L’astrofico Francesco Tombesi: dalla Nasa a Torvergata

“Non c’è nessuna tassa per guardare il cielo, basta la passione per lo studio”. Con queste parole lo scienziato recanatese Francesco Tombesi ha iniziato la sua prolusione questo pomeriggio presso l’Aula Magna durante la cerimonia d’inaugurazione dell’Uniper Unità d’Istruzione Permanente Don Giovanni Simonetti alla presenza del Sindaco Antonio Bravi, il rettore Aurora Mogetta , il vicedirettore Paolo Coppari e i nipoti di Don Giovanni Simonetti. A soli 37 anni Tombesi è un astrofisico di fama mondiale con un “Curriculum da commozione” come ha affermato Mogetta.

Tombesi, nato a Recanati è ricercatore e professore di Fisica all’Università di Roma “Tor Vergata”, ricercatore associato all’INAF- Osservatorio Astronomico di Roma; astrofisico al NASA-Goddard Space Fligh Center (Usa); ricercatore al Dip. di Astronomia dell’Università del Maryland “College Park” (Usa). Dopo aver lavorato 7 anni alla NASA è rientrato dagli Usa in Italia nel 2017 selezionato con il prestigioso bando del Miur per il rientro dei cervelli “Rita Levi Montalcini”. La sua ricerca scientifica studia e dimostra la connessione tra i buchi neri supermassicci nelle galassie e l’evoluzione delle galassie stesse e delle loro stelle. Grazie alla sua scoperta del 2015 pubblicata su Nature ( il giornale scientifico più autorevole al mondo) ha vinto premi come “NASA Astrophisics Division Peer Award”, il “ NASA Goddard Honor Award “, la medaglia Nasa “Exceptional Scientific Achievement” e molti altri in America e in Italia.

La sua prolusione dal titolo “Dalle dolci colline recanatesi alla NASA a caccia dei buchi neri” ha affascinato il folto pubblico. Il suo personale percorso è stato un’andata e un ritorno: dal mondo scientifico dell’agenzia governativa responsabile dei vari programmi spaziali più famosa al mondo, al ritorno in Italia a Torvergata. Sembra strano ma secondo lo scienziato in Italia, anche se non c’è una buona organizzazione, ci sono ottime opportunità di fare ricerca grazie alle eccellenti strutture.

Durante il suo intervento sembrava di viaggiare a bordo dell’astronave USS Enterprise. In fondo il turismo spaziale è in fase di rapida espansione e anche senza il teletrasporto abbiamo attraversato galassie lontane per scoprire che intorno ai buchi neri i pianeti possano esistere. È possibile che su alcuni di questi si possa formare la vita. Pianeti abitati potrebbero esistere vicino ai buchi neri supermassicci che si trovano al centro della maggior parte delle galassie, ma finora sembra che l’unica forma di vita è la nostra.

La nostra galassia, la Via Lattea, ospita un buco nero la cui massa è pari a quella di quattro milioni di stelle. Eccezionale la foto del buco nero, dapprima  materia invisibile e ora questo mostro cosmico che mangia tutto ciò che si avvicina e nulla può sfuggirgli, in realtà assomiglia ad una soffice e fragrante ciambella Donuts. Tuttavia c’è ancora tanta strada da percorrere prima che crolli il muro di ignoranza. Il Metodo scientifico di Galileo si è dimostrato un linguaggio universale ma non per i buchi neri, purtroppo. Sono molti i limiti da superare per cui bisogna acquisire studi diversi. Eppure “viviamo un momento storico importante. Il prossimo decennio sarà importante aumenteranno gli osservatori” dice lo scienziato riguardo alla sofisticata tecnologia di ultima generazione che permetterà nuove scoperte. Ammette anche che l’universo è ancora tutto da scoprire. Sappiamo meno del 5% di tutto l’universo:  il 71% è energia oscura, l’ingrediente più abbondante dell’universo di cui non abbiamo ancora una risposta, e il 24 per cento di materia oscura, forse un elemento fondamentale per spiegare la nascita e la costituzione delle stesse galassie.

Non è mancato un certo allarmismo verso le ultime condizioni climatiche. Non c’è, insomma, alcun dubbio: la Terra si sta scaldando e cercherà di trovare il suo equilibrio portando conseguenze devastanti. La mente vola velocemente ai discorsi ecologisti di Vanni Leopardi, scomparso recentemente e ricordato da Mogetta per la sua grande autorevolezza nel portare avanti il pensiero del grande Poeta suo avo.

Con orgoglio, infine, parla di Recanati come una città più conosciuta della stessa regione Marche. E “Orgoglio” è la parola chiave che caratterizza l’Uniper. Orgoglio ma anche impegno da parte del rettore che si dedica a tempo pieno alle sue funzioni, da parte di tutti i docenti e dal personale di segreteria. Tra le novità l’inaugurazione del Caffè Filosofico il 15 novembre per la giornata mondiale della filosofia indetta dall’Unesco. Gli incontri saranno indirizzati su due problemi per riflettere sui grandi temi sella vita: Che cosa significa vivere bene? Perché chi è diverso da noi ci spaventa? Il programma è in collaborazione con Società Filosofica Italiana di Ancona, un’unione inedita ma che apre a diverse partecipazioni. Segue il finanziamento da parte dell’Uniper per biografie di molte persone dai trascorsi storici che saranno pubblicate a compimento di un’opera di ricostruzione immateriale. Ultimo avviso, l’uscita prevista per il Primo Dicembre per visitare la mostra su Raffaello a Urbino.

Ha chiuso l’evento la musica del “The Bad Brothers saxphone quartet” formazione di quattro giovani amanti del sassofono che sono Daniele Marucci (sax tenore e docente di sassofono presso la Civica Scuola di Musica “B.Gigli” diretta dal M° Ermanno Beccacece), Guido Porrà (sax soprano), Roberto Paccapelo (sax contralto), Andrea Rapazzetti (sax baritono), con la performance dal titolo “Il sax nelle sue sfumature: viaggio tra gli angoli del Jazz e la musica da film” con i musicisti”.

Universo e musica, un binomio vincente per un pomeriggio spaziale.

N.C.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet