello capace di prefigurare i grandi eventi mondiali come l’Expo. La crisi delle fiere di Champagne provocò il sorgere di un gran numero di fiere sia in Francia che in Italia dove si formerà il diritto speciale chiamato ius mercatorum.

La fiera di Recanati

La fiera di Recanati, da non confondere con il mercato e con la fiera di San Vito che nasce nel ‘700, sarà valorizzata da Lodovico Zdekauer, lo storico del diritto, docente all’Università di Macerata,  durante il riordino dell’archivio di Recanati iniziato nel 1903.

Le Marche non era una terra arretrata” afferma Moroni “era una terra ricca e lo Stato Pontificio non era il più ignorante; questo è uno stereotipo”. La regione, infatti, era ricca di materie prime come l’acqua, la legna, il grano e la manifattura di tessuti e cuoio, settori fondamentali e molto richiesti. La fiera avrà l’autorizzazione dallo Stato Pontificio nel 1421. In una prima fase veniva organizzata in agosto e durava un mese, per poi slittare a settembre in coincidenza con la festa della Madonna di Loreto, fino alla definitiva pianificazione da dicembre a gennaio. La fiera iniziava quando sulla torre si alza la bandiera della franchigia e veniva annunciata dai tamburini. All’interno si assisteva a spettacoli di giochi,  musica e Commedie.

Uno dei privilegi era la cosiddetta Pace di fiera dove nessuno poteva essere chiamato a giudizio purchè rispettasse la legge. Le istituzioni politiche garantivano la pace, davano agevolazioni fiscali (niente tasse locali e vendita in franchigia), la certezza delle misure, dei pesi e delle monete. In quest’epoca, la base fondamentale del ceto bancario era rappresentata dai cambiavalute i quali si occuparono inizialmente del semplice cambio manuale e successivamente anche delle tipiche operazioni di deposito e prestito, divenendo così veri e propri banchieri. Tra essi a Recanati c’erano gli ebrei che concedevano prestiti ad interesse, generalmente con la garanzia di oggetti dati in pegno.

Il Diritto Commerciale

Il diritto delle fiere emerge a Recanati e per sua propria natura è un diritto tendente all’uniformità internazionale dovendo regolarizzare traffici sempre più ampi. Il diritto commerciale prese forma quando si organizzarono le corporazioni di Arti e Mestieri, le quali stipularono un sistema di norme per disciplinare i propri iscritti. I mercanti avevano la forte esigenza di una giustizia veloce e certa e scarsamente potevano fare affidamento sul diritto comune per trovare risposte alle loro richieste. È un diritto “speciale” perché costituito da norme diverse da quelle valide per i sudditi e i cittadini dei vari Stati. Infatti avranno il loro tribunale riconosciuto, il console dei mercanti, il notaio, il giudice. “La giustizia normale è dotta, cavillosa e lenta” spiega Moroni  “Al contrario la giustizia dei mercanti è rapida e sommaria, non ammette dilazioni, si basa su testimonianze giurate e non è ammesso appello. La sentenza va rispettata altrimenti si va in galera. A Recanati devono giudicare entro due giorni altrimenti gli imputati sono multati e la sentenza è nulla.

Mentre si sviluppano gli statuti delle corporazioni dei mercanti, si formano anche gli Statuti del mare per il commercio marittimo. Anche il diritto marittimo ben presto tenderà all’uniformità.

La fiera di Recanati ha rappresentato un importante scambio tra culture e idee ed è stata al contempo sintomo e motore di una trasformazione economica nella quale merci, moneta e credito iniziarono a intessere un forte legame  dove mettere a confronto prodotti ed economie molto distanti tra loro. Per questo motivo Recanati sarà sempre definita come “città” e mai come “borgo”.

Nikla Cingolani

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