Inaugurato Momus Atelier nella scuola di San Vito

Sabato 9 giugno 2018 nel pomeriggio presso l’Istituto Comprensivo Nicola Badaloni nel complesso storico di San Vito è stato inaugurato il MomusAtelier alla presenza del Sindaco Francesco Fiordomo, l’assessore alle culture Rita Soccio, il dirigente Maurizio Paduano e il presidente dell’associazione Paesaggio dell’Eccellenza Domenico Guzzini. Il nuovo spazio è dedicato alle attività laboratoriali degli alunni dai 3 ai 14 anni dove potranno sperimentare, ricercare, elaborare, creare. L’atelier coinvolgerà gli alunni in attività che spazieranno tra ambiti e discipline differenti, dalle lingue straniere, all’arte, al coding e all’ambito logico-matematico, alla musica; sarà spazio di ricerca, cooperazione e promozione dell’imprenditorialità. Il progetto si è potuto concretizzare grazie all’intervento e la collaborazione tra istituzioni e sponsor privati, che a titolo differente, secondo le proprie peculiarità, hanno contribuito alla realizzazione dei lavori di ristrutturazione dei locali adibiti ad Atelier e sostenuto il progetto.

Questa tappa è l’arrivo di un percorso didattico itinerante dopo aver attrezzato altri spazi flessibili come l’aula di Arte e Immagine, dove gli alunni di diverse sezioni interagivano tra loro, oppure extrascolastici come il Villaggio delle Ginestre, presso le cooperative Terra e Vita e la Ragnatela, nel Salone del Popolo dopo aver integrato specifiche professionalità individuate tra i genitori, i nonni esperti, realtà territoriali come università e associazioni locali. Nel nuovo spazio tecnologico, con pc, stampante 3D, monitor touch, gli alunni saranno seguiti da un team d’innovazione guidato dall’animatrice digitale Silvia Coccia. Gli spazi modulari sono stati progettati per sviluppare il punto d’incontro tra manualità, artigianato, creatività e tecnologie, dove la fantasia e il fare s’incontrano con la scoperta del patrimonio culturale, coniugando tradizione e futuro, recuperando e innovando le diverse pratiche. Pur essendo interamente rinnovato, lo spazio conserva qualcosa del passato come il grande logogramma bianco che ripropone la firma del personaggio al quale l’atelier è dedicata: Augusto Piccioni il quale, in qualità di scrittore ed illustratore dei libri per infanzia negli anni Venti del secolo scorso, si firmava. con lo pseudonimo Momus. L’insegnante Antonella Chiusaroli, durante la presentazione, ha precisato che l’idea di dedicare uno spazio a Momus è stata maturata da Paolo Coppari e Giuditta Pierini nel 2011 mentre si stavano occupando della cappellina ai caduti della prima guerra mondiale ubicata nell’edificio scolastico, quando hanno iniziato a scoprire la figura di Piccioni collegandola alle tracce della sua permanenza a Recanati come direttore didattico della scuola elementare che si trovava in questo istituto. La locandina del 19/12/2011 rappresenta una delle prime iniziative scolastiche che i due docenti organizzarono per diffondere l’opera di questo personaggio. L’insegnante Antonella Maggini ha invece ripercorso la vita del personaggio Augusto Piccioni, in arte Momus, a partire dall’etimologia del nome, appartenente ad una divinità greca personificazione della beffa, fino a raccontare dei suoi dieci anni come direttore didattico e la sua idea di volere il calco di Leopardi e di chiamare Beniamino Gigli a scuola. La scuola conserva gli atti documentati in due manoscritti. “L’intitolazione al laboratorio” ha concluso la Maggini “è stata dedicata a Momus perché è necessario saper leggere i tempi senza perdere le proprie radici.”

Augusto Piccioni nasce a Foligno il 4 maggio 1874, diviene maestro e poi Ispettore Scolastico a Recanati. Terminata la carriera da ispettore si trasferisce a Grosseto nel 1925 e dopo solo un anno muore di nefrite diabetica. La sua produzione letteraria è sterminata e si può dividere in tre filoni distinti: i testi di critica con vita e opere di personaggi illustri; i testi scolastici, manuali e libri di lettura; testi di svago per fanciulli, scegliendo di firmarsi Momus, che compongono la gran parte delle pubblicazioni. Dalla scuola collodiana, con le famose “pinocchiate”, alle narrazioni esotiche di matrice salgariana, i suoi testi vivaci, oggi perlopiù dimenticati, all’epoca venivano letti e goduti con divertimento.

Nikla Cingolani

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