Le faglie della memoria, per un futuro dopo il sisma

“Se l’Italia perde l’Appennino perde se stessa”. Con le parole del giornalista Paolo Rumiz, Paolo Coppari ha aperto l’incontro di Venerdì 23 febbraio presso la Sala Convegni della Biblioteca Comunale di Recanati, per la presentazione del libro “Le faglie della memoria”, a cura di Agata Turchetti, una raccolta di testimonianze di chi a San Martino di Fiastra ha vissuto i terribili momenti del sisma del 2016. L’iniziativa rientra in un ciclo di incontri dal titolo “e quindi il monte. Percorrere l’Appennino marchigiano, per capire”.

e quindi il monte, è il nome leopardiano dell’associazione, nata da un gruppo di recanatesi per tenere desta l’attenzione su un fatto non più notiziabile come il terremoto. Dopo un anno e mezzo dal sisma, la ricostruzione procede troppo lentamente ma per il vice sindaco Antonio Bravi il ritardo è un problema che sarà superato e nei prossimi anni lo vedremo, mentre bisognerebbe prendere in considerazione la ricostruzione legata all’aspetto umano.  Su questo punto ha insistito la prof.ssa Lidia Massari con le parole frattura e ricucitura che invita ad utilizzarle come nuova occasione per discutere, e non solo per commuoverci, di come riedificare e riorganizzare una comunità. Ad essere annientato infatti è soprattutto il piccolo gruppo di abitanti che, ora più che mai, ha bisogno di rincontrarsi, di riunirsi, di essere ricostruito, per non perdere le proprie radici e quindi la propria identità. C’è l’urgenza di fare qualcosa affinché l’interesse non si riduca e riconsegni al più presto il senso di appartenenza.

La distanza tra le persone, avvenuta con l’abbandono dei luoghi, non ha ancora cancellato del tutto il senso comunitario, “ma il tempo può sciogliere i nodi e noi a questo ci vogliamo opporre” ha espresso Laura Capezzuoli, una delle autrici.

Il libro, nelle intenzioni dei suoi autori – scrive Agata Turchetti – vuole essere un cerino acceso a testimonianza della contrarietà all`esecuzione di una sentenza di morte nei confronti dei tanti piccoli borghi disseminati nel cratere, che reclamano il diritto alla vita.”

Ciò che richiedono queste persone è un futuro di qualità a cominciare dalla ricostruzione delle case, scrigni di beni preziosissimi e di ricordi. Scopo del libro è una raccolta fondi per sostenere concretamente i luoghi cari alla comunità di questa piccola frazione nel maceratese. Con l’acquisto del volume si contribuisce alla ricostruzione del cimitero di Fiastra distrutto dal terremoto, e la Cappella della Chiesa di S. Martino.

Durante l’incontro, organizzato dall’Istituto Storico “Mario Morbiducci” di Macerata, dall’UNIPER “Don Giovanni Simonetti” e dal Comune di Recanati, è stato proiettato un audiovisivo pre e post-sisma e sono stati letti alcuni brani da Simone Marconi.

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Nikla

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