Intervista a Bruny Sartori

di Matteo Guidolin

Come prima intervista del 2018, per iniziare alla grande il nuovo anno, ho il piacere di incontrare un caro amico ma soprattutto uno stimato artista, incisore e scultore, apprezzato in tutta Italia e all’estero: Bruny Sartori. Nato a San Giorgio in Bosco (Padova) nel 1950 risiede e lavora nel proprio studio a Tezze sul Brenta (VI). Fin da giovane entra nel mondo della lavorazione della ceramica. Negli anni settanta, conosciuto il poeta Bino Rebellato, aderisce al Gruppo Arti e Lettere di Cittadella (PD) grazie al quale avrà la possibilità di conoscere e confrontarsi con artisti come Giovanni Barbisan e Lino Bianchi Bariviera. Contemporaneamente è attratto anche dall’incisione all’acquaforte che andrà sviluppando a Venezia presso il Centro Internazionale della Grafica e che sfocerà in una serie di cartelle d’arte legate a testi poetici. Sono tante le partecipazioni negli anni successivi a importanti esposizioni e concorsi, tra i principali possiamo citare la Biennale Terra e Terra tre di Laveno Mombello (VA), la 69.a Collettiva Bevilacqua La Masa di Venezia (dove gli è conferita una borsa di studio e una mostra personale nella stessa sede), il Concorso Internazionale della Ceramica di Faenza (dove è premiato con medaglia d’oro nel 1985). Sono innumerevoli anche le mostre personali e le esposizioni: alla Galleria Schubert di Milano, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, al Centro Saint Benin di Aosta, alla Cut Gallery di Londra, Art of living di New York, al Museo Goro di Caracas, al Museo Città della Scienza di Napoli e al Castello Aragonese di Ischia, al Museo Gipsoteca Antonio Canova di Possagno (TV), alla Casa de Cultura di Guernica – Bilbao, a Brescia presso la Galleria Contemporary Arts – Maurer Zilioli per citarne alcune. Ho avuto la fortuna di poter scambiare due chiacchere con Sartori nella sua casa studio (con annesso un elegante bed and breakfast – Sartori House) e di vedere le sue ultime produzioni.

 

1-Come prima domanda ti vorrei chiedere: quando e come hai capito che la tua strada era quella di dedicarti alla ceramica, alle incisioni e in generale al mestiere dell’artista?

Fin da adolescente il mondo della ceramica ha sempre esercitato su di me una grande curiosità e attrazione. Negli anni sessanta, Bassano del Grappa contava un’infinità di laboratori meglio “botteghe”, dove la lavorazione della ceramica era un’attività molto importante, con maestri ceramisti molto preparati. Una di queste botteghe è diventata il mio apprendistato, l’inizio di un lungo percorso che ancora procede. Più avanti a Venezia frequentai la scuola di incisione; anche questo linguaggio mi ha sempre intrigato, così ricco di ambiguità e di sorprese.

2- A Milano negli anni ‘80 hai conosciuto personaggi del calibro di Giovanni Testori, Alda Merini, Emilio Tadini, Gillo Dorfles, Milo De Angelis. Emerge sempre un forte legame tra la tua produzione artistica, la letteratura ed in particolare la poesia: cosa ci puoi dire a riguardo? Quali sono gli scrittori che per te sono un punto di riferimento fisso?

Alcuni di questi scrittori – poeti, gli avevo già frequentati attraverso la lettura delle loro opere, pertanto quando frequentavo Milano, le gallerie d’arte, o partecipavo a incontri, per me era normale conoscere e confrontarmi con chi sentivo affine al mio lavoro. Aggiungo che per me da sempre, la letteratura, la scrittura insieme alla musica hanno sempre avuto un posto importante nella mia vita.

3- Nel 2010 a Milano, all’Acquario Civico hai presentato Underskyn, una grande installazione composta da sessanta formelle in gress, con sessanta variazioni del colore rosso. E’ questa un’opera che in qualche modo segna un passaggio, una evoluzione/riflessione che porterà alla realizzazione dei grandi Teleri e della tua produzione artistica degli anni successivi?

Underskyn – sottopelle, è un’installazione che affidandosi all’immaginario, indaga un mondo organico, amplificandone il particolare. Una grande colata di colore rosso, o di sangue. Underskyn è il proseguo di altre indagini precedenti da me sviluppate sul corpo, sul sesso…penso in particolare al ciclo di 34 disegni: Le pecheur du Suquet, dall’omonimo poemetto di Jean Genet.

4- Il ciclo dei grandi Teleri, realizzati con tessere provenienti da lastre di risonanze magnetiche (r. x. e t. a. c.), mi è sembrato essere un tuo modo molto raffinato di affrontare l’enorme tema della memoria. Un’operazione che scompone e ricompone migliaia di frammenti per tesserli poi in un’unica superficie. Un mix di rimandi alla grande tradizione pittorica veneta reinventata con materiali assolutamente inediti e carichi di significato. Come è nato e quale è stato il tuo approccio a queste opere?

Nel 2008 dopo la morte di mio padre, trovai parecchie sue lastre di RX, TAC etc. Guardare con attenzione quelle lastre, quelle pellicole all’interno di un’era digitale ormai matura, dove tutto si “salva con nome” sembravano prive di senso. A questo progetto si unì altro materiale che reperii da amici, conoscenti; alcune di queste pellicole trattenevano i segni di ossidazioni e rilasciavano lucentezze di rara bellezza. Questo ciclo di lavori, teleri appunto legati alla memoria, li chiamai – SALVATI SENZA NOME.

5-La scorsa primavera la Galleria Maurer Zilioli di Monaco di Baviera ha organizzato una tua personale di incisioni e sculture. Quali sono i progetti che hai per quest’anno? Ci puoi anticipare qualcosa?

Di solito non anticipo mai i lavori in corso, finché non sono definiti.

6-Come ultima ti faccio una domanda difficile. C’è tra le tue tante opere una a cui sei particolarmente legato o c’è una esposizione che ha in qualche modo segnato il tuo percorso artistico?

Un lavoro a cui tengo particolarmente che tu hai visto, è un work-in-progress a cui metto mano ogni giorno da due anni. Questo lavoro è totalmente inedito e come ben ricorderai è un rotolo di dimensioni consistenti: IL ROTOLO DELLA MEMORIA.

Per concludere ringrazio moltissimo Bruny Sartori della sua disponibilità e di avermi dato la possibilità di intervistarlo e vedere le sue opere ancora inedite. Consiglio vivamente ai nostri lettori di visitare il sito www.brunysartori.it per tenersi aggiornati sulle future esposizioni in programma: sono certo non ve ne pentirete.

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Nikla

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