Inaugurata la mostra di Mirò “Le lézard aux plumes d’or”

Taglio del nastro questa mattina per la mostra “Le lézard aux plumes d’or” di Mirò negli spazi dedicati all’arte moderna e contemporanea del Museo Villa Colloredo Mels di Recanati. Da oggi fino al 1 ottobre 2017 si potrà ammirare la serie “Le lezard aux plumes d’or”, realizzata nel 1971. Le litografie a colori rappresentano la fusione compiuta tra immagine e testo poetico dal grande artista catalano, in una equilibrata coesistenza di grafismo e immagini. L’attività di illustratore ha sempre rappresentato un momento fondamentale nel percorso artistico di Joan Miró, facendone un protagonista assoluto della storia del libro d’artista.

Durante la presentazione presso la terrazza adiacente al museo, il Sindaco Francesco Fiordomo ha rimarcato l’impegno di Sistema Museo nella realizzazione del progetto sperimentale della gestione pubblico-privato, a livello organico, unico in Italia, anticipando i festeggiamenti del 2018-19 per il bicentenario del canto L’Infinito, con la richiesta a Visso dei manoscritti leopardiani.

Recanati ha ben titolo per poter ricevere l’attenzione necessaria della Regione” ha affermato Luca Marconi, rappresentante della Regione Marche, ricordando Recanati Capitale Italiana della Cultura come una città che porta con sé due tipi d’inquietudine; quella negativa del terremoto e nello stesso tempo positiva perché le persone, nonostante questa terribile ferita, vanno verso nuovi obiettivi.

Il vice presidente di Sistema Museo si aspetta che il progetto sia un contributo per innescare un moto positivo e restituire alla città ciò che merita. “L’amministrazione è molto esigente e stimola a far sempre meglio” ha commentato.

L’assessore alle culture Rita Soccio non ha nascosto la sua grande gioia per aver compiuto un passo molto importante perché con questa mostra, finalmente, l’arte moderna e contemporanea non è più la Cenerentola della Poesia e del Canto. “Per Recanati vogliamo un piccolo Rinascimento e ci stiamo riuscendo”.

Dopo gli interventi di Antonio Perticarini e il responsabile di Sistema Museo Silvano Straccini, è stata la volta della storica Viviana Tessitore che ha infine spiegato l’ars pingendi di Mirò come un Sogno Poetico. “E’ così che battezzerei la mostra, un sogno poetico compiuto dall’artista in età avanzata” Mirò, il surrealista per eccellenza secondo il padre di quel movimento, André Breton, l’amico di Picasso e di Hemingway, il frequentatore del dadaista Tristan Tzara, ha sempre collaborato con i grandi poeti del ‘900. “Mirò è diventato il poeta di se stesso; affonda e poi riaffiora con arabeschi, linee, volute e ritroverà la bella calligrafia nella baraonda cromatica”.

Durante il periodo espositivo sono previsti progetti didatticiper le famiglie ed eventi collaterali con offerte rivolte al turismo scolastico mirate a far conoscere la vita di Mirò. All’interno del museo è stato creato uno spazio extra mostra dove, su una superficie nera, chiunque può liberare la sua fantasia e lasciare un segno con il gesso bianco, mentre sulla restante banda bianca i bambini lavoreranno, durante i laboratori, con la cera nera.

La stimolante mostra, promossa dal Comune di Recanati e organizzata dalla società Sistema Museo, è il primo evento espositivo del nuovo progetto Infinito Recanati, che fa leva sulla sua forte identità legata all’arte, alla poesia e alla musica della città. Infinito Recanati ha previsto la creazione di un circuito uniforme tra le risorse culturali, museali e turistiche per promuovere non la singola realtà museale o collezione ma il patrimonio culturale nel suo complesso, come unico museo diffuso da percorrere e scoprire.

