IL SISTEMA CULTURALE RECANATESE È IN CRISI

Simone Simonacci

COMUNICATO STAMPA FdI RECANATI | Apprendiamo dagli organi di informazione che il sindacato Filcams CGIL ha aperto lo stato di agitazione a livello nazionale nei confronti della cooperativa “Sistema Museo”. Da quanto si apprende dal comunicato della stessa sezione sindacale, il contratto Turismo è stato modificato in contratto Multiservizi, provocando una riduzione degli stipendi per il personale impiegato e un demansionamento.
Sistema Museo gestisce musei e luoghi d’interesse in città importantissime della Regione Marche: Fermo, Macerata, Pesaro, Fano, Sant’Elpidio a Mare e soprattutto Recanati. Oltre a dover constatare che – con l’eccezione di Fermo – tutte queste città sono amministrate dal Centrosinistra, evidenziando un palese sistema politico dietro a questa cooperativa, è opportuno ricordare in che modo Recanati sia diventata cliente di Sistema Museo.
Nel 2018, l’allora Giunta Fiordomo stipulò un accordo con tale cooperativa, nonostante quest’ultima avesse dimostrato – secondo quanto ci risulta da dati raccolti nel tempo – sin dal 2013 di avere difficoltà economiche non indifferenti, al punto da non riuscire a pagare i propri fornitori locali. Quando Maurizio Paoletti, al tempo Consigliere comunale, sollevò alcune perplessità, il Sindaco Fiordomo e l’Assessore alla Cultura (pardon, alle Culture) Rita Soccio non diedero una risposta esauriente e si è proceduto così a una decisione puramente politica.
Tra la fine dell’anno 2019 e l’inizio del 2020, però, il vaso di Pandora è stato scoperchiato e sono emerse le magagne economiche, con Sistema Museo che ha dovuto trovare una strategia per ridurre sensibilmente i costi, procedendo così alla migrazione contrattuale citata dalla Filcams CGIL. Mentre le altre amministrazioni comunali hanno però già iniziato a muoversi affinché i dipendenti siano tutelati opportunamente, il Comune di Recanati, ora amministrato dal Sindaco Antonio Bravi, sembra non essere particolarmente interessato a questa “lotta sindacale”.
Certo, l’abbandono dei dipendenti del “sistema culturale” costruito negli anni “favolosi” da Antonio Bravi, Fiordomo e la Soccio, stride con la passerella che la Giunta ha organizzato per il Centenario dalla nascita di Giacomo Brodolini. Brodolini fu un indimenticabile sindacalista recanatese, Senatore della Repubblica italiana per il Partito Socialista nonché Ministro del Lavoro e principale sostenitore dello Statuto dei lavoratori. Chissà cosa direbbe della totale incuria riservata ai lavoratori da quest’amministrazione, sempre pronta a definirsi ideologicamente dalla parte degli ultimi per poi nascondersi al momento di pestare i piedi a qualche amico più potente.

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Nikla

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