IL FUMATORE (The Smoker) di Van Gogh e’ il padre (o il fratello) di Gabrielle Berlatier? E lei è o non è la MOUSMÈ?

COMUNICATO STAMPA | Sull’onda delle ultime scoperte (vedi precedente comunicato su Cronache Cult), gli studiosi Antonio De Robertis ed Emanuele Della Bella sono riusciti forse a dare una identità al ritratto del FUMATORE (f533 H1649), datato dicembre 1888, per la sua somiglianza con un personaggio individuato in una foto, scattata circa l’estate del 1888. I due studiosi sono riusciti a localizzare il punto preciso dello scatto, al n.45 dell’Impasse de la rue de la porte de Laure ad Arles, coincidente, in base a ricerche condotte su Geneanet, con la casa di Jean Berlatier, padre di Gabrielle, la giovane donna a cui Van Gogh avrebbe portato il suo orecchio sinistro appena mozzato. L’uomo, con baffi, nella foto indossa cappello e camicia a righe con bretelle, dettagli presenti anche nel ritratto, eseguito presumibilmente da Van Gogh nello stesso luogo della foto nel dicembre 1888. Jean Berlatier, coltivatore, nato nel 1834, aveva 54 anni all’epoca, ma nel ritratto sembra più giovane, al punto che potrebbe essere in alternativa il figlio maggiore, all’epoca trentenne, anche lui nella foto di gruppo, con la presunta Gabrielle vestita di nero insieme alla madre, alle sorelle, ai fratelli e alle nipotine. In tutto 11 figli, 6 maschi e 5 femmine, in base alla genealogia di Geneanet, a volte un po’ confusa. La scoperta è importante in questa vicenda, perché dimostrerebbe che Gabrielle, 18 anni non era la Mousmé che ne aveva solo 12/14 all’epoca e proverebbe il fatto che Vincent e Gauguin prima del fattaccio dell’orecchio reciso, 23 dicembre 1888, erano già da tempo in confidenza e amicizia con tutta la famiglia di Gabrielle Berlatier, in particolare con il padre, la madre e il fratello. Cosa sia poi successo in quei giorni tumultuosi di fine dicembre nei rapporti fra Vincent, Gauguin e Gabrielle non si sa, fino all’epilogo drammatico che tutti conosciamo. Forse non lo sapremo mai per una sorta di patto del silenzio tra loro. Gauguin dichiarò al commissario d’Ornano che ci fu un aspro litigio per colpa di un quadro (forse il ritratto di Gabrielle da lui poi finito a Parigi?). Vincent dal canto suo, a precisa domanda del dott. Rey, rispose che erano fatti personali tra loro due. In una lettera del 9 agosto 1888 (cortesemente segnalataci dall’amico AlbertoPettorali), Vincent scrive al fratello Theo: “Devo andare a lavorare. L’altro giorno ho visto di nuovo qualcosa di molto calmo e bello, una ragazza con una carnagione caffè au lait – se ricordo bene – capelli cinerei, occhi grigi. Corpetto indiano rosa pallido sotto il quale si vedevano i seni dritti, duri e piccoli. Questo contro il verde smeraldo degli alberi di fico. Una donna molto rustica, di grande fascino virginale. Non del tutto impossibile che dovrò farla posare all’aria aperta così come la madre – giardiniera – color terra che allora era vestita di giallo sporco e blu sbiadito. La carnagione café au lait della ragazza era più scura del rosa del corpetto. La madre era vistosa, la figura vestita di giallo sporco e blu sbiadito si stagliava in pieno sole su un quadrato di fiori abbaglianti bianchi di neve e limone. Quindi un vero Van der Meer di Delft. Non è brutto all’ora di pranzo. Stretta di mano.t. a t.Vincent“. Ebbene, nella stessa foto appare evidente che la descrizione di Vincent e la citazione su Vermeer calzano a pennello per le 2 donne al centro, che probabilmente corrispondono a Gabrielle e la madre, dove si intuisce la tonalità caffelatte sul volto di Gabrielle e il giallo sporco della camicia e l ‘azzurro sbiadito della lunga gonna della madre, 52 anni all ‘epoca, essendo nata nel 1836, simile proprio alla lattaia del maestro di Delft. In un documentario su Gabrielle Berlatier della BBC scorrono, insieme a questa altre 2 fotografie contemporanee dove sono riconoscibili molte donne della famiglia. Durante le ricerche i 2 studiosi hanno trovato su Geneanet anche certificato di matrimonio e del censimento del 1909 di Gabrielle Berlatier. La cosa strana è che nel