IN DOMUM, terzo appuntamento con gli Amici di Palazzo Buonaccorsi

L’open studio si è svolto sabato 29 febbraio nel cantiere di autocostruzione di Adinda-Putri Palma a Braccano – Matelica, per mostrare l’avanzamento dei lavori della monumentale opera IN DOMUM. Il progetto, presentato dall’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, è stato selezionato tra i vincitori del bando nazionale “Per Chi Crea” promosso da MIBACT e gestito da SIAE. Si tratta di un volume ad arco alto 4 m. largo 3 m. e profondo 1 m. realizzato in legno e paglia, gli stessi materiali della casa che l’artista e il suo compagno stanno costruiendo in collaborazione con A.R.I.A. Familiare. L’associazione da anni promuove l’autocostruzione familiare, un percorso di edilizia sociale fondata su principi di sostenibilità, che significa innanzitutto riappropriazione e condivisione del “saper fare”,  creazione di forti legami sociali sul territorio, sviluppo delle relazioni sociali e acquisizione di nuove competenze.

L’opera IN DOMUM sintetizza il processo di costruzione della casa e lo spirito dell’abitare. Come ha detto Paola Ballesi presidente di Amici di Palazzo Buonaccorsi, “abitare” ha un valore in più se risaliamo ad Haidegger. “L’essere è certificato perché abita; se non ti relazioni in uno spazio tu non sei, non hai la capacità di pensare e di progettare. L’opera di Adinda, inoltre, ha la potenzialità di sollecitare delle emergenze di un territorio ferito dal terremoto del 2016 con un costruire consapevole.” L’auspicio è che questo progetto possa essere di stimolo anche a una classe politica chiamata a trovare altre soluzioni per il futuro.

L’artista ha iniziato a dipingere la griglia – circa 1.500 quadrati – con la quale creerà un campionario delle scelte cromatiche lottesche, frutto di una ricerca sulle opere di Lorenzo Lotto, il pittore che ha ispirato la forma ad arco ripresa dalla famosissima Annunciazione conservata nel Museo Villa Colloredo Mels di Recanati. Concettualmente rimanda alla Quadratura, un termine che è parte del panorama heideggeriano. Per il filosofo nella figura del quadrato si congiungono “i quattro elementi del cielo, la terra, i divini e i mortali”, ed è ciò che chiama il mondo. Abitare, quindi, significa essere nella Quadratura e averne cura.

Già si può intuire come sarà il risultato finale dell’opera: un arco-baleno in cui perdersi e misurarsi in ogni unità cromatica, per poi contemplarlo nella sua interezza cercando di imparare ad abitare “poeticamente la terra” (da un testo di Friedrich Hölderlin), iniziando dall’amore della casa che, unita all’anima, potrà respirare contemporaneamente con il cosmo.

N.C.

Stampa

Nikla

The author didnt add any Information to his profile yet