I 25 anni in movimento di “Antigone”

Una serata piacevole, raffinata, ricca di emozioni, arte, musica, danze e condivisione. Non poteva essere che così la festa dei 25 anni di attività dell’associazione Antigone di Porto San Giorgio. Le celebrazioni sono iniziate al mattino con la conferenza dello Psicoanalista Franco Lolli dal titolo “Antigone e i conflitti del Desiderio”. Secondo Lacan il gesto di Antigone, solitario e tragico, serve a mostrare che quando è in gioco il nostro desiderio, siamo sempre messi a confronto con le conseguenze dei nostri atti e quindi esposti al rischio di perdersi, di finire nella fossa. È questo, infatti, il destino che Sofocle assegna alla sua eroina: Antigone sarà condannata ad essere sepolta viva per non cedere sul suo desiderio, per non indietreggiare sulla propria verità. Antigone non scende a patti. Preferisce l’inferno piuttosto di vivere vedendo offesa la memoria del fratello amato. Il suo desiderio è così radicale da sconfinare verso la morte. Il suo è l’esempio di come gli esseri umani desiderano senza limitarsi a sopravvivere. Antigone sacrifica la sua vita per onorare simbolicamente Polinice, il fratello che ha tradito schierandosi coi nemici rimanendo ucciso in combattimento alle porte della città. La Legge dello Stato di Creonte stabilisce che gli sia negata la sepoltura, ma la vita umana non può essere ridotta a quella animale, così un cadavere non può essere privato della sua dignità umana. È la lezione tragica con la quale Antigone si congeda per sempre dal mondo.

Nel pomeriggio la Sala Imperatori diventa spazio per pièce laboratoriale, mostra d’arte, performance e danze condivise in allegria e tanta vitalità.

Vincenzo di Bonaventura nel suo spettacolo sperimentale dedicato al mito di Antigone, tragedia di Sofocle, evidenzia il rapporto della protagonista, da sempre considerata simbolo dell’emancipazione e sfida al potere, con la sorella Ismene il suo perfetto contrario. Antigone, ostinata e in preda al suo furore, sfida Ismene rassegnata all’obbedienza in un susseguirsi di azioni talvolta rallentate talvolta scattanti segnate dal ritmo di percussioni che, come un battito cardiaco, segnano il giusto ritmo all’esibizione. Dopo aver lottato tra diverse tensioni Antigone, aiutata dal Coro, entra nel suo “sepolcro” colmo d’acqua, simbolo di morte e riferimento alla vita, per affrontare la sua seconda nascita, mentre Ismene intreccia una corrente osmotica con le donne del Coro penetrando nel loro io psichico e corporeo. Un’elaborazione del dolore in perfetta condivisione e sintonia con le altre.

Con questa breve ma intensa pièce laboratoriale l’Associazione, dopo varie e alterne vicissitudini, sociali e individuali, scopre ora la sua anima più profonda e sociale mettendo a nudo il proprio percorso.

L’artista Benedetta Montini ha presentato tre opere dedicate ad Antigone. Tre collage dove condensa la storia di questa donna la cui autonomia è sottolineata dal famoso gesto femminista; elegante e leggera in cammino nel cielo con il volto nascosto dalle nuvole; infiammata di passione, come il tulipano rosso vicino ad una foto divisa a metà che sottintende la possibilità di essere donna ma esclusa dalla maternità già annunciata dal suo nome: anti-goné.

L’artista si è poi esibita nel Flash Mov dedicato alla cecità che può evocare sia la condizione naturale dell’indovino Tiresia, sia l’incapacità di possedere una visione lungimirante. Uno dei momenti più suggestivi è stata la lettura di un brano dove si narra il tragico destino di Antigone e Ismene “sorelle di Eteocle e Polinice figlie e figli tutti quanti di Edipo e Giocasta. Ma la parentela che lega la stirpe dei Labdaciti non è così lineare: l’incesto di cui si è reso inconsapevole interprete Edipo rimescola le carte e raddoppia le identità. Edipo è passato nei due sensi per l’utero di Giocasta: è figlio e marito di sua madre, di modo che i figli che mette al mondo con sua madre erano paradossalmente anche suoi nipoti e allo stesso tempo suoi fratelli. Giocasta è dunque madre e nonna dei suoi figli e i suoi figli sono fratelli del padre con cui Giocasta li ha messi al mondo. Questo dato di fatto, incontrovertibile nella su “mostruosità, rimette in discussione tutte le parentele e le identità. Insomma c’è qualcosa d’innominabile, d’indicibile, di mostruoso in quel legame di sangue che necessita di essere detto con altre parole, il tabù dell’incesto, che falcidia come una maledizione l’intera casata.” (Sofocle, Antigone, a cura di Giovanni Greco, Feltrinelli)

Siamo stati poi chiamati tutti in cerchio per la “Danza degli alberi” e sentirsi come piante di una grande foresta, capaci di immettere nuovo ossigeno al mondo per una maggior consapevolezza ecologica nel rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente. L’Associazione sposa la filosofia di TreeSister, una rete di donne impegnate nel ripristino delle nostre foreste per riequilibrare il rapporto dell’umanità con il mondo naturale. Sulla Terra la natura e le donne sono i donatori di vita, eppure le cause ambientali e femminili attualmente ricevono meno del 4% delle donazioni globali. È tempo di reintegrare il Femminile. È necessaria una rivalutazione radicale guidata da una strategia filantropica efficiente. Con un’essenza dal colore verde, il colore dell’ecologia e del cuore, secondo il sistema AuraSoma siamo stati rinnovati e rigenerati alla luce dell’energia del Cuore con il motto antigoniano “Non siamo nati per condividere l’odio, ma l’amore”.

L’associazione è nata nel 1983 dall’idea di spiriti creativi, entusiasti del diverso e determinati a seguire ogni esperienza e disciplina che favorisse la consapevolezza e la libera espressione della personalità nella sua interezza, l’Associazione non si è più fermata. Antigone in movimento, appunto. Anzi, ha accolto e incoraggiato attività nuove e alternative che venivano ad affiancarsi a quelle ormai consolidate, mantenendo intatto lo spirito animatore iniziale.

Ispirata alla scelta dolorosa di Antigone di Sofocle, che si oppone alla legge della giustizia per una legge personale non meno valida, l’Associazione ha superato positivamente l’angoscioso dilemma, consentendo che alle varie attività storiche, volte essenzialmente al benessere psicofisico, se ne affiancassero di nuove, con prospettiva più ampia, stimolanti e talora di rottura e scavalcamento rispetto alla consuetudine ma non per questo di minor valore.

Così Antigone si è mantenuta nel tempo fucina di numerosi talenti umani che si sono susseguiti negli anni, arricchendo con le loro svariate proposte la crescita non solo personale ma anche di quanti hanno percorso un tratto di strada insieme, e che ancora continuano a mantenere viva memoria e partecipazione, rivolgendosi a vecchi e nuovi sostenitori desiderosi di condividere il suo cammino.

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Nikla

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