Inaugurato il nuovo shop & lab “La balena di Pinocchio”

Sabato pomeriggio, alle 17, è stato inaugurato il negozio “La balena di Pinocchio”, laboratorio artistico e punto vendita di Cristiana e Michela Nibaldi, in arte Niba, due sorelle che vivono e lavorano a Recanati. L’atelier si propone come nuovo punto di riferimento per l’artigianato artistico basato sull’idea di rinnovare le antiche orme della Confraternita dei Vasari, di cui si registrano attività in territorio recanatese già dal Medio Evo. Il negozio (ex Papillon) si trova nella zona più turistica della città, a Montemorello vicinissimo a Casa Leopardi e la sua apertura anima e mantiene viva la città.

Al taglio del nastro erano presenti il Sindaco Francesco Fiordomo, il vice sindacoAntonio Bravi e l’assessora alle culture Rita Soccio.

Lo stupore inizia dall’allestimento delle vetrine con una meravigliosa struzzo-donna in calze a rete che invita a proseguire all’interno con l’esposizione di oggetti, gadget e sculture: piccoli mezzibusti che ritraggono Giacomo e Paolina Leopardi; dei cactus antropomorfi con visi di donna che con estrema eleganza e delicatezza simboleggiano un messaggio di grande forza, coraggio e resilienza.

Molto particolari la moltitudine di occhi che ti guardano da dietro il bancone; sono i LOVERS EYES, sorta di enigmatico pegno d’amore che nel XVIII° e XIX° sec. si scambiavano amanti britannici, francesi e nord europei. Secondo la tradizione, la moda avrebbe avuto inizio alla fine del 18° secolo, quando il principe di Galles – che in seguito divenne Giorgio IV – si innamorò perdutamente di Maria Fitzherbert. E che fu proprio tra i due amanti che sarebbe nata l’usanza dello scambio di “occhiate amorose”. Le deliziose mini bag all’uncinetto, la bigiotteria e i dipinti sono prodotti da Cristiana mentre le sculture da Niba. Nel locale adiacente si trova il laboratorio, dove si potrà vedere all’opera le due artiste mentre creano e dipingono i loro oggetti. Negli scaffali invece la produzione artistica più conosciuta di Niba.

La scultura di una sexy civetta ci connette con l’omonimo libro di Edward Carey (La balena di Pinocchio), che racconta la storia di mastro Geppetto dopo essere stato inghiottito dal cetaceo. Rimasto solo si fa strada nell’enorme ventre umido e buio, dove trova ad accoglierlo un’imbarcazione, la goletta Maria varata a Copenaghen e affondata a Capo Horn intorno al 1876. Qui, oltre ad una civetta impagliata, c’è anche dell’argilla con la quale Geppetto decide di modellare le riproduzioni di Pinocchio.

Poi i famosi gatti talvolta punzonati con piercing e abbigliati in corpetti stringati o tutine in latex, i coniglietti, i busti vuoti in ceramica, che formano un unico corpo e sembrano essere sensuali corazze di rigido e lucidissimo latex. Ricordano la lucente armatura di Agilulfo, l’eroe senza macchia e senza paura creato da Calvino, privo di fisicità; attraverso la sua visiera c’è una cavità vuota così come nei busti creati da Niba, dove la mancanza di un’individualità fisica esprime la lotta dell’esserci e il non esserci nell’incontro/scontro di sguardi assenti. Un’immensa inesistenza che sembra rappresentare i vizi di una società basata solo sull’aspetto esteriore e non sulla sostanza. L’iperrealismo delle sculture gioca un ruolo determinante nel rendere illusoria ogni tipo di superficie (lucida, opaca, ruvida, liscia) che, grazie ad una tecnica impeccabile, seduce per stile e bellezza mentre, nel guardarli, scaturisce una fitta trama di emozioni che ci coinvolge immediatamente in una relazione più intima con l’oggetto.

Ad allietare l’evento ci ha pensato la banda de “Le Ciuette” che hanno suonato allegre marce e brani ispirati ai canti goliardici delle osterie.

Un’opera di Niba si può ammirare anche ai Giardini Pubblici B. Gigli di Recanati, parte del progetto Panchine d’Autore. Si tratta di una panchina-scultura con la rappresentazione del Bianconiglio versione fetish, elemento onirico di serendipità proprio come il nuovo negozio delle sorelle Nibaldi: un luogo che ti capita davanti inaspettatamente e che lo cogliamo solo se siamo disposti a guardare le cose in modo originale.

N.C.

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Nikla

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