Jesi: inaugurata la mostra dedicata a Claudio Cintoli

È stata inaugurata ieri presso Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, la mostra “Claudio Cintoli immaginazione senza limiti” con una conferenza dal titolo “Intorno a Cintoli” con la partecipazione dei curatori Daniela Ferraria e Ludovico Pratesi, e Bruno Di Marino studioso dell’immagine in movimento. Ferraria, nel suo intervento introduttivo, ha focalizzato il discorso sul rapporto tra pittura e collage: “L’artista esprime nella pittura, come nelle opere su carta, una ricerca di tipo dadaista, visibile nella sovrapposizione di più raffigurazioni contrastanti. In particolare l’attenzione è rivolta al “collage pittorico” in cui lo slittamento del significato delle immagini crea analogie e contraddizioni inaspettate.” Pratesi ha parlato del legame tra il pittore marchigiano e Pino Pascali “Entrambi sono segnati da un destino singolare. Accomunati da un legame di amicizia, si guardano e si stimano. Il loro lavoro mostra interessanti coincidenze, che fanno supporre l’esistenza di un confronto professionale.” Infine Di Marino si è soffermato sull’interesse di Cintoli per l’animazione che, insieme all’artista marchigiano, ebbe alcuni rappresentanti in Luca Patella, Rosa Foschi, Magdalo Mussio. Questi film acquistano uno status di opere d’arte e il lavoro di alcuni viene promosso dalla società di produzione Corona Cinematografica che comincia a finanziare, grazie ai premi di qualità indetti dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo, brevi documentari animati. “La tecnica più usata, anche per la ristrettezza dei tempi a disposizione, era quella del découpage, con effetti di collage molto vicini alla cultura pop allora in voga. Cintoli ha scelto di creare cortometraggi di animazione perché era padrone della materia.” A chiudere la conferenza la visione del cortometraggio d’animazione “Primavera nascosta” del 1969, un susseguirsi di suggestive immagini contenente il tema della natura in continua trasformazione come del resto anche la società.

La mostra comprende dipinti di grandi dimensioni come l’inedito Speed Eclipse (1966), La voce dell’erba (1966) o Flamingos (1966-67) provenienti da collezioni private; la sezione dei collage comprende 13 opere create nei primi anni Sessanta con tematiche e modalità compositive elaborate tra Roma e New York, dove risiede tra il 1966 e il ‘68; segue il periodo “poverista” rappresentato da alcune sculture come Nodo (1969), Chiodo fisso (1969), legate ad una serie di azioni performative eseguite alla galleria L’Attico nel corso del 1969 come Annodare, Chiodo Fisso e Colare colore. Una considerazione particolare merita l’opera Mystére dove Cintoli, scrive Pratesi nel testo in catalogo, “mette a punto la tecnica del “collage pittorico” che caratterizza la sua produzione dal 1963 al 1968. In Mystére si evince la natura ambigua di questi accostamenti di oggetti provenienti da contesti socioculturali lontani tra loro.”

La mostra si conclude con il video “Crisalide”, che documenta l’azione svoltasi nella sede degli Incontri Internazionali d’Arte a Roma nel 1972: un’esperienza dalla sequenza drammatica: chiuso dentro un sacco appeso al soffitto, l’artista cominciava a premere dall’interno in cerca di una uscita squarciando a poco a poco la tela e liberando lentamente il proprio corpo con il capo, in giù come nell’atto della nascita. Documentata con le foto scattate da Pino Abbrescia, non si conosce l’esecutore del video. Il critico Alberto Boatto scriverà: “Crisalide unisce la messa a morte con la rinascita”.
La mostra sarà visitabile fino al 25 luglio.

-Nikla Cingolani

 

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