L’arte di Andrea Boldrini

Andrea Boldrini dipinge i suoi soggetti inseriti in una dimensione surreale ed onirica. Con il suo personalissimo linguaggio figurativo, non privo di affabile ironia e completo di una sensibilità da romantico sublime, crea mistici scenari cosmici in pallidi paesaggi disabitati, talvolta nebulosi, rischiarati da una luce spettrale. Il cielo è quello che si osserva quando cala la notte. La contemplazione della volta celeste equivale ad una rivelazione; e proprio in queste zone sideree, in cui le galassie riflettono la luce delle stelle e sciami di meteoriti si vaporizzano nell’alta atmosfera metafisica, si inseriscono oggetti provenienti da arredamenti ecclesiastici – inginocchiatoi, file di panche e comodi sedili – con vari riferimenti simbolici.

L’inclusione di un’accogliente poltrona design Featherston con i suoi esuberanti colori catturati da un arc en ciel, oltre a registrare una nota pop, rimanda all’idea di massimo comfort, “zona” da cui uscire per iniziare a dare un senso alla propria vita. Il personaggio ritratto in piedi sulla poltrona sopra le nuvole è Placidus, il classico piacione ripreso in una spettacolare esibizione di equilibrismo senza fili. È solo una personalità narcisista ed esibizionista che cerca di piacere agli altri? O è anche il tentativo di compensare un’insicurezza di fondo per ristabilire un equilibrio interiore?

Uno dei leitmotiv è la presenza di un agnellino, simbolo di umiltà, purezza, innocenza, immagine del sacrificio di Cristo e di rinnovo del mondo. Come puntualizza l’artista, non si tratta di arte sacra bensì di recuperare il rapporto tra arte e fede, una divaricazione che si è aperta da quando l’arte, dopo aver subito il processo di secolarizzazione, ha smesso di occuparsi delle narrazioni bibliche e delle parabole sacrali per intraprendere strade laiche, verso indagini più elaborate ed esercizi stilistici sempre più provocatori.
L’escatologia, dimensione fondamentale della fede e conseguentemente anche della teologia, diventa il fulcro della ricerca circa il destino ultimo dell’umanità portata avanti da Boldrini contro il nichilismo più fangoso, a favore di un’esperienza religiosa con il Totalmente Altro.
Nell’attesa di un novum apocalittico l’artista ci spinge a sperare contro ogni speranza, condizione in grado di cogliere il futuro di un mondo che verrà.

-Nikla Cingolani

Andrea Boldrini è un artista marchigiano, nato a Matelica (Mc) il 13/03/1963. Vive e lavora non lontano da Jesi (An) in territorio collinare. Trascorre gli anni della sua formazione facendo esperienza collegiale presso l’Istituto Salesiano di Macerata dove consegue la maturità classica. Nella stessa città si laurea in Giurisprudenza. Successivamente arricchisce il suo bagaglio di studi diplomandosi presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Università di Urbino. Comincia a dipingere da giovane facendo la sua prima mostra nel 1982. Nei primi anni novanta del secolo scorso inizia un periodo in cui viene a contatto con l’ambiente artistico romano incontrando artisti, curatori, galleristi e tra questi Pio Monti che lo inserisce in alcune collettive. Nel 1994 espone nel suo spazio romano della gallerista newyorkese Annina Nosei. Successivamente si trasferisce a Milano dove per alcuni anni collabora con gallerie di rilievo come lo Studio d’arte Cannaviello, la galleria Bianca Pilat e lo SpazioConsolo. Nel 1996 prende parte ad una mostra collettiva curata dal critico Demetrio Paparoni dal titolo “Il nibbio di Leonardo”. In seguito nel 1997 è invitato al Premio Marche presentato dalla curatrice Laura Cherubini. Espone nel 2004 presso la Dun Laoghaire Town Hall di Dublino e nel 2005 prende parte a un’importante mostra presso la “Flowers East Gallery” di Londra dove espone insieme ad altri artisti italiani e internazionali.
Parallelamente all’attività artistica si occupa di astronomia ed è direttore dell’Osservatorio Astronomico Giancarlo Braconi di Jesi. Organizza serate pubbliche e corsi di astronomia. Nel campo astronomico si è distinto nella realizzazione del Binodobson 24”, uno strumento astronomico binoculare tra i più grandi al mondo a livello amatoriale con cui scandaglia i fondali dei cieli boreali e australi. Il Binodobson 24” da alcuni anni fa parte del corredo strumentale di un centro di astronomia tra i più importanti e rinomati al mondo posta nel deserto del Kalahari in Namibia considerato tra i migliori cieli della terra per assenza di inquinamento luminoso, condizioni ideali di “seeing”, umidità e altitudine.

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Nikla

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