Intervista al coreografo Ron Howell

Il Flauto Magico di Vick | Con il workshop di preparazione al Flauto Magico per la regia di Graham Vick, andato in scena allo Sferisterio di Macerata per la stagione #verdesperanza del Mof 2018, il coreografo Ron Howell ha guidato i partecipanti ad un’esperienza condivisa tra artisti e soggetti non-attori, cittadini occupati in attività al di fuori del teatro, diventata strumento di crescita personale e comunicazione sociale. Per noi Cento volontari, scelti  senza nessuna richiesta di particolari competenze teatrali e limiti di età, è stata un’esperienza unica e intensa soprattutto dal punto di vista interiore. Ron ci ha fatto vivere esperienze emozionali capaci di far affiorare dal profondo di noi stessi inaspettate potenzialità e percepire così nuove possibilità di azione. Abbiamo imparato ad usare l’immaginazione scoprendo i nostri mezzi espressivi. Questo ci ha reso protagonisti attivi e registi delle nostre creazioni. Scoprire nuove  opportunità ci ha portato a cambiare i punti di punti di vista e a liberarci dagli stereotipi. Il workshop di Ron ci ha offerto la motivazione di diventare soggetti sociali attivi, non solo sul palco dello Sferisterio.

“Lo Sferisterio? Un incubo”

Ron Howell, che nel suo ampio lavoro nell’opera ha creato coreografie per compagnie come Metropolitan Opera di New York, Teatro Real di Madrid, La Scala di Milano e altri teatri internazionali, Lo Sferisterio di Macerata si è rivelato un incubo. Controllare lo spazio scenico dell’arena non è facile a causa della sua enorme estensione. In mancanza di un punto fisso dove si può lavorare con un centro, gli artisti sono lontani dal pubblico. Per creare il contatto con gli spettatori la soluzione ottimale è stata di occupare gli spazi laterali con gli accampamenti dei Cento cittadini.

“Noi apriamo la porta e lavoriamo con chi entra”

Se lavorare sul “panorama” dello Sferisterio è difficilissimo, con il “panorama umano” dei Cento, al contrario, non c’è stato nessun problema. Mentre per gli artisti il filtro del teatro è un muro che blocca la loro anima, per chi non ha una storia professionale non esiste alcuna barriera. Il workshop è un’operazione di livellamento: gli artisti cercano di abbattere questo muro e diventare più autentici, gli altri affinano la loro capacità di esprimersi. “Con Graham abbiamo creato questo tipo di lavoro nella sua Birmingham Opera Company, un grande esperimento di 15 /16 anni fa per includere i non professionisti. Noi apriamo la porta e lavoriamo con chi entra. Ma attenzione, non si tratta di teatro democratico al cento per cento perché è sempre Vick che comanda. Noi siamo lì per creare la sua visione, tutti con lo stesso punto di vista per realizzare e spingere la forma di arte e aprirla al mondo.”

“In Italia c’è un sacco di talento”

Ron Howell fin da bambino sapeva che sarebbe diventato un attore. Convinto che la sua strada fosse il teatro, a 19 anni dopo aver frequentato un corso in accademia, ha incontrato la danza e ha cambiato strada. “Per la danza ci vuole un fisico forte, dobbiamo essere giovani mentre per essere attore posso aspettare.” Dopo un paio di anni è diventato coreografo e ha sentito la necessità di creare una sua compagnia, The Dance Collective di Londra. “In Italia c’è un sacco di talento, ho incontrato tanti ballerini stre-pi-to-si! Bisogna creare le possibilità affinchè non se ne vadano!

I Cento cittadini? Una nuova possibilità

Da questa esperienza maceratese porterà con sé il ricordo dei Cento, “gente straordinaria con un’anima generosa, aperti alle possibilità”. Lo scopo di Ron è sempre quello: aprire la porta e dimostrare che c’è una nuova occasione per affrontare insieme le sfide politiche e sociali che in questa Europa stiamo vivendo. E’ convinto che ci vuole gente così che camminino insieme, uniti,  mano nella mano e spingere le possibilità in altre direzioni.

L’intervista si è svolta agli Antichi Forni dopo l’Aperitivo culturale dedicato al Flauto Magico il 20 luglio 2018, giorno della Prima recita ed è andata in onda il 24 luglio su Radioerre Recanati FM 89.1 nella trasmissione “Appuntamento con l’Arte”.

Nikla Cingolani

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet