La Notte dei Racconti, “STORIE IN CIELO E IN TERRA”

Nota del Comune | Invitiamo le famiglie a partecipare alla “Notte dei Racconti” Venerdì 21 febbraio 2020 alle ore 21.00: tutti insieme, tutti alla stessa ora, adulti e bambini si possono trovare attorno a storie, avventure ed emozioni da leggere, narrare ed ascoltare.

Raccogliamo la proposta che ci arriva da Reggio Emilia, per riscoprire il valore e la magia del racconto, in un moltiplicarsi di voci che, come stelle, accenderanno la Notte dei racconti, che quest’anno è dedicata a Loris Malaguzzi e a Gianni Rodari nel loro centenario.

Il tema della notte dei racconti è “STORIE IN CIELO E IN TERRA”: “Le storie tessono ponti tra cielo e terra, sono binocoli che fanno intravedere l’invisibile, chiamano mondi, riuniscono i vivi, ci allenano al tutto possibile. Le storie vogliono attenzione, si aprono nel buio dell’ascolto, generano meraviglia, sono semi di fantasia e crescono solo se annaffiate in un terreno libero dalle potenti interferenze di cellulari, computer e televisori” ci dice Monica Morini, la consigliera della Notte dei racconti.

Troviamo il modo di creare uno spazio e un tempo di vicinanza con i più piccoli, in cui ci sia qualcosa di azzurro, il colore del pianeta terra visto dal cielo, che possiamo indossare come una parte dell’abbigliamento o inserire con i teli da stendere per sederci in cerchio, se vogliamo.

Il posto del narratore è un luogo speciale, per questo una luce lo illumina,lasciando intravedere il volto e le mani di chi racconta e altre luci si abbassano. Chi ha un bel mappamondo luminoso, potrebbe accenderlo, per ricordare che la Terra è la nostra casa e va custodita Il suono di una campanella o di un tamburello, di uno strumento musicale, segnala l’ingresso in un tempo nuovo, l’inizio di un rito festoso per tutti, di una sospensione magica della quotidianità. Il cerchio è il modo migliore per ascoltare storie, ricorda lo stare intorno al fuoco come avveniva una volta nelle nostre campagne.

Una filastrocca di Rodari può aprire il rito della narrazione:

 Filastrocca impertinente,

chi sta zitto non dice niente;

chi sta fermo non cammina;

chi va lontano non s’avvicina;

chi si siede non sta ritto;

chi va storto non va dritto;

e chi non parte, in verità,

in nessun posto arriverà.

Si può usare anche una filastrocca tratta dalla nostra tradizione. Una per iniziare, una per finire. Le filastrocche sono formule, segnano un passaggio dal tempo naturale al tempo altro del C’era una volta…, del tutto è possibile con la fantasia.

Tutti possono registrare la propria filastrocca in un vocale nella lingua che preferisce ( italiano, dialetto, lingua inventata, inglese, russo, cinese, arabo, esperanto…), specificando alla fine della filastrocca il proprio nome e la città di provenienza, contribuendo così a creare il Golden Record per “orecchio acerbo”, come il Golden Record della sonda spaziale Voyager, che continuerà a viaggiare tra cielo e terra.

La notte dei racconti ci invita a spegnere cellulari, computer, televisori, per accendere la musica della parola che chiama all’ascolto, all’incontro, allo stare insieme quieto, morbido e caloroso, libera la memoria e scatena l’immaginazione in adulti e bambini.

Buona Notte dei Racconti, dovunque sceglierete di stare, da soli in famiglia o invitando amici e vicini nella vostra casa. E ricordate che “le storie sono vere”, tracciano sentieri di immaginazione e di stupore che riportano a una casa azzurra, fragile ma ancora luminosa, chiamata Terra.

Le registrazioni audio possono essere inviate via Whatsapp al 3207681111 oppure via mail a laboratorio.rodari@comune.re.it

La tua notte dei racconti potrà poi essere condivisa su Facebook e Twitter con l’hashtag #reggionarra

Andando sul sito www.reggionarra.it si trovano le istruzioni per partecipare e anche

un’ampia selezione di letture da poter fare. L’Amministrazione comunale

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Nikla

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