“Le lézard aux plumes d’or”

Nel corso della sua lunga vita Miró strinse amicizia con i maggiori poeti del Novecento e lavorò all’illustrazione dei loro versi; in alcuni casi si occupò di veri e propri classici della storia della letteratura. Per questa sua straordinaria produzione, nel 1954 la giuria della Biennale di Venezia gli conferì il “Gran Premio internazionale per la Grafica”. Nel 1971 prese forma la coinvolgente avventura editoriale “Le lézard aux plumes d’or”. Curioso sperimentatore di tecniche e materiali, Miró approfondisce l’estrema poeticità della sua arte a stretto contatto con la parola. La prestigiosa esposizione accompagna il visitatore alla scoperta dell’alternanza armoniosa di versi e immagini vibranti di colori, per sorprendersi di inattese visioni e libertà espressiva. Un viaggio dai segni alla parola, dal colore alla rappresentazione. Scrisse Miró: “Niente semplificazioni né astrazioni. In questo momento io non mi interesso che alla calligrafia di un albero o di un tetto”.

La genesi del libro fu piuttosto travagliata. Già nel 1967, Miró aveva realizzato diciotto litografie a colori che illustravano il poemetto per conto dell’editore Louis Broder. Ma le stampe risultarono lacunose nella resa dei colori a causa, pare, di un difetto nella fabbricazione della carta e l’intera tiratura fu distrutta. Poiché nel frattempo le matrici erano state annullate non fu possibile ristamparle e Miró dovette attendere alla realizzazione di nuove lastre, che furono stampate da Mourlot e pubblicate, sempre da Broder, solo nel 1971.

Le quindici nuove litografie, insieme alle ventitre che riproducono il poemetto chirografato di Miró, diventano il luogo dove la scrittura-segno si determina e si trasfigura, in tutta la sua concretezza lineare, nell’immagine-segno. Nelle tavole di “Le lézard aux plumes d’or” immagine e parola hanno origine dall’impulso indistinto e si compenetrano fino a diventare un’unica trasmissione dell’energia intima, l’impronta permanente dell’esistenza. Se l’immagine-segno svela gli aspetti più profondi della vita, mettendo a nudo inquietudine primordiale e quiete ancestrale, la scrittura-segno è la trascrizione diretta di quel dinamismo interno che chiamiamo poesia. È evidente che ci troviamo in un contesto fiabesco. Perché Miró fu sempre un “pittore di favole” ed è palese la sua propensione ad un tipo di poesia che, pur mettendo in luce echi degli automatismi surrealisti e affinità col nonsense dadaista, si fa testimone di relazioni animistiche e magiche tra uomo e natura, di un mondo in cui gli animali -ma anche le cose inanimate- aiutano il mondo a rinascere: “perciò il suo genere è la favola, che si richiama e rivolge pur sempre ad una infanzia, all’eterna condizione di infanzia dell’uomo” (G. C. Argan).

Se qualcuno, accostandosi a “Le lézard aux plumes d’or” con qualcosa di più della semplice curiosità, non si lascerà sulle prime disorientare dalla baraonda cromatica di alcune pagine in cui le immagini zampillano con una profusione che non conosce limiti, né scoraggiare dal costante insistere su soluzioni e caratteri stilistici apparentemente ripetitivi, incontrerà l’assoluta mancanza di retorica che permea l’intero libro.

Qui tutto è profondo e giocoso, brillante e disinvolto, così come è suggestivo e inafferrabile quell’alone di segreto che si dipana dall’immagine-segno di Miró.

