La risposta di Sergio Beccacece alle proposte di Marinelli e Grufi

Il presidente del PD di Recanati e il presidente del consiglio comunale esponente dell’UDC hanno proposto rispettivamente l’unione dei comuni e il taglio dei fondi alla cultura a favore dei servizi sociali per sostenere la struttura del Santa Lucia. Beccacece accoglie la discussione e risponde:

Comune unico? Marinelli studi a fondo la programmazione

Sulla proposta del segretario del PD recanatese Andrea Marinelli di applicare la legge Delrio sulla fusione di quattro comuni, Recanati, Porto Recanati, Loreto e Montelupone, il dott. Beccacece  ricorda il suo passato di consigliere comunale quando fin dal 1985, più per ragioni sentimentali che politiche, si era già interessato alla possibilità di unire le tre parti dell’antico comune di Recanati con il Porto e Loreto come nel glorioso passato quando nel 1203 diventò Comune con un territorio che arrivava fino al mare. A suo tempo il dottore propose di riunire, almeno una volta l’anno, i consigli dei tre comuni per confrontarsi su problematiche e programmi riguardanti la cultura e il turismo.

Pur dando merito a Marinelli di aver posto in primo piano questa esigenza, non capisce la scelta di allargarsi a Montelupone senza tener conto di altri comuni come Potenza Picena, Montecassiano, Castelfidardo e Montefano, che da sempre hanno avuto dei rapporti stretti con Recanati. Basti ricordare il vecchio ospedale ormai distrutto che serviva tutti questi comuni. Consiglia, inoltre, di inoltrarsi con cautela in programmi così complessi e studiare a fondo come la vecchia classe dirigente. Foschi, Sorgoni, Brodolini, Patrizi, si dedicavano ad uno studio serio delle varie questioni prima di affrontarle. “Dobbiamo stare con gli occhi aperti e rendersi conto che ci accolleremmo vantaggi e svantaggi come il problema spinoso dell’Hotel House. Dibattiamo pure ma con prudenza, con cuore e con cervello.

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I fondi per l’ospedale? Grufi li chieda alla Regione

Sfavorevole invece riguardo la proposta di Massimiliano Grufi di tagliare i fondi al settore cultura a favore della crescita dei servizi territoriali socio-assistenziali legati all’ospedale di comunità. Per Beccacece la questione della cultura recanatese è un settore molto delicato che ha bisogno di sollecitazioni e di supporti. “Togliere fondi alla cultura non mi sembra molto saggio. Ricordo che il Comune ha perso un’eredità di importante valore artistico perché chi ha fatto testamento lo criticava riguardo ai quadri del Biagetti che ancora non sono esposti vuoi per mancanza di fondi o di spazi. La cultura con il Lotto, Leopardi e Gigli, è la branca principale di Recanati e quindi alla cultura non vanno tolti i fondi.” Dire di aiutare l’ospedale con i nostri fondi per il dottore non è appropriato, visto che l’ospedale prima di proprietà del Comune, con la riforma Mariotti è stato acquisito dallo Stato tramite la Regione, così come acquisirono i 400 ettari di terra appartenete all’Opera Pia Santa Lucia. “Abbiamo dato molto, moltissimo al nostro ospedale che non è più nostro e che non è più ospedale;  se i servizi ospedalieri vanno potenziati è responsabilità economica della Regione Marche.

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Nikla

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