I bambini della Scuola Pittura Del Braccio incontrano Mirò

Ultimi giorni per visitare “Le Lèzard aux plumes d’or”, la mostra di Mirò al museo Villa Colloredo Mels prorogata fino al 5 novembre. In questo periodo hanno fatto visita anche gli allievi della Scuola Primaria della Pittura del Braccio dopo l’incontro preparatorio con la giornalista e critico d’arte Nikla Cingolani, organizzato dalla maestra Mariella Brignoccolo il 24 ottobre scorso. 

Tutti i bambini di ogni classe, accompagnati dalle loro maestre e riuniti in una grande aula, hanno potuto vedere le immagini delle opere più rappresentative e importanti del grande artista catalano. Per spiegare il percorso della sua formazione artistica sono state proiettate alcune slide di dipinti, incisioni e litografie, opere in ceramica e sculture in terracotta, disegni e libri illustrati, fino ai ready-made e all’objet-trouvé, componenti essenziali delle sue sperimentazioni di sculture in bronzo e di assemblaggi di oggetti ordinari o trovati casualmente. Alcune foto ritraevano l’artista al lavoro mentre era seduto a terra con le mani sporche di colore usate come strumento per dipingere o alle prese con una scopa per pitturare grandi campiture, o ancora sulla spiaggia con un legno di mare dalla strana forma di attrezzo ginnico oppure mentre firma una produzione litografica.

La serie di litografie a colori “Le Lèzard aux plumes d’or” compiuta negli anni di maturità, quando il grande maestro catalano incrementò l’attività litografica, è stata pubblicata dall’editore parigino Lous Broder nel 1971, dieci anni dopo la sua realizzazione. Il poemetto è un chiaro esempio di combinazione tra disegno e testo poetico, dove l’artista conferma la capacità di racchiudere nella sua arte, ricca di simboli e colori vivaci, il proprio linguaggio espressivo carico di immediatezza e libertà creativa senza limiti, le cui radici affondano nel sogno o nella visione intuitiva della natura. In questa favola surreale le litografie sono affiancate ai manoscritti del racconto. Le parole ondeggiano, si muovono libere e assumono una qualità puramente grafica.

Parole scritte che appaiono come immagini e forme che vivono come vocaboli.   

Nel 1949 il grande scrittore, poeta e matematico francese  Raymand Queneau studiò gli enigmatici geroglifici di Mirò e li battezzò “miroglifici”, quindicimila segni conservati alla fondazione Mirò a Barcellona lasciati nel 1975 dall’artista stesso. Secondo Queneau il miroglifico è “una lingua che bisogna imparare a leggere e di cui è possibile fabbricare un dizionario”. Tiziana Migliore docente di Letteratura Artistica all’IUAV di Venezia lo ha fatto nel suo volume intitolato appunto Miroglifici, analizzando in modo sistematicoschizzi, dipinti e disegni preparatori dell’artista. I disegni di Mirò hanno regole esatte, segni ricorrenti, formano come una lingua, una grammatica, una sintassi tanto da ricostruire un dizionario. Quelle identificate dai bambini sono le più riconoscibili: l’occhio, il cuore, il piede, la mano, il sole, la luna, l’uccello e la stella, la spirale.

Durante l’incontro, tra citazioni e aneddoti, è stato tracciato il profilo biografico di un uomo che ogni giorno, fino a 90 anni, ha lavorato nel suo atelier come un “giardiniere” – così si definiva – e come tale metteva impegno, attenzione e cura nel creare le sue opere. Amava molto la musica, componente essenziale per la produzione poetica ispirata al cielo, alle stelle, alla luna, al tempo immobile e infinito, elementi cari a Leopardi.

Un’arte apparentemente facile quella di Mirò che recupera l’infanzia primigenia e inventa un linguaggio universale tanto da incantare adulti e bambini.

Le immagini e l’ascolto hanno molto colpito gli alunni tanto da coinvolgerli in un acceso dibattito. Le loro voci, come una pioggia di caramelle variopinte, si scioglievano nei meravigliosi colori delle opere producendo non rumore ma suono. Vibrazioni emozionali che solo l’arte sa rivelare. Infine hanno seguito con interesse la lettura del libro “Il giro del cielo” di Daniel Pennac e Joan Mirò, dimostrando ammirazione per questo grande artista.

 

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Nikla

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