certificato di matrimonio viene indicata come figlia maggiore, diversamente dalla genealogia, ma evidentemente si riferisce alla maggiore età, avendo compiuto 21 anni il 7ottobre 1890 e il matrimonio celebrato il 15 ottobre 1890. Da quanto emerso finora possiamo affermare che Gabrielle Berlatier, 19 anni compiuti il 7 ottobre 1888, non può essere identificata nella giovane donna ritratta il 29 luglio 1888 da Van Gogh come la Mousmè, che a sua detta al fratello Theo poteva avere dai 12 ai 14 anni. Ci sono in campo 2 possibilità per la sua identificazione. Una è stata proposta da Bernadette Murphy nel suo libro, uscito nel luglio 2016, come Therese Mistral, la nipote dodicenne di Marie Therese Balmossiere, che fu la donna di servizio, assoldata da Vincent per le pulizie nella casa gialla dal luglio 1888 al febbraio 1889 e che era parente alla larga coi Ginoux. Ma c’è un’altra possibilità, che deriva dal fatto che il vecchio mulino di rue Mireille, dipinto da Vincent nel settembre 1888, dagli anni’30 del’900( forse a seguito di una accurata indagine condotta da John Rewald),viene comunemente chiamato ad Arles come Le vieux moulin de la Mousmè, ma nessuno ne ha mai precisato le motivazioni.Già nel 2016 De Robertis aveva trovato i ricordi di una signora ormai anziana, Michele Defonte, che su un giornale periodico di Arles, il Bulletin des amis du vieil Arles, n.135 del dicembre 2007, completamente dedicato a Van Gogh, riferiva che abitava da bambina nel quartiere Moulheries, attorno al 1948,e che il mulino era abitato all’epoca dalla famiglia Bouquet, con 3 figli. Ricordava anche che nel 1956 aveva assistito, adolescente, alle riprese del film BRAMA DI VIVERE, di Vincente Minnelli, con Kirk Douglas e Antony Quinn, girate proprio davanti al vecchio mulino. Il nome dei Bouquet è già collegato al mulino in documenti risalenti fino al 1830, quando era indicato di proprietà della famiglia Sauchon. Il cognome Bouquet è abbastanza frequente ad Arles, ma scorrendo la genealogia ci si accorge di una tal Rose Francoise Bouquet, nata nel 1874, figlia di primo letto di Pierre Francois Bouquet, coltivatore. Quindi aveva giusto 14 anni nel 1888 ed era rimasta orfana di madre all’età di 5 anni, poi il padre si era risposato. Ma aveva anche una cugina, Jeanne Baptistine, di 14/15 anni nel 1888, figlia di Pierre Gilles, impiegato delle ferrovie e di Marthe Bouquet, sorella di Pierre Francois Bouquet. Una di queste 2 cugine di primo grado è molto probabilmente la Mousmé. Avevano anche uno zio, Antoine Bouquet, anche lui impiegato delle ferrovie.E’ evidente che questi uomini frequentassero il cafè de la gare dei coniugi Ginoux,dove come sappiamo Vincent era di casa, giorno e notte, sopratutto dal 10 marzo a settembre, quando si traferì definitivamente nei locali della casa gialla. Paradossalmente nel ritratto la giovinetta ha tra le mani proprio un bouquet di oleandri e aveva una nonna che di cognome faceva Oreille! De Robertis e Della Bella intendono proseguire le ricerche. Una lettera anonima fu inviata al commissario centrale di Arles Joseph d’Ornano, il 7 Novembre 1888, e avvertiva che la maitresse del bordello1, Virginie Chabaud, detta Tarasconnaise, prostituiva illegalmente una “piccola provenzale” di 16 anni, in pericolo di malattie veneree (il documento è ancora negli archivi della polizia). In futuro De Robertis e Della Bella contano di fare un documentario sull’argomento.
Per saperne di più si consiglia di vedere anche il gruppo su Facebook (clicca su LA FINESTRA DI VAN GOGH), dove sono stati postati molti documenti d’archivio e fotografie rare.

Foto di copertina: Vincent Van Gogh, The Smoker, dicembre1888

Estate 1888, foto di gruppo della famiglia Berlatier, 45 Impasse de la rue de la porte de Laure, Arles.
Jean Berlatier o il figlio maggiore?
Gabrielle Berlatier 18 anni,a sinistra e la madre,52 anni,a destra.
La lattaia di Jan Vermeer, Jan Vermeer, 1660 ca., olio su tela, cm 45 x 41. Amsterdam
Vincent van Gogh, La Mousmé, luglio 1888
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Nikla

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