Sebastiano Guerrera, dal testo critico del catalogo

Joan Miró

BIOGRAFIA

Joan Miró nasce a Barcellona nel 1893 e attorno al 1912 decide di dedicarsi esclusivamente all’arte e comincia a frequentare la Scuola di Francesc Galí. L’anno dopo si iscrive al Circolo Artistico di Sant Lluc, dove incontra Joan Prats. Nel 1916 affitta uno studio insieme a Enric Cristófol Ricart. Nel 1918 aderisce al Gruppo Courbet, di cui fanno parte anche Josep Llorens Artigas, J.F. Ráfols e Ricart. Tiene la prima personale da Dalmau a Barcellona. Con gli anni ’20 per Joan Miró inizia un periodo di intensi incontri e scambi intellettuali: nel 1920 è a Parigi, dove fa visita a Picasso e nel 1922 diventa amico di Masson, che gli fa conoscere Michel Leiris, Antonin Artaud, Jean Dubuffet, Paul Eluard e Raymond Queneau. Incontra anche Ezra Pound ed Ernest Hemingway, che gli acquista un quadro. Nel 1925 Miró conosce André Breton. Partecipa così ad alcune manifestazioni surrealiste. Nel 1928 effettua un viaggio in Belgio e nei Paesi Bassi e nasce la serie degli Interni olandesi. Nel 1932 si trasferisce a Barcellona. Incontra Josep Lluís Sert, col quale collaborerà spesso in futuro. Nel 1936, a causa della guerra civile spagnola, Joan Miró si trasferisce a Parigi con la famiglia.

Per l’Esposizione Internazionale del 1937 esegue un grande dipinto murale, destinato al padiglione della Repubblica spagnola: “Il falciatore (Paesaggio catalano in rivolta)”. Comincia a praticare l’acquaforte e la punta secca. L’invasione tedesca in Francia (1940) riporta Miró in Spagna. Si stabilisce a Palma di Maiorca. Un’importante retrospettiva ha luogo nel 1941 presso il Museum of Modern Art di New York. A partire dal 1944 Miró si dedica alla ceramica, assistito da Josep Llorens Artigas. Nel 1946 realizza le prime sculture in bronzo. Il dopoguerra è fittissimo d’impegni. Nel 1954 Miró vince il Gran Premio Internazionale per la Grafica alla Biennale di Venezia. Nel 1958 vengono inaugurati i pannelli murali per il palazzo dell’UNESCO di Parigi: “Il sole” e “La luna”. I grandi lavori vengono premiati col Guggenheim International Award. Nel 1962 il Musée national d’Art moderne di Parigi dedica una vasta retrospettiva a Miró. Nel 1966 il Museo Nazionale d’Arte di Tokyo gli allestisce una retrospettiva. In questa occasione conosce il poeta Shuzo Takiguchi, che gli dedica una monografia. L’anno successivo riceve il Carnegie International Prize per la pittura. A questo periodo risalgono le prime grandi sculture in bronzo. Nel 1972 si costituisce la Fondation Joan Miró di Barcellona. Nel 1976 Joan Miró realizza una pavimentazione in ceramica sulla Rambla di Barcellona. Nel 1978 tiene una retrospettiva al Museo Español de Arte Contemporáneo di Madrid. Realizza, inoltre, una grande scultura per il quartiere parigino de La Défense. L’anno successivo vengono inaugurate le vetrate della Fondation Maeght. Riceve anche la Laurea honoris causa dell’Università di Barcellona. Nel 1981 viene inaugurata la scultura Miss Chicago sulla Brunswick Plaza di Chicago. L’anno successivo è la volta di “Donna e uccello”, nel parco Joan Miró di Barcellona.

Joan Miró muore a Palma di Maiorca nel 1983.

 

“Miró. Le lezard aux plumes d’or”, Recanati, Villa Colloredo Mels dal 15 luglio al 1 ottobre 2017

Orari di apertura: tutti giorni 10.00-13.00/16.00-19.00. Tutti venerdì fino alle 23.00; dal 1° settembre dal martedì alla domenica 10.00-13.00/16.00-19.00

Info e prenotazioni: Sistema Museo Call center 0744 422848 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, sabato dalle 9 alle 13, escluso i festivi) – callcenter@sistemamuseo.it

www.infinitorecanati.it

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Nikla

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